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COMITATO “RSA UNITE” * LETTERA APERTA A DRAGHI E SPERANZA: « RINORMALIZZARE GLI ACCESSI QUOTIDIANI ALLE RSA E SFRUTTARE LE RISORSE DEL PNRR » (ORIGINALE PDF)

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18.34 - giovedì 20 gennaio 2022

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

Rinormalizzare gli accessi quotidiani alle RSA e sfruttare le risorse del PNRR: queste le richieste del comitato “RSA_Unite” al Premier DRAGHI

«Gli anziani delle RSA del nostro Paese, spesso non-autosufficienti e con marcate malattie croniche clinicamente degenerative, stanno da lungo tempo patendo forti distacchi affettivi verso i propri cari». Così esordisce la lettera inviata dal Comitato “RSA_Unite” al Primo Ministro Mario Draghi, al Ministro Speranza e ai sottosegretari alla Salute Sileri e Costa.

Si legge amarezza nelle loro parole, per una situazione che, per gli anziani delle RSA, sembra non voler mai avere all’orizzonte prospettive di normalità. «Ora che quasi tutti i residenti sono vaccinati a ciclo completo […] e considerato il contesto protetto in cui tutti i visitatori sono obbligati ad avere completato la vaccinazione e sono tenuti ad utilizzare stringenti norme di sicurezza […]» – scrivono nella lettera – «è necessario […] ristabilire al più presto il contatto umano e una vera ripresa degli affetti in presenza continua del familiare». I firmatari rilevano poi nella lettera che «i protocolli per la gestione dei casi Covid attualmente adottati dalle RSA risalgono a pratiche di fine anno 2020 quando ancora i vaccini non erano a disposizione» rimarcando come al ripresentarsi di casi anche singoli di contagio, sia prevista la sospensione istantanea di tutte le visite e delle attività sociali all’interno delle strutture per diverse settimane.

Il comitato, inoltre, segnala al Governo l’ampia eterogeneità di applicazione delle norme vigenti da parte delle RSA e chiede di attuare opportune modalità di verifica affinché vengano coerentemente rispettate. Lo fa richiamando nella lettera dati quantitativi, raccolti attraverso una attenta indagine effettuata su un campione di 40 RSA trentine, la quale ha fatto emergere come «nonostante quanto previsto dall’Art.4-bis della legge 126/21, […] spesso è solo consentito accedere in pochi spazi prestabiliti, vengono escluse le camere come luoghi di visita e le visite avvengono con scarsa frequenza e con durata del tutto inadeguata». Parola d’ordine rinormalizzare al più presto gli accessi dunque, per evitare che l’agro distacco dai propri cari continui a segnare tra i residenti ferite sempre più profonde.

“È tempo di rinormalizzare la vita all’interno delle RSA” – fanno sapere a latere – “Ad oggi non è davvero accettabile che ci siano casi in cui i residenti ricevano visite dai propri cari per non più di un paio di ore in settimana: gradualmente è tempo di andare oltre l’inerzia e trovare modalità attuali ed adeguate per la gestione del contesto odierno”. A questo proposito nella lettera viene avanzata la richiesta «di mirare nel breve-medio termine ad un ritorno alla normalità pre-pandemia, considerato il nuovo contesto immunologico delle RSA del nostro Paese, così da concedere ai familiari ingressi “normalizzati” all’interno delle strutture».

Il comitato, inoltre, sollecita il Governo a far sì che si possano indirizzare i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e quelli delle manovre di bilancio da poco stanziati agli Assessorati, affinché possano vincolare, potenziare e rinnovare il settore delle RSA (strutture, personale, misure adeguamento, ecc.) soprattutto con lo scopo di sgravare le quote delle rette sempre più onerose, insostenibili per le famiglie.

Con riferimento all’obbligatorietà della certificazione verde con 3 dosi di vaccino – infine – si fa cenno che il D.L. 221/21 vieta ad oggi l’accesso ai parenti che prima del 30 dicembre avevano la possibilità di entrare presentando doppia vaccinazione o tampone. «Tale provvedimento ha creato importanti difficoltà alle famiglie (sia organizzative, sia economiche)» – scrivono – «in particolar modo per i minorenni e per le persone che solo da poco hanno iniziato o completato il ciclo vaccinale primario. Questo ha comportato che i nonni non possano ricevere visite dai propri nipoti e che, in casi più drammatici, giovani genitori affetti da non-autosufficienze precoci non possano più vedere i propri figli minorenni (nemmeno fornendo i tamponi)». “E per costoro senza vaccini o con ciclo vaccinale appena iniziato” – aggiungono – “potrebbe quantomeno essere consentita la visita attraverso il plexiglass o dalla stanza degli abbracci (quest’ultima deliberata all’unanimità dal ns. Consiglio Provinciale a dicembre 2020, ma da poche strutture acquistata)”.

 

 Si allega la lettera in versione integrale

 

Comitato RSA_Unite

(gruppo.rsaunite@gmail.com) – Il comitato “RSA_Unite” raccoglie rappresentanze di familiari di circa 40 RSA/APSP del Trentino, si è costituito a luglio 2020 come rete associativa tra i familiari.

 

 

 

*

 

Illustrissimo

PRESIDENTE del CONSIGLIO DEI MINISTRI
DOTT. MARIO DRAGHI
PALAZZO CHIGI, Piazza Colonna 370 – 00187 Roma

Illustrissimo

MINISTRO della SALUTE
DOTT. ROBERTO SPERANZA Lungotevere Ripa, 1 – 00153 Roma

Illustrissimi

SOTTOSEGRETARI di STATO al Ministero della Salute DOTT. PIERPAOLO SILERI E SIG. ANDREA COSTA Lungotevere Ripa, 1 – 00153 Roma

e p.c.

Illustrissimo

SOTTOSEGRETARIO DI STATO alla Presidenza del C.d.M. DOTT. ROBERTO GAROFOLI
PALAZZO CHIGI, Piazza Colonna 370 – 00187 Roma

 

Illustrissimo

MINISTRO per gli AFFARI REGIONALI E LE AUTONOMIE DOTT.SSA MARIASTELLA GELMINI
PALAZZO CHIGI, Piazza Colonna 370 – 00187 Roma

 

Illustrissimi

CAPO e VICECAPO dell’UFFICIO LEGISLATIVO del Ministero della Salute CONS. LUCA MONTEFERRANTE E DOTT.SSA GIOVANNA ROMEO
Lungotevere Ripa, 1 – 00153 Roma

 

Illustrissimo

DIRETTORE GENERALE della PREVENZIONE SANITARIA del Ministero della Salute

DOTT. GIOVANNI REZZA

Viale Giorgio Ribotta, 5 – 00144 – Roma

 

Illustrissima

DIRETTRICE Ufficio promozione della salute e prevenzione e controllo delle malattie cronico-degenerative del Ministero della Salute

DOTT.SSA DANIELA GALEONE

Viale Giorgio Ribotta, 5 – 00144 – Roma

 

Reverendissimo

MONSIGNOR VINCENZO PAGLIA

PRESIDENTE COMMISSIONE per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana

Via della Conciliazione 1 – 00193 – ROMA

 

 

Oggetto: Applicazione leggi per visite/uscite residenti RSA, richiesta di aggiornamento D.L. 221/21 e PNRR. Egregi Primo Ministro, Ministro alla Salute e Sottosegretari,
gli anziani delle RSA del nostro Paese, spesso non-autosufficienti e con marcate malattie croniche clinicamente degenerative, stanno da lungo tempo patendo forti distacchi affettivi verso i propri cari che, per coloro che hanno avuto la fortuna di sopravvivere alle ondate di Covid19, hanno provocato importanti ulteriori decadimenti psico-fisici e perdita delle capacità residue. L’avvento dei vaccini è stato salvifico dal punto di vista della mortalità, ma non ha affatto ridotto l’isolamento dei residenti come inizialmente ci si auspicava. A seguito dell’Ordinanza ministeriale dd 8 maggio 20211 e dell’entrata in vigore della Legge 76/21 si sono visti attuare minimi miglioramenti, come la possibilità di contatto fisico e la rimozione delle barriere durante le visite. Tuttavia tali miglioramenti non sono avvenuti in tutte le RSA, sono avvenuti in maniera scoordinata e in misura estremamente limitata rispetto alle esigenze di natura affettiva e alle necessità terapeutiche dei residenti.
Alcuni significativi passi avanti si sono potuti vedere attuati solamente a seguito di un aggiornamento delle linee guida da parte della ns. provincia a partire dallo scorso giugno, comunque oltre 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale somministrato a tutti i residenti e, purtroppo, sempre con forti resistenze da parte di molti degli enti gestori. Ancora oggi, nonostante la circolare ministeriale del 30.07.21 (“Nota circolare in materia di accesso/uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali della rete territoriale”) e nonostante quanto previsto dall’Art.4-bis della legge 126/21, in molte RSA NON vi è ancora modo di prestare assistenza giornaliera nemmeno da parte dei parenti più stretti ai residenti non-autosufficienti. Spesso è solo consentito accedere in pochi spazi prestabiliti, vengono escluse le camere come luoghi di visita e tali visite avvengono con scarsa frequenza e con durata del tutto inadeguata. A comprova di ciò riportiamo in “Appendice” alcuni dati quantitativi risultanti da una attenta indagine effettuata dallo scrivente comitato su un campione di 40 RSA trentine nello scorso mese di novembre (quindi nel periodo antecedente l’avvento della “quarta ondata”); tali dati mettono in risalto il diverso livello di ottemperanza alle normative vigenti da parte delle RSA.
Il contesto sopracitato, che sappiamo essere molto diffuso e comune a molte – se non a tutte – le regioni italiane, riteniamo si fondi innanzitutto su principi di medicina difensiva ed è da tempo diventato insostenibile per le persone che usufruiscono dei servizi delle RSA. Ora che quasi tutti i residenti sono vaccinati a ciclo completo (inclusa la dose “booster”) e considerato il contesto protetto in cui tutti i visitatori sono obbligati ad avere completato la vaccinazione e sono tenuti ad utilizzare stringenti norme di sicurezza (DPI, igienizzazione delle mani, distanziamento dagli altri visitatori), è necessario concretizzare tutto quanto è possibile per ristabilire al più presto il contatto umano e una vera ripresa degli affetti in presenza continua del familiare. Riteniamo, dunque, che la possibilità di fare compagnia ai residenti, poter accedere ad ambienti di vita quali le camere e prestare assistenze giornaliere con tempi adeguati (decisamente superiori ai 45 minuti), siano oggi requisiti imprescindibili.
Facciamo inoltre presente che i protocolli per la gestione dei casi Covid attualmente utilizzati dalle nostre RSA risalgono a pratiche di fine anno 2020 quando ancora i vaccini non erano a disposizione. Per questa ragione, al ripresentarsi di casi anche singoli di contagio, i protocolli attualmente adottati prevedono il blocco istantaneo di tutte le visite e delle attività sociali all’interno della struttura per diverse settimane. Riteniamo pertanto urgente un piano di aggiornamento che possa tener conto dell’attuale contesto immunologico nelle RSA2.

Facciamo altresì presente che, con riferimento all’obbligatorietà della certificazione verde con 3 dosi di vaccino per l’accesso dei visitatori del D.L. 221/21 (o alternativamente due dosi e tampone), tale provvedimento ha creato importanti difficoltà alle famiglie (sia organizzative, sia economiche), in particolar modo per i minorenni e per le persone che solo da poco hanno iniziato o completato il ciclo vaccinale primario. Questo ha comportato che i nonni non possano ricevere visite dai propri nipoti e che, in casi più drammatici, giovani genitori affetti da non- autosufficienze precoci non possano più vedere i propri figli minorenni (nemmeno fornendo i tamponi).
Scriviamo dunque in qualità di coordinamento familiari delle RSA trentine per CHIEDERE alleSS.LL.
di poter legiferare in maniera maggiormente prescrittiva al fine di ripristinare in tutte le RSA modalità di visita congrue alle necessità psico-fisiche ed affettive dei residenti il più possibile vicino alla normalità ante-covid, tenendo conto dei loro diritti costituzionali e togliendo quella possibilità di arbitrio interpretativo sinora esercitata da parte dei singoli enti gestori in tema di accessi quotidiani e accessi negli spazi di vita dei residenti;
di poter disporre di opportune modalità di verifica di attuazione alle Leggi in vigore (con riferimento all’Art. 4-bis della Legge 126/21), affinché venga ristabilito il contatto umano e affettivo e vengano abbandonate le politiche di medicina difensiva da parte di chi le applica;
di poter tener conto in sede di conversione in legge del D.L. 221/21 della possibilità di visita anche per le persone con ciclo vaccinale completato con due dosi da meno di 4 mesi (senza tampone), soprattutto per agevolare l’accesso in struttura ai minorenni e alle persone che da poco hanno deciso di vaccinarsi, e di trovare modalità di visita in sicurezza (es. modalità vetro/plexiglass) per chi esibisce il tampone;
di mirare nel breve-medio termine ad un ritorno alla normalità pre-pandemia, considerato il nuovo contesto immunologico delle RSA del nostro Paese, così da concedere ai familiari ingressi “normalizzati” all’interno delle strutture, con norme orientate a prestare assistenza giornaliera da parte dei parenti più stretti e con accessi fino alle camere come luogo di visita.
In ultimo, vista la conoscenza approfondita su vari aspetti sociali, tecnici, organizzativi e sanitari per il settore delle RSA, nonché il ruolo dei familiari come fruitori diretti dei servizi di queste strutture, il nostro coordinamento si rende disponibile ad offrire il proprio contributo sui temi della riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana. In quest’ottica inoltre, sollecitiamo le SS.LL. a fare sì che i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e quelli delle manovre di bilancio da poco stanziati possano essere utilizzati anche dagli Assessorati per intervenire sul potenziamento e il rinnovo del settore delle RSA (strutturale, del personale, misure di adeguamento, ecc), anche al fine di sgravare quote delle rette sempre più insostenibili.
Certi della Vostra massima attenzione a questo tema estremamente delicato, con l’occasione ringraziamo per il grande, impegnativo e costante lavoro sostenuto.
Retiamo in attesa di riscontro e porgiamo distinti saluti.
Comitato dei familiari “RSA_Unite” del Trentino

 

 

 

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