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CIA (FDI) * MINORANZE LINGUISTICHE: « LA RILEVAZIONE STATISTICA CI CONSEGNA UNO STRUMENTO IMPORTANTE, PER INVERTIRE LA ROTTA SUL TEMA DELLA TUTELA DEI GRUPPI »

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08.57 - venerdì 13 maggio 2022

Minoranze linguistiche, Cia (FdI): “La rilevazione statistica ci consegna uno strumento importante per invertire la rotta sul tema della tutela dei gruppi linguistici”.

La rilevazione sulla consistenza e la dislocazione territoriale degli appartenenti alle popolazioni di lingua ladina, mòchena e cimbra ha tristemente fatto registrare una generale diminuzione degli appartenenti a questi tre gruppi linguistici sia in termini assoluti che in termini di percentuale d’incidenza calcolata sulla popolazione residente nell’area vocata. Tale risultato se da un lato, come ben sottolineato dal Procurador del Comun General de Fascia Giuseppe Detomas, evidenzia il fallimento delle politiche messe in campo per tutelare i gruppi linguistici presenti in Trentino, dall’altro porta alla luce l’esito di decenni di Governo del centro sinistra, il quale ha condotto una politica mirata sistematicamente alla progressiva omologazione di queste genti con la maggioranza della popolazione trentina, portando alla progressiva scomparsa delle peculiarità linguistiche e culturali locali, con l’obiettivo di far venire meno l’aspetto identitario di queste Comunità.

L’obiettivo “società grigia” è stato perseguito attraverso il progressivo svuotamento dei servizi nelle Valli (medici di base, guardie mediche, ospedali, punti nascita, esercizi commerciali, Casse rurali ecc.), l’accentramento dei posti di lavoro pubblici nei grandi centri, il mancato sostegno all’imprenditoria locale e la progressiva inclusione – anche dal punto di vista Istituzionale (si pensi per esempio alla Comunità Alta Valsugana e Bernstol) – in ambiti di riferimento più ampi del territorio d’insediamento storico volti a diluire la risposta identitaria di queste popolazioni.

Gli esiti di questa politica si possono registrare scorrendo i risultati della rilevazione, laddove è possibile notare ad esempio che 458 persone residenti a Trento hanno scelto di dichiararsi appartenenti al gruppo linguistico ladino (praticamente lo stesso numero di cittadini che hanno effettuato la medesima dichiarazione nel Comune di Soraga di Fassa), oppure ancora quando nei territori d’insediamento storico si vede una carenza di vocazione identitaria nelle fasce d’età tradizionalmente dedicate al mondo del lavoro (tra i 18 e i 64 anni). E’ di tutta evidenza invece che uno degli obiettivi fondamentali della politica provinciale debba essere quello di garantire alla popolazione trentina (in particolare a quella appartenente ad un gruppo linguistico minoritario) la possibilità di rimanere, creando ricchezza e valore aggiunto, nel proprio luogo di nascita, consentendo il progresso di quella località che li vede protagonisti dell’ambiente e del tessuto sociale.

Ci tengo poi a evidenziare la significatività statistica dei dati rilevati in altre realtà provinciali: i ladini rappresentano il 18,2 % della popolazione della Comunità della Val di Non e il 6,2 % della Val di Sole. Il mancato riconoscimento del gruppo linguistico ladino delle Valli del Noce, se da un lato rischia di falsare il dato relativo alla dislocazione dei ladini dolomitici nelle Valli di Non e Sole, dall’altro impedisce a questi soggetti di vedere riconosciute le prerogative derivanti dallo Statuto d’Autonomia e dalle leggi provinciali in materia. Già nella sua relazione annuale 2020, l’Autorità per le minoranze linguistiche ammetteva che “Dai censimenti condotti a partire dagli anni Duemila si ricavano numerose dichiarazioni di appartenenza ladina da parte di abitanti dei Comuni della Val di Non e della Val di Sole; (…) In un’opera di pianificazione linguistica sarebbe quindi importante tenere conto anche delle dichiarazioni della popolazione residente al di fuori della Val di Fassa”.

La rilevazione condotta dall’Ispat consegna alla politica provinciale uno strumento importante per la programmazione politica del futuro: è d’obbligo, per ogni rappresentante delle Istituzioni trentine, interrogarsi su quali siano le azioni adatte a conservare e valorizzare l’identità dei gruppi linguistici presenti nel nostro territorio. Non dobbiamo infatti dimenticare che la tutela delle comunità linguistiche minoritarie locali costituisce una delle ragioni fondanti dell’Autonomia speciale di cui gode il nostro Trentino.

 

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Cons. Claudio Cia
Presidente del Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia

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