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CONSIGLIO PROVINCIALE: APPROVATO DDL CAVE CON 23 VOTI FAVOREVOLI

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19.27 - giovedì 02 febbraio 2017

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Con 23 voti favorevoli, 3 contrari (Fugatti, Bottamedi, Cia) e l’astensione di Degasperi, Borga e Civettini della Civica Trentina il Consiglio provinciale ha approvato nel tardo pomeriggio di oggi il testo unificato dei disegni di legge di modifica delle norme provinciali in materia di cave dell’assessore Alessandro Olivi e del consigliere Walter Viola (Progetto Trentino). Dopo un ampio confronto, durato due giorni, si è raggiunta la quadra che ha permesso di mettere assieme i diversi interessi e dare un nuovo riferimento normativo ad un settore che, hanno osservato numerosi consiglieri intervenuti in dichiarazione di voto, aveva estrema necessità di una riforma.

 

Dopo l’ennesima interruzione in apertura di seduta del pomeriggio, per dare modo ai consiglieri di apporre le firme sulle norme concordate, il Consiglio provinciale ha riavviato alle ore 16.00 l’esame del testo unificato in materia di cave. Ritirati, con qualche eccezione, gli emendamenti non accolti di Fugatti e Degasperi, l’aula è passata velocemente alla votazione dell’articolato e l’approvazione del testo è arrivata alle ore 19.00.

 

Sull’articolato

Alcune delle parti dell’articolo 2 sulle clausole sociali sono frutto del lavoro di confronto fatto in Commissione, ha osservato Filippo Degasperi (5 Stelle) in particolare l’obbligo di adozione del rispetto del contratto territoriale integrativo provinciale: un’evoluzione nell’atteggiamento da parte della provincia che impedisce di svicolare dal contratto e che speriamo venga adottato anche per altri comparti.

Maurizio Fugatti (Lega nord) è intervenuto per spiegare i risultati della trattativa dei giorni scorsi: rimane una valutazione pesantemente negativa del disegno di legge, ha detto, anche se è indubbio che il confronto di queste giornate hanno portato a migliorare diversi aspetti del testo, attraverso l’introduzione di diverse proposte emendative. Nello specifico, ha spiegato, alcuni degli aspetti che sono stati migliorati: viene tolto dal disegno di legge il tema della pesatura e vengono introdotti sistemi più idonei e con costi ridotti, sentiti i Comuni e le associazioni di categoria (art. 12); viene modificata in parte la clausola sociale che è fatta valere anche per i disoccupati di lungo periodo (art. 13); con un emendamento è prevista la possibilità di deroga al 40%, se il concessionario dimostra motivazioni serie e concrete; un bando tipo permette di favorire l’impegno di aziende da anni attive nel settore (art. 31), introducendo una serie di elementi di valutazione (art. 14); la legge in vigore prevede sospensione, decadenza e revoca della concessione, in questa legge con un emendamento si prevede che il comune possa sospendere l’esercizio dell’attività di cava per effettuare una serie di valutazioni; viene introdotto il meccanismo della media per i macrolotti che garantisce una maggior durata delle concessioni (art. 37) ecc.

Walter Kaswalder ha precisato che, pur espulso dal Patt, è stato eletto in quel partito con oltre 4500 preferenze ed ha preso parte ai lavori del disegno di legge in discussione in qualità di consigliere autonomista e a sostegno di interessi che sono da sempre tutelati da quel partito.

All’articolo 17 è stato approvato un emendamento, primo firmatario Pietro Degodenz che subordina all’intesa con i Comuni l’approvazione del regolamento sui rapporti con le Asuc. Tre emendamenti del Patt all’articolo 23, richiamati dal consigliere Lorenzo Ossanna, promuovono le istituzioni di indirizzo scolastico professionale per la lavorazione della pietra e favoriscono con politiche di marketing e corsi di formazione il distretto del porfido.

L’articolo 30, ha notato Fugatti è una “norma simbolo” di questo disegno di legge: in esso è contenuta la volontà di utilizzare tutte le forme dell’autorità anche dello Stato italiano per controllare i cavatori. Il consigliere Degasperi, per contro, ha replicato che tra gli strumenti che i cittadini italiani hanno a disposizione c’è anche la polizia di Stato che non esercita un’azione contro la nostra autonomia: in un settore come questo che negli anni è assomigliato via via sempre di più al Far West ben venga anche il lavoro di più organi di controllo.

Filippo Degasperi ha illustrato l’articolo 31 che riguarda la decadenza e la revoca dell’autorizzazione e della concessione, “uno dei pilastri della riforma e una delle ragioni per cui non ha condiviso il testo finale”. Si sta parlando di imprese che lavorano un bene pubblico e che dovrebbero essere eticamente maggiormente responsabili, mentre qui si prevede possano violare gli obblighi. Mi sarei aspettato un’attenzione alle imprese che si comportano bene e non la concessione di scappatoie a quelle che infrangono le regole.

Una valutazione di merito su quest’articolo l’ha aggiunta l’assessore Alessandro Olivi: questa è una legge che cambia l’impostazione rispetto alla legge vigente, ha detto. Quella (la legge vigente) seguiva la “facoltà” in capo al Comune per la valutazione di volta in volta, discrezionale, se comminare la sanzione più grave (decadenza o revoca della concessione); questa legge invece “impone”, rende più lineare e trasparente il processo di proporzionalità tra violazione e provvedimento.

Alcuni emendamenti sono stati mantenuti dal consigliere Degasperi “per fare riflettere”, come ad esempio quelli all’articolo 33: “considero le sanzioni previste da questa legge riduttive e insufficienti come deterrente, se raffrontate ai danni che provocano certe violazioni” ha osservato.

Un emendamento di Degasperi all’articolo 42, prevede il coinvolgimento di un rappresentante delle Asuc all’interno della commissione tecnica che stabilisce il range dei canoni delle concessioni.

 

Dichiarazioni di voto

Alessandro Olivi ha espresso soddisfazione per “un lavoro importante di ascolto e di arricchimento, migliorato con il contributo di molti” e ha ringraziato chi ha seguito l’iter di un disegno di legge che ha definito “molto complesso”. In modo particolare la riconoscenza l’ha rivolta agli uffici per un impegno “generoso, competente, specializzato” e ai consiglieri Viola e Degasperi “che hanno molto contribuito alla costruzione di questa proposta”. Un settore, quello del porfido, che queste norme indirizzano verso la responsabilità e la qualità: “non è un ddl burocratico” ha aggiunto “nella misura in cui le regole sono al servizio della difesa della collettività e di sostegno alle buone pratiche”.

Per Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) questa legge non offre una risposta esaustiva, ma migliorerà sicuramente la situazione attuale e il voto sarà favorevole.

Claudio Cia (Misto) ha dichiarato che non voterà a favore del disegno di legge, ma ha comunque apprezzato molto il metodo con cui si sono svolti i lavori di questi giorni per cercare di migliorare la proposta e trovare punti di convergenza. Ha ringraziato il collega Fugatti e Viola che hanno speso le maggiori energie nelle trattative.

Marino Simoni (Progetto Trentino) ha annunciato voto favorevole: queste norme porteranno risultati positivi, ha aggiunto e ha espresso l’augurio che si trovino adeguate soluzioni amministrative e politiche affinché questo prodotto sia utilizzato anche a livello locale.

Filippo Degasperi (5 Stelle) che ha partecipato attivamente alla costruzione di queste norme ha ringraziato l’assessore e il collega Viola, oltre che i tecnici che hanno guidato e a volte “corretto” il percorso di queste norme. Il metodo seguito è stato positivo, scandito da numerose occasioni di ascolto e molti aspetti sono stati recepiti senza indugi e rispettando gli impegni (clausola sociale, inasprimento delle sanzioni, divieto del famoso 80/20, rispetto del protocollo antimafia, maggior coinvolgimento degli usi civici). Ha annunciato il voto di astensione.

Il consigliere Massimo Fasanelli (Misto) ha apprezzato questa proposta che sostiene la filiera del porfido. Giusto anche il metodo adottato dall’assessore, che ha accolto numerose aspettative dei consiglieri, che riflettono le esigenze dei vari attori del settore. Pur nella consapevolezza che non sia stato fatto tutto, Fasanelli ha annunciato di sostenere la proposta che rappresenta comunque il tentativo di un rilancio del comparto.

Manuela Bottamedi (Misto) ha ammesso di aver pensato che la scuola fosse il mondo più complesso e di difficile comprensione e di essersi ricreduta di fronte alla discussione di queste norme: contemperare le esigenze di tutti in questo comparto è davvero difficile e dunque merito a chi ha tentato di fare una sintesi. Tuttavia la consigliera ha annunciato il voto negativo “perché l’impianto complessivo delle norme segue una logica repressiva, sanzionatoria e burocratica”.

Gianpiero Passamani (UpT) ha ringraziato coloro che hanno contribuito in varia misura alla scrittura di queste norme e ha dichiarato di credere convintamente che questa sia una legge che porterà chiarezza e darà delle risposte.

Il voto di astensione della Civica Trentina l’ha motivato Rodolfo Borga, ammettendo che qualcosa a favore del mondo del porfido è stato fatto e va riconosciuto.

“Non è la migliore legge possibile, tuttavia abbiamo cercato di fare il massimo possibile”, ha detto Walter Viola (Progetto Trentino): “ci sono regole chiare per tutti, i protagonisti del settore hanno finalmente un quadro unitario, vengono favoriti il sistema, la filiera, la competitività, la qualità del lavoro”, questa è una legge che garantisce “un equilibrio di fondo”. Infine, Viola ha ringraziato il vicepresidente–assessore Olivi, i colleghi, i protagonisti del settore, la struttura che ha accompagnato con grande intelligenza e competenza il lavoro di sintesi non facile tra i numerosi interessi diversificati. Mi auguro, infine, ha concluso, che si possa proseguire su questo tarcciato epr il bene di un comparto importante epr il Trentino.

“Una riforma che da un grande impulso al settore”, ha detto Lorenzo Ossanna (Patt) che ha ringraziato assessore e consiglieri anche di minoranza per un lavoro compiuto non solo in questi ultimi tre giorni, ma per una proposta costruita in lunghi mesi di impegno.

Il consigliere Maurizio Fugatti (Lega) ha ribadito il voto negativo per le motivazioni già più volte espresse, pur riconoscendo l’atteggiamento di ascolto da parte dell’assessore Olivi di diverse proposte. Tuttavia le norme rimangono di impianto statalista, con una volontà dirigista, sanzioni e burocrazia invasive che mettono a rischio un settore già gravato da una pesantissima crisi. Una legge pericolosa, ha concluso.

Claudio Civettini (Civica) ha ricordato all’aula il famoso video in cui un collega inaugurava il ponte di Stramentizzo, prendendosi i meriti di qualcosa che non aveva fatto. Ora il collega Ossanna sta facendo la stessa cosa: va riconosciuto il lavoro e non si devono raccontare bugie, ha aggiunto dichiarando di attendere la fase attuativa sulla quale si dovrà misurare la bontà di queste norme.

Il consigliere Walter Kaswalder ha ringraziato chi ha lavorato a queste norme e apprezzato l’atteggiamento disponibile e attento dell’assessore Olivi: “a mio parere questa è una buona legge costruita con il contributo di molti, non ultimi gli autonomisti che di questa materia si sono occupati da sempre”.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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Foto: archivio Consiglio provinciale

 

 

 

 

 

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