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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CLAUDIOCIA.IT * SANITÀ TRENTINA: « TURNI PESANTI E I GINECOLOGI LASCIANO, LA MIA ANALISI PER CAPIRE PERCHÉ TANTI PROFESSIONISTI SE NE SONO ANDATI »

LINK – Turni pesanti e i ginecologi lasciano. Cia studia le timbrature: «Per questo se ne vanno». Ci risiamo. Mancano medici. E mancano in un settore cruciale come la ginecologia e l’ostetricia. Coprire i turni nei vari ospedali è durissima viste anche le numerose dimissioni registrate nei mesi scorsi e i concorsi che non hanno dato i frutti sperati. Per questo il direttore Paolo Bordon nei giorni corsi ha firmato una delibera per il conferimento di incarichi libero professionali anche in vista della scadenza, proprio pochi giorni fa, di due incarichi assegnati esattamente un anno fa.

«Ad oggi presso le Unità operative di ginecologia ed ostetricia di tutta la rete ospedaliera aziendale risultano vacanti posti di dirigente medico e questo determina una situazione di grave criticità che avvicinandosi il periodo estivo, rischia di aggravarsi ulteriormente stante gli obblighi contrattuali in materia di congedo estivo da garantire al personale dipendente», si legge nella delibera.

Con l’ultimo concorso pubblico l’Azienda non è riuscita a risolvere il problema e per questo, in attesa che qualche ginecologo si mostri interessato a venire a lavorare in Trentino, è stata indetta una selezione per la copertura di un massimo di 40 turni mensili di 12 ore. Quattro le domande pervenute. Una, quella del dottor Salvatore Rugolo, che già ha prestato servizio presso l’Azienda, è stata già accolta e agli altri i vertici dell’Apss ritengono di conferire l’incarico dopo la valutazione effettiva della disponibilità e compatibilità.

Il consigliere Claudio Cia da tempo ha sollevato un problema di “eccessivo” turn-over in ginecologia e per questo ha deciso di approfondire la questione raccogliendo i dati delle timbrature dei medici dal gennaio 2015 al febbraio 2019.

Il suo obiettivo è cercare di capire i motivi che sono alla base sia delle numerose dimissioni che della difficoltà dell’Azienda a trovare personale. Secondo i dati raccolti dal consigliere Cia, ad esempio, dal 2014, su 37 professionisti che hanno lavorato presso l’unità operativa di ostetrica e ginecologia di Trento diretta dal dottor Saverio Tateo, nel giro di pochi anni undici si sono dimessi e uno risulta andato in pensione. A febbraio di quest’anno, su 28 posti in organico, 19 erano coperti, due professionisti erano in aspettativa e 7 vacanti.

Cia, dopo aver analizzando le timbrature, ritiene che uno dei problemi sia sicuramente l’eccessivo carico di lavoro dei professionisti e in effetti in molti casi i turni superano le 12 ore giornaliere con punte anche di 15. Analizzando le timbrature ci sono medici che per intere settimane hanno iniziato a lavorare al mattino pochi minuti prima delle 7 e terminato tra le 21 e le 22 senza pause. Solo dopo il novembre 2015, quando anche in Trentino è stata applicata la normativa che prevede il riposo di 11 ore nell’arco delle 24, i medici hanno respirato per un po’ di tempo ma poi la situazione è tornata ad essere piuttosto incandescente e i turni decisamente troppo lunghi.

«Noi ci lamentiamo che non troviamo medici, che non rimangano anche se la Provincia finanza borse di studio – spiega Claudio Cia – Per questo ho voluto fare questo lavoro di analisi per cercare di capire il perché dei tanti professionisti che se ne sono andati.

Tra questi anche dei trentini che non avevano nessun motivo di andare altrove se non le condizioni di lavoro troppo pesanti». Per il consigliere occorre fare in modo che i medici possano lavorare in serenità, nel rispetto dei loro diritti e degli orari previsti. «A quel punto non avremo difficoltà a trattenerli e nemmeno a trovarne che vengano a lavorare da noi».

 

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Assessore Claudio Cia