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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSIGLIO PAT * LAVORI POMERIGGIO: « PACCHER (LEGA) – L’AUMENTO PER I CONSIGLIERI NON C’È STATO, SI TRATTA DI UN ADEGUAMENTO ISTAT IN BASE ALLA LEGGE DEL 2012 »

Nel pomeriggio il Consiglio è entrato nel vivo della discussione generale sul ddl  110/XVI dell’assestamento di bilancio. Ha aperto la seduta Paolo Zanella di Futura: secondo lui Fugatti ha presentato un assestamento senza visione con la scusa che siamo in “guerra”. Un modo per svilire l’autonomia, come dimostra la partita dell’A22 con la richiesta di infinite proroghe contraria alla linea di Kompatscher che ha chiesto con determinazione l’ in house. Si continua, inoltre, a pensare alla Valdastico che va a favore dei privati e si scontra con la logica del corridoio ferroviario del Brennero. Giocata male dalla Giunta, per Zanella, anche la partita dell’idroelettrico. Siamo stati gli unici in Italia ad aver legiferato, mentre si darebbe dovuto invece, per l’esponente di Futura, trattare con Governo e Ue per mettere in discussione il sistema delle gare. Ora con gli emendamenti di Giunta si tenta di guadagnare un po’ di tempo, ma anche su questo non c’è un disegno. Sul capitolo Comunità di valle Zanella ha detto che un ente intermedio serve, ma la scelta della Giunta è quella di lasciare la palla ai comuni. Si è visto poco coraggio sull’agricoltura bio e ancora una volta si è persa l’occasione di mettere il Trentino all’avanguardia.

Sulla cultura si riapre la questione della Sovrintendenza ma con le idee confuse ed è difficile quale sia, se c’è, il disegno. Passi indietro per Zanella sono stati con il no allo spostamento degli istituti tecnici a Meccatronica e sul tema scottante del lavoro, dove emergono capolarato e un alto tasso di incidenti. Ci sono problemi sul piano dell’incontro tra domanda e offerta a causa delle difficoltà dell’Agenzia del lavoro. Problemi che stanno diventando gravissimi per settori come l’edilizia. I lavoratori, per Zanella, mancano anche per la crisi demografica che il Trentino attraversa e per questo ci si dovrebbe aprire a lavoratori stranieri, mentre la Giunta sta smantellando, in modo miope, i sistemi di integrazione. Sulla scuola, il consigliere di Futura, ha ricordato di aver presentato un emendamento per estendere gli aiuti psicologici anche per contenere la povertà culturale. C’è poi la questione della certificazione della disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) che richiede tempi lunghi e per ovviare alle attese la Giunta ha stilato una lista di professionisti privati a pagamento. Un scelta profondamente ingiusta, secondo Zanella, che ha presentato un odg e un emendamento. In generale sulla sanità non si capisce dove andranno i 33 milioni e quale sia l’idea del governo provinciale sulla medicina territoriale, vista anche la mancanza di 90 medici di base. Il consigliere ha ricordato che il personale sanitario durante l’epidemia è stato definito eroico peccato però che l’indennità Covid non si è vista. Così come non si sono trovati, su un miliardo, 60 milioni per il rinnovo dei contratti del pubblico. Mentre si sono trovati i 600 euro al mese per aumentare l’indennità dei consiglieri. Un quadro che Zanella ha definito desolante che si tenta di nascondere con la notizia del concerto di Vasco Rossi.

 

Scontro sull’adeguamento Istat dei consiglieri.

Roberto Paccher della Lega ha risposto che l’aumento per i consiglieri non c’è stato, si tratta di un adeguamento Istat in base alla legge del 2012 voluta dall’allora maggioranza. Una somma che deve essere liquidata come ha detto l’Avvocatura dello stato. Zanella ha ribattuto che la norma si poteva rinviare e che si è impedito ai consiglieri di poter rinunciare.
Alessandro Savoi (Lega) ha replicato che la legge regionale del 2012 è stata voluta e fatta dal centro sinistra e quelle della minoranza sono solo bugie e speculazioni politiche di basso livello. Zanella ha replicato affermando che non era necessario portare quell’emendamento in aula e se non si poteva bloccare l’adeguamento Istat. Le norme, ha ricordato, si possono modificare.
Ugo Rossi (Azione) ha ricordato che nel 2012 venne introdotta la rivalutazione che è stata sospesa perché non si aveva il coraggio di attuarla. Nel 2014 ci si ridusse i vitalizi che comportavano l’esborso di 11 milioni di euro, una scelta che venne criticata da tutti. Rossi ha aggiunto di condividere il fatto che non era possibile bloccare l’adeguamento però l’emendamento si poteva fare il primo giorno di legislatura: la Giunta regionale poteva sospendere la legge nei primi giorni di legislatura e oggi si sarebbero evitati i tre anni di rivalutazione.

 

Rossi: i tempi di crisi sono tempi di riforme.

Chiuso questo discorso Rossi è entrato nel merito dell’assestamento. Vero, ha detto l’esponente di Azione, che l’assestamento non è il luogo delle riforme però questo luogo non si vede mai. Sui tempi di guerra evocati da Fugatti, Rossi ha detto che Degasperi dovette affrontare un dopoguerra vero, con una miseria diffusa, e per questo lavorò per mettere in campo riforme fondamentali. Al futuro si deve pensare di fronte a crisi come quella del Covid, che ha accelerato processi in atto da anni. Per esempio è indispensabile affrontare il tema demografico in relazione alle difficoltà di reperire lavoratori. Di fronte a questo la Giunta ha invece introdotto la norma sull’obbligo dei 10 anni di residenza. Una norma, che va tolta, che va contro gli interessi della nostra terra che ha bisogno di forza lavoro. Rossi ha ricordato di aver presentato 4 emendamenti per cancellare questa che per lui è un’assurdità. E che contrasta con la scelta di Spinelli di collaborare con altre Agenzie del lavoro per far incontrare domanda e offerta di lavoro. Un meccanismo giusto che andrebbe applicato anche per trovare manodopera fuori dal Trentino, abbinando gli interessi della nostra economia con la solidarietà. Una proposta sulla quale Rossi ha presentato un odg. La Giunta, ha continuato, al di là della giusta proposta degli Stati Generali sul lavoro, sembra aver paura ad istituire una cabina di regia permanente con categorie, sindacati e imprese, per affrontare la crisi. Sulla competitività ha aggiunto che se è vero che gli investimenti pubblici sono importanti,va anche ricordato che si realizzeranno tra anni è evidente che si rischia di arrivare tardi. Il tema invece è quello della strutturazione delle nostre imprese come dimostra la gara da 10 milioni di euro per le Torri di Man. Un esempio storico, ha continuato l’esponente di Azione, è quello della stagione delle opere pubbliche di Grisenti che fu una breve estate ma che mantenne le imprese trentine piccole e fragili. L’edilizia, ha detto Rossi, è un ottimo traino ma può diventare un sasso al collo. Sulle Comunità di valle, l’ex presidente della Giunta, ha detto che le idee che sembravano chiare in campagna elettorale ora sono fumose. Sulle centrali idroelettriche si è voluto a tutti i costi legiferare, mentre si doveva costruire un’alleanza tra le altre regioni e lo stato in difesa del piccolo. Le gare, ha ricordato, sono in totale contrasto sulle posizioni della Lega. La legge va sospesa e va invece aperto un confronto con il Governo e va fatta un’analisi immediata sugli effetti delle gare sui bilancio dei comuni che hanno fatto investimenti e che rischiano di fallire. Rossi ha chiuso sulla sanità registrando il fatto positivo: che la Giunta ha sconfessato, sulle vaccinazioni per i giovani, la posizione di Salvini. Però, ha aggiunto, va fatta una potente campagna di comunicazione, magari cogliendo l’occasione del concerto di Vasco Rossi che potrebbe fare da testimonial pro vaccino.

 

Zeni: con Roma continua la logica dello strappo.
Luca Zeni (Pd) anche per lui è proprio questo tempo di difficoltà il più propizio per i cambiamenti anche perché i governi, nei momenti di difficoltà, si rinforzano. Cosa che a Roma si è capita. Inoltre, ora ci sono le risorse per creare un volano di sviluppo. La scelta di incanalare le risorse in infrastrutture andrebbe approfondita. Prima di tutto perché si parla soprattutto di strade che alla fine costano, ma soprattutto perché si sottraggono risorse da altri settori come quello dello sviluppo delle imprese, della formazione, della ricerca. Puntare sulla nostra capacità produttiva ci permetterebbe di potenziare con risorse nostre l’autonomia e di essere quindi meno dipendenti dallo Stato. La Pat ha perso tempo su capitoli come l’intelligenza artificiale, sul quale il Trentino è stato all’avanguardia, e il milione messo dall’assestamento non basta per un settore destinato a cambiare la società. Sul pubblico impiego, Zeni ha detto che se il Trentino ha retto alla pandemia è anche grazie ai lavoratori pubblici. Ma nella struttura pubblica c’è amarezza anche perché viene troppo spesso demonizzata e mortificata con un no di principio al rinnovo del contratto. Sulle Comunità di valle per Zeni è importante prendere atto che ci sono funzioni e servizi, come l’urbanistica, importanti e ha ricordato che oggi, fino all’approvazione dell’assestamento, l’apparato burocratico delle Comunità è bloccato. Dopo tre anni, la Giunta, avrebbe dovuto presentare una proposta di riforma. Sulla sanità non si capisce dove andranno i 32 milioni previsti dal ddl, mentre si dovrebbe investire sul rinnovo delle tecnologie mediche. Non c’è ancora la legge sulla riorganizzazione dell’Azienda sanitaria e un occhio particolare va posto sul S.Chiara. Infine, ha detto l’esponente dem, colpisce il modo con il quale la Giunta affronta il tema dell’idroelettrico dove è stata dimenticato il metodo pattizio, di dialogo con Roma per passare alla politica dello strappo.

 

Coppola: per le scuole no al controllo mensa ai privati.

Lucia Coppola (Misto – Europa Verde) ha presentato i sui odg, quello che impegna la Giunta a promuovere il workation (il lavoro agile in vacanza) e che riprende un suo ddl. Con un altro odg chiede un potenziamento del personale infermieristico anche per creare un clima di lavoro sereno negli ospedali. L’ultimo riguarda l’interramento della linea elettrica Borgo – Lavis utilizzando anche le risorse del Recovery Fund. Con gli emendamenti l’esponente verde chiede di tagliare i tempi pr i commissari delle Comunità, uno riguarda l’abrogazione del trentino onorario e, sulla scuola, un aumento di tre milioni per le strutture. Infine, l’ultimo emendamento, mira a togliere la possibilità delle scuole di esternalizzare il servizio di controllo in mensa.

 

Degasperi: la Giunta delle rivoluzioni non ha cambiato nulla.

Filippo Degasperi (Onda civica Trentino) è partito dall’analisi della relazione di Fugatti condividendo il fatto che i soldi per il risanamento delle finanze pubbliche sono una pretesa ingiusta da parte dello Stato, anche perché il Trentino paga da 10 anni ma non si è risanato nulla. C’è però una contraddizione macroscopica nella relazione, laddove si dice che il problema è cosa si farà nel futuro e allo stesso tempo Fugatti afferma che non è l’assestamento la sede per disegnare le prospettive. Sembra quasi, ha aggiunto, che parlare di riforme dia fastidio a questa maggioranza che ha vinto le elezioni promettendo addirittura rivoluzioni. A oltre metà legislatura la fase delle riforme non si è vista. Fugatti, per Degasperi, ha sbagliato a paragonare il Recovery al Piano Marshall perché questo non era un debito che ci porterà inevitabilmente verso le riforme che ci saranno imposte dall’Europa. Riforme, insegna la storia recente (si pensi alla riforma Fornero) che non saranno indolori. Quindi, ai trentini va detta la verità mettendo al bando la retorica. Come quella sul moltiplicatore che dovrebbe venire dagli investimenti in infrastrutture. Per Degasperi un’opinione non di un fatto. Basti pensare che l’Economist, dice che vanno invece sostenuti i consumi, ormai bassissimi, delle classi meno abbienti. Nella relazione non si è parlato di riforme, ha continuato l’esponente di Onda Civica, anche perché fino ad ora non si è fatto nulla: ad esempio, in campagna elettorale il centro destra prometteva di ridare competenze alla Regione e invece tutto è rimasto com’era. Nel Defp ci sono obiettivi condivisibili, ma nel ddl assestamento ci sono più che altro proroghe. Anche scelte come la patrimonializzazione delle imprese nel concreto, con 3 milioni, è poca cosa. Degasperi ha detto di non voler festeggiare per il fatto che Roma ci impone le gare per le concessioni, chieste dall’Europa, e ha dato ragione a Tonina che vuole andare avanti con il ddl. Un ragionamento che il consigliere ha esteso anche agli orari dei negozi. Sul tema del personale del settore pubblico ha ricordato che Fugatti ha parlato più volte di valorizzazione dei dipendenti pubblici, ma alla fine, dimenticando anche il protocollo firmato con il sindacato, mantiene la linea del no al rinnovo contrattuale. E questo non per mancanza di soldi (le risorse sono rimaste le stesse), ma perché si è scelto di metterli altrove. Grandi promesse della Giunta anche sul fisco, quando invece ha aumentato l’addizionale Irpef ai più poveri. Stessa cosa per le imprese alle quali sono state tolte le agevolazioni sull’Irap che valgono una ventina di milioni. Sul sostegno dei giovani coppie si è tolta la detrazione degli interessi sui mutui. Per il consigliere di Onda Civica, le decisioni della Giunta vengono boicottate dalla struttura come è accaduto nella formazione professionale per il potenziamento della formazione culturale.

 

De Godenz: le Comunità di valle vanno riattivate.

Pietro De Godenz dell’Upt ha detto di condividere in generale l’assestamento. Soprattutto le voci principali, cioè quelle sulle opere pubbliche, la sanità, l’edilizia e le imprese. Interessante, in particolare, la scelta dei tre milioni destinati alla ricapitalizzazione delle aziende. Bene il fondo alberghi per sostenere la ripartenza del turismo. Positivi i 2 milioni per la ricerca sull’idrogeno, e il sostegno dell’agroalimentare e ha definito ottima la scelta degli 8 milioni per le strutture sportive. Ha poi presentato i suoi odg: uno sul rilancio del marchio Open per accogliere le persone disabili, soprattutto in vista delle Olimpiadi, uno a favore dei gestori delle piscine e l’ultimo a sostegno degli apicoltori che stanno attraversando una grave crisi. Gli emendamenti di De Godenz riguardano l’assegnazione senza gara il servizio di trasporto infermi delle associazioni di volontariato, i fondi per le società sportive e uno sui vigili del fuoco. Per l’esponente Upt vanno potenziati i rapporti con Bolzano e va giocata bene la partita della riforma delle Comunità di valle che vanno riattivate, come chiedono i comuni.

 

Demagri: la legge sulle concessioni idroelettriche va fermata.

Paola Demagri del Patt ha detto che la parola autonomia è stata citata solo 6 volte nella relazione di Fugatti. Autonomia che va incrementata e che si basa su rigorosi principi come quello della solidarietà che, seppur citata da Fugatti, è stata spesso dimenticata dal governo di centro destra. L’assestamento racchiude elementi positivi per l’autonomia ma, ha sottolineato, ci sono vuoti che il Patt vuole colmare con i suo emendamenti e odg. In particolare sulle centrali idrolettriche sulle quali gli autonomisti mantengono la linea e continuano a ritenere improponibile la legge Tonina. Il Patt ripresenterà un odg, come ad aprile, contro la legge che è nata dalla volontà della Giunta di primeggiare in Italia e di proteggere l’apparato tecnico. Ma le ricadute di questa norma rischiano di essere gravi. Sulle Comunità per l’esponente Patt non c’è alcuna chiarezza. Sul volontariato l’assestamento contiene un articolo che rischia di rendere più sterile l’approccio del volontariato con l’Azienda sanitaria, perché l’assegnazione alle reti nazionali, rischia di minare l’identità del volontariato trentino. Il Patt ha presentato odg sui bisogni educativi speciali; sulle concessioni e un odg e un emendamento perché la Giunta si fermi; sul turismo la richiesta è quella di promuovere percorsi sicuri anche dal punto di vista sanitario.

 

Dallapiccola: continua la caduta degli addetti all’agricoltura.

Michele Dallapiccola, anche lui del Patt, ha ricordato che i numeri della caduta delle partite Iva in agricoltura sono drammatici e non si vede futuro. L’allevamento, in particolare, offre ben poco appeal ai giovani anche perché richiede investimenti forti e la disponibilità di terreni. La Giunta invece di inveire contro la presunta mafia delle malghe, dovrebbe aiutare le aziende a migliorare i pacchetti titoli per non lasciare i contributi europei ai latifondisti del nord o dell’Est. Questa Giunta, ha aggiunto, non ha saputo rappresentare il mondo della zootecnia e i risultati si vedono. I bilanci delle 800 aziende che producono latte dipendono dai contributi europei; l’Europa che ha capito che senza aiuti il settori in montagna non sopravvive e che il tessuto zootecnico è fondamentale per il paesaggio che è decisivo per lo sviluppo turistico. Sulla promozione dell’agroalimentare si è arrivati ad un contenimento e ora si pensa di inserire nella più forte azienda di promozione una persona che non ha neppure una laurea. Gli odg del Patt, ha continuato Dallapiccola, hanno l’obiettivo di far capire che gli agricoltori sono fondamentali e vanno accompagnati come si fa per tutti gli altri settori. Tenendo presente che la crisi per gran parte del settore verde va avanti da 30 anni.

 

Ossanna: va creato un centro studi per l’autonomia.

Lorenzo Ossanna del Patt ha detto che si tratta di un assestamento politico perché la Giunta ha scelto di allocare risorse che sono state recuperate nel bilancio. Scelte che Ossanna in gran parte condivide e ha ricordato che il partito autonomista ha presentato una serie di proposte che riguardano l’economia, puntando sugli aiuti mirati; il rapporto tra Trento e Bolzano anche attraverso la possibilità per gli studenti, nelle zone di confine, di frequentare le scuole in lingua tedesca altoatesine prevedendo aiuti economici. Per quanto riguarda l’ambiente Ossanna ha detto che si deve valutare interventi per evitare esondazioni anche ripristinando, laddove è possibile, la pratica di ripulire dalla sabbia e dalla ghiaia i letti dei torrenti. Sul capitolo storia dell’autonomia Ossanna ha sottolineato che i 50 anni del Secondo Statuto dovranno essere l’occasione di rilanciare la conoscenza della nostra vicenda autonomista (come sta facendo e ha fatto per le scuole il Consiglio) anche per i trentini all’estero. In tema di emigrazione trentina, il consigliere ha ricordato l’emendamento per evitare i tagli dei sostegni della Pat. Infine, Ossanna ha affermato che va difeso il diritto della Pat di legiferare; una difesa che passa anche attraverso la creazione di un centro studi per l’autonomia e coltivando la memoria dei caduti trentini realizzando il previsto memoriale di Castel Dante. C’è poi il passaggio dell’Euregio con la proposta di candidare all’Unesco il sistema fortificato austroungarico. Sul piano politico Ossanna ha definito onesta e pragmatica la relazione di Fugatti anche se manca un riferimento al possibile ritorno autunnale della pandemia che rischia di portare alla catastrofe il settore turistico.

 

Masè: puntare sull’occupazione e l’imprenditoria femminile.

Vanessa Masè della Civica, sottolineando il momento critico dell’autonomia esasperato dall’emergenza Covid, ha affermato che l’analisi della relazione del presidente Fugatti è onesta e scientifica. La consapevolezza del calo delle risorse va estesa alla popolazione anche perché il consuntivo del Covid sarà pesante. Nel Defp, ha ricordato Masè, si evidenzia che il Trentino rimane sempre al vertice delle classifiche, ma è un vertice che costa e sul quale va fatto un ragionamento. Sul lavoro andrebbe posta particolare attenzione per il lavoro femminile e per l’imprenditoria femminile e c’è molto da lavorare sull’amministrazione pubblica. Sulla patrimonializzazione delle aziende ha ricordato che la sua proposta è stata in gran parte accolta dalla Giunta. Sulla scuola il Trentino ha saputo far fronte alle limitazioni imposte dal Covid anche grazie agli investimenti fatti contro la povertà educativa. Tutte le manovre finanziarie della Giunta Fugatti, ha sottolineato, si sono ricordate dei Bes e ha ricordato la sua proposta di legge per sostituire da tutte le legge il termine handicap. Masè ha poi ricordato i suoi odg sul completamento della strada delle Tre Valli e la galleria di Molina di Ledro e quello per combattere la fitopatia della flavescenza dorata che sta minacciando la nostra agricoltura. Agricoltura che per l’esponente della Civica, anche a causa della contribuzione auspicata da Dallapiccola, soffre di una sorta di cannibalizzazione tra allevatori. Per ciò che riguarda il Defp la consigliera ha chiesto una maggiore attenzione al mondo dell’autotrasporto sottolineando la criticità che continua ad essere rappresentata dal Brennero.