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CINGHIALE VAL GRESTA – TRENTINO: CIVETTINI, ABBATTUTO E ALIENATO NELL’INCENERITORE?

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15.13 - sabato 05 agosto 2017

(Fonte: Claudio Civettini) – Cinghiale in valle di Gresta. I forestali abbattono il cinghiale escludendo i cacciatori della zona? L’animale abbattuto alienato nell’inceneritore? Perche’ non si e’ devuluto alle Onlus come previsto dalla Legge? Perch0 non si sono coinvolti i cacciatori del territorio abilitati a questa selezione?

Purtroppo, i cinghiali hanno ormai invaso il Trentino e scarse, le azioni di tutela ambientale, contro i danni che questi mammiferi, che si riproducono in modo massiccio, arrecano ai territori.
La val di Gresta, in modo particolare, ha una economia basata sulle coltivazioni biologiche diffuse e la presenza di questo animale, è devastante e disastrosa, per i fragili equilibri che rendono sostenibile questa vocazione agricola.

Ora, la presenza del cinghiale è ormai certa anche in questi luoghi tanto che, nottetempo, dopo vari danni arrecati nelle campagne coltivate ai piedi del monte Stivo, verso malga Somator, i cosiddetti “forestali” – impegnati con tanta professionalità in tante mansioni-avrebbero abbattuto un capo, senza coinvolgere territorialmente i cacciatori del luogo, all’uopo abilitati e che per loro natura, basata anche sull’addestramento alla selezione, avrebbero ben voluto essere partecipi.

Una scelta-quella dei forestali-che da una parte ha dato il via alla caccia mirata al cinghiale, ma che ha fatto discutere molto, appunto per il non coinvolgimento dei cacciatori, anche e soprattutto per il seguito, poiché sembrerebbe che il capo abbattuto, sia stato avviato frettolosamente verso l’inceneritore.

Azione legittima, così come legittimo e più produttiva, sarebbe stato il conferimento del capo in carne, alle onlus del luogo, per condividerla con la popolazione attraverso assegnazioni di parti.
Quasi 80 chili di carne-ci si dice-buttati al macero, e che se fossero stati coinvolti i cacciatori di zona, l’utilizzo avrebbe sicuramente preso indirizzi diversi e più utili.

Ciò detto, quello che è obiettivo di questo atto ispettivo, oltre alla destinazione e utilizzo delle carni dei capi abbattuti di cinghiali-in ogni modo-è garantire agli agricoltori della val di Gresta la massima protezione, che diversamente, qualora non ci si armasse veramente di una strategia condivisa nei confronti dell’invasione del cinghiale, sarebbe la fine di una economia fragile e insieme ricca di tradizioni, di cultura locale e di passione.

 

 

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Tutto ciò premesso,

Il sottoscritto Consigliere interroga Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

• Se si sia a conoscenza che il cinghiale ha varcato i confini anche della val di Gresta, arrecando gravi danni su quegli orti che fanno questa valle, il vero “orto biologico del Trentino”;

• Se corrisponda al vero che la cosiddetta “Forestale”, a conoscenza della presenza, abbia nottetempo abbattuto un esemplare nella zona coltivata ai piedi dello Stivo e nel caso, pur nella legittimità operativa, perché non si sono coinvolti i cacciatori della zona che sarebbero sati ben lieti di poter gratuitamente dare il loro contributo alla missione, anche perché all’uopo attrezzati anche con abilitazioni specifiche;

• Se corrisponda al vero che l’animale abbattuto, dopo i rilievi di rito, sarebbe stato avviato all’inceneritore per l’alienazione che, seppur previsto dalla Legge, alla pari si sarebbe potuto mettere a disposizione delle onlus locali che si occupano di sociale, per un utilizzo più mirato delle carni;

• Se corrisponda al vero che nelle zone limitrofe, laddove sia irrinunciabile la caccia al cinghiale si siano coinvolte le associazioni dei cacciatori locali e, in caso affermativo, perché, in val di Gresta, non si è fatto altrimenti, vista oltre la totale disponibilità, anche la gratuità dell’operazione;

• Quali siano i dati dell’eventuale censimento della presenza del cinghiale in val di Gresta e nel caso, quanti capi sarebbero presenti, in che zone e, per ovviare a danni certi e devastanti all’agricoltura di montagna e biologica, quale strategia si intenda adottare per eliminare o ridurre ai minimi termini la devastante presenza per i campi coltivati;

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:
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