PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 13)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Maggioranza – Pd, Patt, Upt. Prove di dialogo. Passa, con il sì di Pd, Patt e UpT, l’emendamento della Giunta che recupera le proposte Patt e Pd su bonus bebè e l’estensione del trattamento delle dipendenti provinciali alle mamme che lavorano nel privato. Futura si astiene e 5 stelle non partecipa al voto. Solo il Patt ha ritirato 80 emendamenti. Si va avanti con le votazioni ad una media di 130 all’ora. Dura presa di posizione di Ghezzi sull’articolo sulla cooperazione internazionale.å

In apertura della seduta pomeridiana il presidente Fugatti ha preso la parola per comunicare all’aula che la Giunta aveva preparato un emendamento con il quale avrebbe accolto, nella sostanza, le richieste della minoranza sull’allargamento dell’esenzione della quota di reddito da lavoro femminile per il calcolo dell’Icef per ottenere il bonus bebè, richiesta avanzata dal Pd, e sull’estensione delle agevolazioni per la maternità dei dipendenti Pat ai lavoratori privati, proposta contenuta in un emendamento Patt. Fugatti ha presentato l’emendamento, ai capigruppo. Successivamente i consiglieri di minoranza si sono riuniti per valutare l’emendamento che è stato accettato da Pd, Patt, UpT e respinto da 5 Stelle e Futura.

Al rientro in aula, dopo una sospensione di circa un’ora, il presidente Fugatti ha affermato che la Giunta ha voluto presentare questo emendamento (è stato sottoscritto per la minoranza da Rossi del Patt; Olivi e Tonini del Pd, De Godenz dell’UpT) che, ha ricordato, va nella direzione di accogliere due tematiche già poste nella trattativa nei giorni scorsi che l’opposizione, ha aggiunto, non ha accolto mantenendo quindi gli emendamenti ostruzionistici. Ritiro degli emendamenti che, sia nell’incontro con i capigruppo che in aula, Fugatti non ha comunque chiesto.

I due emendamenti, che sono diventati l’articolo 36 bis (ha ricevuto i voti di maggioranza, Pd, Patt, Upt, l’astensione di Futura, 5 stelle non ha partecipato al voto), come ha ricordato il presidente della Giunta, riguardano, il primo la conciliazione famiglia – lavoro con l’obiettivo che le donne in gravidanza del settore privato abbiano la possibilità di avere le fattispecie economiche di quello pubblico; il secondo la possibilità di portare la detrazione da 3 a 4 mila per famiglia per i bambini da 0 – 3 anni. Sceglierà poi della giunta, ha continuato Maurizio Fugatti, se estendere la detrazione a tutte le famiglie con figli. Rossi a nome del Patt ha ringraziato Fugatti per questo emendamento programmatico sulla conciliazione famiglia – lavoro che, ha ricordato, era stato caldeggiato dal suo gruppo.

Rossi ha sottolineato il fatto che aver posto problema ha aperto una strada sul tema della conciliazione famiglia – lavoro. Il capogruppo Patt ha annunciato il ritiro di 80 emendamenti di Dallapiccola sull’ articolo 42. Olivi del Pd ha detto che il passaggio è rilevante. L’esponente dem ha affermato di essere soddisfatto del fatto che nell’assestamento entra un principio al quale il Pd è legato, non per mettersi una “patacca” sulla giacca, ma perché il contrasto alla crisi demografica deve affrontare il tema del lavoro femminile. Alessandro Olivi ha affermato che la battaglia del Pd è stata fatta in modo serio e costruttivo, senza aggredire il bonus bebè, ma accompagnandolo con una norma a favore del lavoro delle mamme. Olivi ha però aggiunto che il Pd non è soddisfatto della cifra messa a disposizione (500 mila euro) e confida che si possano mettere in bilancio ulteriori risorse per rendere questa norma efficace.

Ghezzi: Fugatti ha voluto mostrare il trofeo della cooperazione internazionale.

Si è poi passati all’articolo 38 sulla cooperazione internazionale. Paolo Ghezzi ha esordio riportando alcune affermazioni dell’ex consigliere e assessore all’istruzione Luigi Panizza, volontario e conoscitore dell’Africa, il quale ha ricordato quanto bene è stato fatto alle popolazioni afflitte dalla povertà grazie ai fondi sulla solidarietà internazionale. Anche di fronte ad appelli come questi, ha affermato Ghezzi, Fugatti non si è fermato perché, ha aggiunto, il presidente della Giunta cercava un suo nuovo trofeo: lo 0,25 per la cooperazione internazionale. Obbediente, secondo l’esponente di Futura, al salvinismo che “è la via pugilistica alla politica”, quindi, come luogotenente di Salvini, il governatore trentino ha il bisogno di esibire i suoi trofei. “Lei cerca – ha affermato il capogruppo di Futura – una testa tagliata da esibire in cima alla lancia, come gli antichi popoli bellicosi. La prima testa è stata quella dei richiedenti asilo, i primi esseri umani tagliati da quando lei è andato al governo. Altre ne sono rotolate.

L’ultima testa è lo 0,25%” . Non è una colpa essere nati a Korogocho, baraccopoli di Nairobi nel Kenya, anziché in una villetta di Vermiglio o di Avio. Noi siamo stati solo immensamente più fortunati. Essendosi perso M49, lei presidente non può esibire né la testa né la pelle dell’orso. E allora esibisce il totem dello 0,25 abbattuto, la testa della cooperazione internazionale, come il suo trofeo del luglio 2019, il coronamento della sua missione, la vittoria del forte contro il debole”. Una politica quella di Fugatti, ha aggiunto Ghezzi, che non è tutta “sanguinaria”, che, con questa manovra, mostra anche qualche versante sociale; che invia i trentini a fare più bambini ma che al tempo stesso rende alcuni bimbi più “eguali” di altri. Quindi, una manovra a socialità limitata. Una politica da “ring reazionario” e non da destra popolare autonomista e riformista. Una politica, ha continuato il capogruppo di Futura, che è passata dall’”aiutiamoli a casa loro” a l“non aiutiamoli nemmeno a casa loro”. Una scelta, ha concluso, esibendo con Lucia Coppola un ingrandimento di una monetina di 5 centesimi (quanto costa ai trentini al giorno la cooperazione internazionale), che rende il “Trentino più piccolo, più avaro, più solo”.