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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CGIL FP – TRENTINO * SMART WORKING: DIASPRO, « NEL MORTIFICARE IL SINDACATO ED I DIPENDENTI PUBBLICI IL COMUNE DI TRENTO FA A GARA CON LA GIUNTA PAT »

Smart Working – Comune di Trento in gara con la giunta provinciale nel mortificare il Sindacato e i dipendenti pubblici.

L’avevamo detto e scritto, il lavoro pubblico in Trentino è diventato argomento di puro consenso elettorale, a destra come a sinistra, ed ogni tema che lo riguarda diventa strumento per marginalizzare le rappresentanze sindacali, mortificare i dipendenti e affermare decisionismo a buon mercato. Una sorta di gara in cui si è lanciato anche il Sindaco Ianeselli che mostra di voler sorpassare (a destra) la Giunta provinciale proprio sui temi che riguardano i dipendenti pubblici.

Si è cominciato con l’abrogazione della settimana di ferie a San Vigilio per le educatrici dei nidi di infanzia, frutto di una condivisione sindacale risalente negli anni che aveva garantito sin qui la legittima fruizione di un periodo di ferie continuativo per le dipendenti e qualità e continuità del servizio nell’intero anno scolastico. Si è poi estesa anche al 2022 la medesima previsione, senza alcun coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, per un confronto di merito, nonostante una formale richiesta di concertazione più volte sollecitata e mai riscontrata.

Oggi siamo all’adozione unilaterale dello smart working, malgrado le OO.SS., tra cui la Fp Cgil del Trentino, abbiano tempestivamente messo in evidenza la necessità di una regolamentazione contrattuale che disciplini diritti e tutele a partire dall’orario di lavoro, flessibilità, fasce obbligatorie, disconnessione, valutazione di risultati e obiettivi, formazione, requisiti di accesso, buono pasto, etc.

E, nelle more dell’apertura del contratto provinciale, tuttora fermo per le note posizioni della giunta Fugatti, la possibilità di un accordo transitorio che consentisse al singolo lavoratore di poter consapevolmente stipulare il contratto individuale tuttoora previsto dalla Legge.

Questioni che il Sindacato Confederale unitariamente ha ribadito proprio in questi giorni al Presidente Fugatti e all’Assessore Spinelli nell’immediatezza della pre-adozione del Piano Strategico per la promozione del lavoro agile in Trentino il quale, peraltro, è ancora da adottare in via definitiva in attesa delle osservazioni dei cosiddetti stakeholder, tra cui – bontà loro – compare anche il Sindacato.

In questo quadro di (vera o presunta) interlocuzione tuttora attiva con gli attori interessati il Comune di Trento procede con tempi, metodi e merito degni di miglior causa, regolando con un proprio Disciplinare i rapporti di lavoro agile anche oltre il periodo di emergenza, in assoluta autonomia e senza alcuna considerazione delle osservazioni pur inviate dal Sindacato, una modalità di lavoro che costituirà una svolta nell’organizzazione del lavoro pubblico e privato del futuro.

Consideriamo sbagliata e di corto respiro questa decisione, poco rispettosa delle tante situazioni che vanno adeguatamente valutate e regolate attoraverso il confronto costruttivo e propositivo che il Sindacato da sempre ha saputo svolgere in Trentino. Invitiamo ancora una volta il Comune di Trento ad aprire un vero tavolo di confronto, in quanto condividiamo pienamente presupposti, obiettivi e potenzialità del lavoro agile nella P.A. ma non che si tratti di questione puramente organizzativa di competenza datoriale.

Al contrario, è una modalità di prestazione dell’attività lavorativa da regolamentare attoraverso la contrattazione collettiva, come sta avvenendo a livello nazionale e come stiamo chiedendo unitariamente in Trentino. Valuteremo opportune iniziative di intervento. Nel frattempo ci permettiamo di suggerire al Sindaco Ianeselli di non contribuire a peggiorare il quadro normativo e le condizioni del pubblico impiego trentino rispetto al nazionale.

 

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Luigi  Diaspro

Segretario Generale Fp Cgil – Trentino