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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CIA (FDI) * CONDANNA CORTE CONTI TRENTO – SINDACO ROVERETO VALDUGA: « GIÀ NEL 2016 MI ERO OCCUPATO DEL “VALZER DEI DIRIGENTI” » (DUE LINK IN ALLEGATO)

Con riferimento alla notizia relativa alla condanna al Sindaco Valduga e al Comune di Rovereto segnalo due miei interventi – risalenti al 2016 – periodo nel quale mi ero già occupato della questione.

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Claudio Cia

Presidente Gruppo consiliare Fratelli d’Italia – Consiglio provinciale Trento

 

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PRIMO LINK

Valzer di dirigenti nel Comune di Rovereto: ruoli dirigenziali a soggetti fiduciari di nomina politica?

I Quotidiani del 2 agosto 2016 dedicano un’intera pagina alla “Rivoluzione in Comune” di Rovereto con il “Valzer dei dirigenti”, assegnando agli articoli di merito titoli a quattro colonne che riportano le dichiarazioni del Sindaco e fra queste “Ribadito il primato della politica, che ha diritto di modellare la macchina…” e “Con i cambiamenti non c’è stato alcun intento punitivo”, senza ricordare che quando qualcuno anticipa le proprie giustificazioni senza che sia stato previamente accusato dall’interlocutore, di solito lascia intendere una tendenza in senso inverso.

Se le parole d’ordine: semplificazione, rotazione e risparmio, agli occhi del cittadino e di chiunque rendono apprezzabile l’intervento del Sindaco con la rimozione dei dirigenti dai loro precedenti incarichi, le dichiarazioni del Sindaco appaiono però in realtà rivelatrici di altri obiettivi: che ad esempio potrebbero essere quello di rivedere l’organigramma “modellando la macchina” e adeguandola all’Amministrazione comunale attualmente in carica e quello di collocare diversamente, depotenziare  o allontanare persone valorizzate dalla precedente Amministrazione.

D’altra parte sia entrando nel merito dei nuovi incarichi, sia soffermandosi sui nominativi dei dirigenti che hanno perso l’incarico, o di personale assegnato ad incarichi in sedi decentrate rispetto alla sede centrale di Palazzo Pretorio ed inoltre ricordando la promozione ad incarico in altro comprensorio del Comandante della Polizia Municipale, traspare in realtà una regìa squisitamente politica forse riconducibile, più che al Sindaco, all’ex Sindaco di Avio e attuale city manager.

Analizzando la situazione in dettaglio, non sfugge all’attenzione che anche il Segretario comunale, nonostante abbia vinto il concorso per la segreteria comunale di prima classe quale è quella di Rovereto, viene in sostanza depotenziato, mentre il controllo del Personale, quindi l’effettivo e totale controllo della macchina comunale con pieni poteri passa nelle mani dell’ex Sindaco di Avio e attuale city manager o direttore generale che dir si voglia. E al riguardo ci si chiede il perché, augurandosi che la risposta non sia quella che ormai, in ambito politico, si sente ripetere da più parti nei seguenti termini: il Sindaco di Rovereto, a quanto pare leader della lega dei Sindaci civici guarda ad altri più alti approdi e c’è chi pensa a succedergli.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta regionale per sapere:

considerato che il city manager è figura fiduciaria, di nomina politica e come tale a tempo determinato e non rientrante nell’organico comunale, con quale legittimazione il city manager del Comune di Rovereto possa assumere ruoli dirigenziali che il Testo Unico delle Leggi Regionali sull’Ordinamento dei Comuni, approvato con DPReg. 1 febbraio 2005 n.3/L e s.m. attribuisce ai dirigenti dei Comuni;
se abbia notizia che il Comune di Rovereto dispone di un Albo dei dirigenti al quale attingere per gli incarichi dirigenziali e per quale motivo il Sindaco e la Giunta municipale di Rovereto non se ne avvalgano, privilegiando una figura esterna, fiduciaria e di nomina politica quale dirigente del Personale ed inoltre con incarico di supervisione e controllo interno dell’attività amministrativa delle Società partecipate del Comune di Rovereto e relativi procedimenti;
se il ruolo di dirigente del Personale del Comune di Rovereto, attribuito al city manager, sia da ritenere in violazione dell’art.37, DPReg. 1 febbraio 2005 n.3/L, che assegna esplicitamente tale ruolo al Segretario comunale;
a quanto ammonti la retribuzione mensile e annuale, comprensiva di ogni elemento che concorre a formarla, percepita dal city manager del Comune di Rovereto attualmente nominato.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta,

Cons. Claudio Cia

 

 

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SECONDO LINK

Risposta al sindaco di Rovereto sul “valzer dei dirigenti”

Il Sindaco Valduga mostra con tutta evidenza la sua grande difficoltà nel momento i cui, oltre al diffuso ed esplicito dissenso dei roveretani verso un’Amministrazione comunale ingessata, deve confrontarsi anche con un pasticcio di proporzioni significative sulla questione “valzer dei dirigenti”. Che il sindaco sia teso e preoccupato lo si può capire, visto che deve registrare qualche problema nella sua maggioranza e persino all’interno del suo gruppo consiliare dovuti pare ad una certa prepotenza, ma questo non lo giustifica nel raccontare bugie che trovano palese smentita negli atti formali, quali le risposte alle interrogazioni.

Se il sindaco invece di accusarmi di essere portatore di «rara disonestà intellettuale» – appellandosi al contempo ad un vago “con la Regione ci siamo confrontati” -, avesse l’accortezza di esaminare con obiettività il contenuto delle risposte alle mie interrogazioni, avrebbe conferma che quanto da me affermato e riportato dalla stampa riflette esattamente quanto corrisposto dalla Giunta regionale e avrebbe inoltre conferma che né lui, né la Giunta comunale possono scavalcare ed emarginare le competenze specifiche dell’Organo sovrano che è il Consiglio comunale nelle materie di sua diretta ed esclusiva competenza.

A mio parere  il sindaco manifesta invece tutti i limiti di chi è convinto di poter seguire criteri di discrezionalità, che però confliggono con le norme alle quali tutti indistintamente devono sottostare tanto più negli incarichi istituzionali. Chiunque esamini il procedimento seguito per sconvolgere l’assetto amministrativo del Comune di Rovereto, con il contemporaneo orientamento a concentrare poteri in una sola persona consapevolmente escludendo il Consiglio comunale, può rendersi conto che gli atti rivelano un percorso tutt’altro che chiaro, trasparente e ligio al rispetto della normativa in vigore e può inoltre rendersi conto come la fretta sia cattiva consigliera e suggerisca iniziative capaci di far emergere seri e fondati interrogativi circa la legittimità degli atti prodotti.

Inoltre, visto che il sindaco coinvolge il Consiglio comunale solo con le sue affermazioni a mezzo stampa, lo invito a convocare un Consiglio comunale d’urgenza sui problemi sollevati, in modo da consentirne la libera e diretta espressione, incluso il suo gruppo consiliare al quale finalmente dovrebbe consentire di svolgere il ruolo che gli spetta, senza collocarlo nella condizione di mero esecutore.

cons. Claudio Cia