MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Comunicato di Cgil Cisl Uil del Trentino Maggiorazione assegno unico, sopprimerla per i disoccupati over 50 è iniquo e danneggia i più deboli Cgil Cisl Uil: sbagliato cancellare un provvedimento prima di averne valutato gli effetti.

A meno di un anno dalla sua introduzione e a pochi mesi dalla sua applicazione la giunta provinciale ha deciso di sopprimere la maggiorazione dell’assegno unico per i disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali. “Avrebbe avuto senso rimodulare la misura in maniera selettiva come avevamo proposto – dicono i tre segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. L’assessore Spinelli, invece, ha ritenuto più efficace cancellare tutto, senza neppure aver prima valutato i reali effetti che la misura ha avuto”.

Cgil Cisl Uil avevano presentato una proposta che limitava l’applicazione, prevedendo la maggiorazione dell’assegno unico solo per i disoccupati senza Naspi con più di cinquant’anni. “Un segmento oggettivamente più debole perché più difficilmente inseribile sul mercato del lavoro a causa dell’età – sostengono i tre segretari -.
Adottare un bilanciamento di questo tipo avrebbe permesso di sostenere i soggetti più in difficoltà e allo stesso tempo verificare con procedure di controllo controfattuale se realmente, come teme la giunta, questa forma di sostegno disincentiva la ricerca di un’occupazione. L’assessore ha scelto invece la scorciatoia di tagliare tutto senza valutare nulla”.

Secondo Cgil Cisl Uil c’erano le condizioni di arrivare ad una mediazione ragionevole che desse anche l’opportunità di comprendere quali effetti, positivi o negativi, un’integrazione del sostegno al reddito può produrre. Invece nulla.

“Dal nostro punto di vista questa non è equità. Certamente non è equo garantire tutto a tutti come ha fatto l’esecutivo con gli autobus gratis per gli over 70. Allo stesso modo non è equo introdurre il requisito dei dieci anni di residenza per l’accesso l’assegno unico, requisito irragionevole che discrimina la famiglie in stato di bisogno. Né è equo cancellare, senza una minima valutazione una misura a sostegno di una fascia debole di disoccupati. Lezioni di equità non ne accettiamo.

Speriamo che la giunta superi la logica di agire per slogan e che reinvesta le risorse risparmiate con questo provvedimento nelle politiche sociali così come previsto anche nella mozione approvata in Consiglio provinciale. Noi siamo pronti a confrontarci”, concludono Ianeselli, Pomini e Alotti.