CONI TRENTINO

L'impegno per le Olimpiadi 2026 - intervista Presidente Paola Mora

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Agire per il Trentino) – Mercoledì 15 febbraio 2017 al Parlamento Europeo, in seduta plenaria, si svolgerà la votazione per la ratifica del Ceta, l’Accordo Generale per l’Economia ed il Commercio fra l’Unione Europea e il Canada. Sarà una data cruciale per la nostra democrazia e per i nostri diritti sociali: se passasse il via libera a tale Accordo, le conseguenze sarebbero devastanti e irreversibili.

Come è noto, il Ceta è stato un mezzo subdolo di ripescaggio del Ttip (Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti fra l’Ue e gli Usa), le cui trattative non hanno avuto buon esito a suo tempo; a tal proposito, fu anche approvata una mozione nella Seduta congiunta dei Consigli provinciali di Bolzano, di Trento e del Land Tirolo del 21 aprile 2016.

Nonostante questo tentativo meschino di riportare in vita gli effetti del Ttip non si sono attenuate le proteste dei cittadini, le quali sono state supportate da un’intensissima attività via web e da un’alleanza di quasi 500 organizzazioni e sindacati in tutta Europa; quindi, al fine di dare un contributo a queste manifestazioni, è necessario che tutti siano consapevoli delle gravissime ripercussioni per il nostro continente nell’evenienza in cui venisse approvato il Ceta.

Innanzitutto gli investitori potranno fare causa direttamente agli Stati, tramite l’Investor-State-Dispute-Settlement (Isds), qualora ritenessero compromessi i loro profitti dalla normativa Ue o degli Stati Membri; in seguito, le multinazionali saranno coinvolte nella stesura delle leggi, grazie alla cosiddetta “cooperazione per le regole”; successivamente, gli standard qualitativi degli alimenti e la protezione dei consumatori verranno indeboliti ; le nazioni europee verrebbero poi sottoposte a pressioni per consentire l’uso di tecnologie ad alto rischio come il fracking o le tecnologie legate agli Ogm; e peraltro, il Ceta permetterebbe a tali aziende di portare i Governi ad arbitrati nel caso in cui venisse proibito l’utilizzo di tecnologie ad alto rischio (a tal proposito, si veda il caso Canada vs Lone Pine).

Questi sono solo alcuni degli effetti scandalosi che dovremmo subire inesorabilmente, senza contare che anche altri ambiti ne uscirebbero compromessi dal Ceta: in primo luogo, i diritti dei lavoratori ed i posti di lavoro saranno gravemente minacciati (secondo uno studio pubblicato dalla Ttfts Universiti, ben 600.000 posti di lavoro potrebbero andare persi); in secondo luogo, liberalizzazioni e privatizzazioni diventeranno strade a senso unico (il Ceta, infatti, renderà quasi impossibile il ritorno in mani pubbliche dei servizi di pubblica utilità).

“A conclusione di questa disamina, Agire per il Trentino, si oppone nella maniera più assoluta a questi giochetti di palazzo e chiediamo all’onorevole Herbert Dorfmann (Svp), unico europarlamentare della nostra regione, di non votare il Ceta; siamo consapevoli che stiamo chiedendo uno sforzo sovrumano: non solo il centro-sinistra (per voce dei ministri Calenda e Martina) si è dimostrato un grande sponsor di questi trattati vergognosi, ma gli stessi Parlamentari Europei hanno le mani quasi legate, in quanto non possono né diffondere pubblicamente informazioni né possono proporre alcun emendamento. Noi comunque, da fieri autonomisti, continuiamo a credere nelle nostre battaglie di civiltà e perciò crediamo convintamente che il Ceta non debba passare,  per il bene della nostra popolazione.”

 

Sergio Manuel Binelli – Agire per il Trentino