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CGIL CISL UIL – TRENTINO * SOCIETÀ ENERGETICHE – TASSA EXTRA PROFITTI: « GRAZIE ALL’SVP RISORSE AGGIUNTIVE PER LE PROVINCE TRENTO E BOLZANO, ENTRATE PER 40 MILIONI »

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18.21 - venerdì 13 maggio 2022

Caro Bollette. Grazie alla Svp, la tassa sugli extraprofitti delle società energetiche va alla Provincia. L’iniziativa dei senatori sudtirolesi nella conversione del decreto energia. Nuove entrate fino a 40 milioni di euro. “Altro che prima i Trentini, Draghi è più attento all’Autonomia di Fugatti. La Giunta non ha scuse: sostenga tutte le famiglie, non le poche che da lunedì faranno domanda online”.

Grazie ad un emendamento della Svp al decreto legge 21 del marzo di quest’anno – il cosiddetto decreto energia – nelle casse delle Provincie di Trento e Bolzano arriveranno risorse aggiuntive grazie alla tassazione straordinaria degli extra profitti delle società che producono, distribuiscono e commercializzano prodotti energetici, come luce e gas. In pratica, una volta passato il vaglio della Camera, i nove decimi del gettito della nuova tassa di solidarietà applicata alle imprese dell’energia in provincia resteranno nelle casse di Piazza Dante. “Ora Fugatti e Spinelli – incalzano i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti – non hanno più scuse. Debbono garantire alle famiglie il trasferimento di tutti i 25 milioni di euro già stanziati per il bonus bollette aggiungendo nuove risorse. Non si possono escludere migliaia di famiglie e alle altre garantire solo una mancetta”.

Infatti se, come stimato dalla ragioneria dello Stato, l’extra-gettito previsto dall’art. 37 del decreto energia varrà quasi 4 miliardi di euro, le risorse aggiuntive per il bilancio della Provincia potrebbero addirittura raggiungere i 40 milioni di euro. Si tratta ovviamente di ipotesi in quanto ad oggi non è noto a quanto ammontino gli extraprofitti delle società locali dell’energia. Si tratterà ad ogni buon conto di somme importanti se si considera che il Trentino è un territorio di montagna che produce energia idroelettrica e che distribuisce quantità significative di gas per il riscaldamento.

Se poi lo stesso principio fosse applicato alla nuova tassa di solidarietà salita al 25% degli extraprofitti con il decreto aiuti approvato dal Governo Draghi ai primi di questo mese, le risorse per l’Autonomia potrebbero essere ancora di più. “E’ un paradosso – commentano i tre segretari generali – ma Draghi è più attento alle sorti dell’Autonomia di quanto lo sia il Presidente Fugatti, che dopo aver fatto una campagna elettorale sull’onda dello slogan “Prima i Trentini” ora è troppo impegnato in altro per avere il tempo di pensare alle famiglie della sua terra”.

Per i sindacati è quindi prioritario che le nuove entrate vengano veramente usate per sostenere tutti i nuclei che vivono in Trentino e che sono impoveriti dal carovita. Il bonus energia messo in campo fino ad oggi dalla Giunta Fugatti per Cgil CIsl Uil è meno di un pannicello caldo e molte famiglie con figli non vedranno nemmeno un euro. Per questa ragione già oggi le tre sigle sindacali hanno scritto al presidente Fugatti sollecitando un inversione di rotta verso un più corposo e strutturale aiuto ai nuclei di lavoratori e pensionati.

Intanto, lunedì prossimo, a quasi dieci giorni dal varo della delibera, è previsto l’avvio della raccolta delle domande del bonus provinciale per tutti coloro che non percepiscono l’assegno unico provinciale. Si potrà accedere attraverso la piattaforma www.ripartitrentino.provincia.tn.it rispettando soglie rigide e del tutto inadatte a determinare la reale condizione economica del nucleo. “Questa nuova modalità ci pare una presa in giro – denunciano Grosselli, Bezzi e Alotti – perché adotta parametri del tutti iniqui a fronte del fatto che vengono automaticamente esclusi più di 10 mila nuclei familiari con figli minori. Se poi si aggiunge il fatto che il termine ultimo per presentare domanda è il 31 maggio, sembra facile pensare che la Giunta voglia spendere il meno possibile”.

Per questo Cgil Cisl Uil rilanciano le loro proposte a cominciare dall’adeguamento delle misure del welfare provinciale all’aumento dell’inflazione, passando dall’estensione dell’esenzione dell’addizionale regionale Irpef fino a 20mila euro per arrivare ad innalzare la deduzione dei redditi da lavoro femminile, eliminando magari una volta per tutte la discriminazione tra famiglie italiane e straniere già più volte bocciata dai tribunali di Trento e Rovereto.

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