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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CGIL CISL UIL – TRENTINO / TURISMO E COMMERCIO * LAVORO IRREGOLARE – RIVA DEL GARDA: « SERVE UN CAMBIO DI CULTURA E PIÙ CONTROLLI, FATTO GRAVE E NON ISOLATO »

Lavoro irregolare. Serve un cambio di cultura e più controlli. Sindacati: fatto grave e non isolato. Così non solo si danneggiano i lavoratori, ma si compromette l’attrattività del settore favorendo lo spostamento della manodopera in altri comparti.

“Non c’è crisi economica o pandemica che possa giustificare il ricorso al lavoro nero o irregolare. Quanto scoperto dalla Guardia di Finanza e Inps in un resort dell’Alto Garda è un fatto grave, che danneggia i lavoratori, fa concorrenza sleale alle imprese oneste e compromette anche l’immagine del turismo trentino”.

Lo affermano i tre segretari generali di Filcams, Fisascat e Uiltucs che ringraziano Guardia di Finanza e Inps per avere portato alla luce una situazione di grave irregolarità. “Purtroppo, anche sulla base della nostra esperienza sindacale, possiamo affermare che le situazioni di lavoro grigio nel settore turistico non sono casi isolati.

Può essere, indubbiamente, che la grave crisi del settore abbia acuito questa situazione, ma non la si può in alcun modo giustificare né sottovalutare – incalzano Paola Bassetti, Lamberto Avanzo e Walter Largher -. Sempre più frequentemente veniamo a conoscenza dell’applicazione di contratti pirata che denunciamo all’ispettorato del lavoro. E non è accettabile che l’imprenditore tuteli il proprio reddito tagliando il costo del lavoro, non riconoscendo le ore lavorate, sotto-inquadrando i dipendenti, tagliando gli straordinari etc, facendoli lavorare senza un regolare contratto..”.

Una situazione che secondo i sindacati bisognerebbe tenere presente anche quando si polemizza sulla carenza di manodopera. “Sicuramente situazioni di irregolarità, di mancato rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non aiutano a trovare personale. Più che puntare il dito contro le forme di sostegno al reddito anche gli imprenditori del settore e le associazioni che le rappresentano dovrebbero avviare una seria riflessione interna, favorire un cambio di cultura e soprattutto prendere le distanze con nettezza da situazione di questo tipo.

Le stesse imprese dovrebbero favorire l’emersione di situazioni di irregolarità”. Per questa ragione Filcams, Fisascat e Uiltucs invocano non solo un rafforzamento delle misure di controllo e prevenzione sul territorio, ma un vero e proprio cambio di passo nella cultura aziendale di molte realtà del settore.