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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CNA INSTALLAZIONE E IMPIANTI – TRENTINO ALTO ADIGE * DECRETO CONTROLLI ANTINCENDI: VECCHIATO, « NO A NUOVI OBBLIGHI PER LE IMPRESE, GIÀ GARANTITA LA SICUREZZA »

Il ‘Decreto Controlli’ sulla sicurezza antincendi firmato nei giorni scorsi dal Ministro degli Interni Lamorgese rischia di mettere in crisi migliaia di imprese di installazione impianti.
Cna Installazione e Impianti del Trentino Alto Adige contesta il provvedimento che impone decine di ore di formazione a pagamento per i dipendenti delle imprese che operano sugli impianti antincendio per certificare competenze già in loro possesso.

“Il nuovo decreto sembra ignorare che le nostre imprese sono già autorizzate ad operare in base a severi e precisi requisiti di legge per garantire l’efficienza e la funzionalità dei sistemi antincendio: il rispetto delle norme di abilitazione in vigore da 30 anni prima con la legge 46/1990 e poi con il D.M. 37/2008, la nomina di un responsabile tecnico che si assume totalmente ogni responsabilità (penale e civile) della corretta esecuzione a regola d’arte del lavoro”, così il presidente dell’Unione CNA SHV Installazione e Impianti Andrea Vecchiato.

Il presidente regionale CNA Trentino Alto Adige Claudio Corrarati aggiunge: “Fermo restando il rispetto del sacrosanto principio della sicurezza dei sistemi antincendio, quello previsto dal Decreto Controlli antincendi è un ulteriore inutile, oneroso aggravio per le nostre imprese. Con la dichiarazione di conformità le aziende si assumono già la responsabilità penale e civile. Si vada piuttosto a verificare la bontà di queste dichiarazioni, invece che penalizzare ancora una volta i datori di lavoro”.

A livello nazionale CNA Installazione Impianti e Confartigianato Impianti insieme chiederanno la modifica del Decreto. “Come dimostrano anche i recenti episodi verificatisi a Milano e a Torino, la sicurezza si garantisce con un efficace sistema di controlli e verifiche periodiche e la creazione di un catasto degli impianti antincendio, non speculando sul mercato dei corsi di formazione a pagamento da caricare sulle spalle degli imprenditori”.