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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CO-HOUSING: PAT, INIZIATA OGGI L’ESPERIENZA DI COABITAZIONE PER 30 GIOVANI

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – A breve la riapertura del bando per l’accesso al progetto di altre 20 persone 30 giovani provenienti da tutto il Trentino – 17 ragazze e 13 ragazzi – hanno iniziato oggi, con la firma dei relativi contratti, la loro esperienza di co-housing. Per i prossimi due anni, condivideranno gioie e oneri del vivere assieme, nello stesso appartamento, ed inoltre un percorso che li porterà ad un pieno inserimento, anche sociale e lavorativo, nella comunità. L’esperienza è stata fortemente voluta dalla Provincia autonoma e dalla Regione per venire incontro a chi vuole rendersi autonomo dalla famiglia di origine ma incontra difficoltà nel farlo. Le abitazioni che condivideranno – impegnandosi a sostenere un terzo del canone d’affitto individuale, pari a 100 euro – sono a Rovereto (appartamento per 9 cohouser), a Trento (3 appartamenti per 11, 3 e 2 cohouser) e a Pergine (appartamento per 5 cohouser). La gran parte dei cohouser non avrà una stanza completamente a sua disposizione ma la condividerà con qualcun altro, come nelle coabitazioni universitarie. Il progetto “Co-housing – io cambio status”, sviluppato dall’Agenzia per la famiglia, si rivolge a giovani fra i 18 e i 29 anni, che non studiano e non lavorano oppure hanno una situazione lavorativa ancora “debole”, e che saranno seguiti da tutor e coach nei loro percorsi di crescita individuale. In totale in questa fase le persone interessate saranno in tutto 50, selezionate fra quante hanno presentato domanda lo scorso anno. Alla firma dei contratti, oggi pomeriggio, nella sala Belli del Palazzo della Provincia, erano presenti fra gli altri l’assessora alle politiche giovanili della Provincia Sara Ferrari, l’assessora alla previdenza e integrazione sociale della Regione Violetta Plotegher, il dirigente dell’Agenzia della Famiglia e politiche giovanili della Provincia Luciano Malfer. A breve il bando verrà riaperto per accogliere altre 20 persone.

Il progetto è cofinanziato dalla Regione con le somme finora recuperate dai vitalizi dei consiglieri e confluite in un apposito Fondo regionale famiglia e occupazione, pensato per sostenere iniziative di carattere sociale, conformemente ai programmi e agli obiettivi delle due Provincie autonome. “La Regione – ha detto l’assessora Plotegher – ha istituito un Fondo apposito per restituire alla comunità le somme in eccesso versate ai consiglieri attraverso i vitalizi, destinandole a progetti sociali particolarmente utili e innovativi. Questo della Provincia autonoma di Trento è uno di essi e tocca trasversalmente temi diversi: la famiglia, l’occupazione, la crescita dell’autonomia personale, la responsabilizzazione nei confronti del lavoro, il volontariato. Mi auguro che queste esperienze di coabitazione vengano tenute presenti anche in futuro nell’ambito delle politiche abitative pubbliche. La parola chiave è condivisione, e in un mondo che divide mi sembra particolarmente importante”. “Si tratta di una opportunità importante – le ha fatto eco l’assessora Ferrari – . Alla Provincia viene chiesto spesso di creare posti di lavoro per i giovani, cosa che non è così semplice né così automatica. Quello che possiamo fare però è favorire dei percorsi di crescita, di acquisizione di maggiore autonomia, anche di valorizzazione dei propri talenti. Ciascuno ha la sua sua storia, ciascuno ha i suoi obiettivi nella vita. L’ente pubblico può e deve svolgere una funzione di attivatore, ed incoraggiare l’assunzione di scelte coraggiose, mettendo a disposizione anche alcuni strumenti: in questo caso un alloggio, da gestire e condividere con altre persone, e dei tutor che seguono e orientano l’esperienza”.

La coabitazione dura un massimo di due anni. Naturalmente si può uscire dal progetto in ogni momento, se maturano le condizioni per farlo, ad esempio se la persona accede ad un lavoro che le consente di andare a vivere da sola, se intende sposarsi e così via. Una precedente esperienza con altri 12 persone è servita ad orientare meglio la proposta. “: Il progetto “Co-housing – io cambio status” consiste nella possibilità aperta a giovani tra i 18 e i 29 anni d’età, con determinati requisiti fissati a bando, di fare una esperienza di coabitazione attiva di massimo 2 anni per la definizione del proprio progetto di vita, sostenendo un percorso di crescita individuale e sociale che possa portare ad una autonomia economica e abitativa. Il progetto non mette semplicemente a disposizione degli alloggi ad un canone calmierato, ma prevede anche dei compiti e degli impegni per i cohouser, e dunque l’assunzione da parte degli stessi di un ruolo attivo all’interno del progetto. I giovani e le giovani cohouser sono chiamate ad attivarsi anche in esperienze di volontariato e di impegno civico nella comunità nella quale saranno inseriti, in un’ottica di welfare generativo.

1. Obiettivi del progetto: Il processo di transizione all’età adulta viene perseguito dal progetto tramite questi obiettivi: coprire e diventare consapevoli delle proprie capacità, talenti, potenzialità, inclinazioni (personali, professionali, relazionali);
mettersi in discussione personalmente e nel gruppo dei co-houser condividendo le proprie attitudini, aspettative e desideri con gli altri partecipanti al progetto; definire il proprio progetto di vita, trovando un equilibrio fra le aspettative e i desideri personali ed il contesto socio-economico in cui si vive assumendo le proprie responsabilità e ruoli già nella sperimentazione del co-housing; attivarsi attraverso esperienze di impegno civico; impegnarsi in percorsi di orientamento e ricerca attiva del lavoro. La dimensione del co-housing considera l’autonomia abitativa dei destinatari come uno dei prerequisiti per avviare seri processi di vita autonoma. Gli obiettivi individuali di emancipazione vengono perseguiti nella piccola comunità di persone che condividono uno stesso spazio domestico. La coabitazione vuole favorire lo sviluppo del singolo anche nella socialità e nello sviluppo del senso civico attraverso l’acquisizione delle pratiche e dei valori della coabitazione pacifica e attiva che pure pone sempre questioni da dirimere e responsabilità da assumere.

2.Profilo destinatari: Il progetto è rivolto a n. 50 giovani residenti in provincia di Trento, di età compresa tra i 18 e i 29 anni, che vivono ancora con il nucleo familiare di origine (o famiglia affidataria, casa famiglia…) e che manifestano il desiderio di emanciparsi e costruire un percorso di vita autonomo dalla propria famiglia, che non hanno esperienze lavorative stabili, che non frequentano percorsi né scolastici né universitari salvo che non siano iscritti ad almeno il secondo anno fuori corso o che frequentino corsi serali. Il progetto è destinato a tali giovani che hanno soggettive e/o oggettive difficoltà a rendersi indipendenti. Il bando, la cui scadenza era stata prorogata fino al 31 agosto 2016, prevedeva la messa a disposizione di n. 50 posti in tutto il territorio provinciale. Nella domanda il candidato poteva esprimere fino a 3 preferenze relative al luogo dove avrebbe voluto realizzare la propria esperienza di co-housing. L’amministrazione ha cercato di soddisfare la prima opzione espressa dal candidato selezionato. I candidati, selezionati ad ottobre 2016 da una commissione appositamente nominata secondo criteri previsti dal bando*, erano 39. Da novembre a gennaio ci sono state 9 rinunce dovute al raggiungimento dell’autonomia dei giovani (alcuni si sono trasferiti all’estero per lavoro, altri hanno sottoscritto contratti a tempo indeterminato e così via).

 

 

 

Foto: da comunicato stampa