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CISL MEDICI – TRENTINO * LETTERA APERTA AL DOTTOR FERRO – COVID: « PERCHÈ -CON UN QUARTO DEI RICOVERÀTI RISPETTO ALLO SCORSO ANNO- SI DEVONO CHIUDERE LE CHIRURGIE PROGRAMMATE? »

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17.03 - mercoledì 22 dicembre 2021

ll Direttore Sop (Servizi ospedalieri provinciali) dottor Benetollo ci ha comunicato chein ragione dell’aumento dei pazienti in terapia intensiva (25 pazienti Covid + 15 pazienti non Covid), si rende necessaria la sospensione degli interventi chirurgici programmati a Rovereto (Tn). Tenuto conto che il bollettino di oggi in tema di Covid19, in Provincia autonoma di Trento, esplicita 299 nuovi positivi, 47 positivi molecolari, 252 all’antigenico e 124 ricoverati; mentre un anno fa (30 dicembre 2020), senza vaccinazione, c’erano 282 contagiati, di cui 92 molecolari positivi e 190 antigenici positivi e 426 ricoverati, non si comprende perchè debbano chiudere le chirurgie programmate, quest’anno con quattro volte meno di ricoverati.

Né si comprende, soprattutto, perchè il Direttore del Dipartimento di prevenzione, che non è più il dottor Ferro dell’anno scorso, debba invitare oggi i cittadini a onerare i medici di base (che scoprono questo, leggendo il quotidiano) di telefonate ad Apss, come se fossimo noi stessi un centralino, sollevando il dipartimento di prevenzione ed il Cup costato milioni, da un’incombenza di loro competenza, che non rientra affatto nei compiti del medico di famiglia. Soprattutto in considerazione di tutto il personale a disposizione di un Dipartimento, implementato nel corso di tutto il 2020 per il tracciamento, come richiesto dal dr. Ferro in aprile 2020 ad Apss e Provincia di Trento.

Ricordiamo allora, a tutti, che i medici di base da mesi oramai, attendono molte giornate intere per il ricevimento della sola certificazione di isolamento e quarantena dei loro pazienti dal Dipartimento della dottoressa Zuccali, e che il personale dipendente aziendale dovrebbe inviare tempestivamente per mail a noi, affinchè possiamo emettere il numero di protocollo del certificato Inps di malattia. Con datori di lavoro e pazienti tutti che non capiscono questo ritardo di spedizione.

Ma, mentre il personale dipendente a fine mese riceve lo stipendio anche se ritarda l’invio dei certificati ai medici di famiglia, noi lo perdiamo perchè i pazienti ci ricusano senza sapere che la colpa non è nostra ma dell’Apss che fatica ad assolvere puntualmente i propri servizi. Rimandiamo quindi al mittente quanto suggerito oggi ai cittadini e ci attrezzeremo per far sapere a tutti loro numeri di telefono e mail dei dipartimenti e degli uffici che devono rispondere alle loro richieste direttamente.

 

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Dottor Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino

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