Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

La Stazione Carabinieri di Arco, dipendente della Compagnia di Riva del Garda (TN), nell’ambito delle attività di contrasto ai reati contro la persona ed in particolare contro la violenza di genere, ha arrestato un arcense responsabile di violenza sulla madre pensionata.

Negli ultimi mesi i Carabinieri di Arco hanno effettuato 4 interventi in una palazzina dell’Oltresarca per litigi furiosi tra madre e figlio invitando la donna, che non voleva sporgere querela, a recarsi presso il Centro Antiviolenza per farsi aiutare. Nei primi giorni del mese di giugno la madre, dopo aver seguito il consiglio dei militari della Stazione, ha trovato la forza di recarsi presso il presidio dell’Arma di via Nas per denunciare il figlio per i soprusi subiti, in particolare violenze fisiche e psicologiche, in quanto non assecondava le continue richieste di denaro per motivi legati al mondo della tossicodipendenza.

Infatti la donna riferiva di essere stata picchiata e vessata più volte e di temere per la propria incolumità, costringendola a lasciare la propria abitazione per recarsi dalla sorella.

Il 2 luglio, il Tribunale di Rovereto su proposta della Procura della Repubblica ha emesso la Misura Cautelare Personale dell’Allontanamento dalla Casa Familiare dell’uomo che i Carabinieri hanno prontamente eseguito avvisandolo delle conseguenze se si fosse avvicinato all’abitazione della madre. Nel contempo i militari con l’ausilio dei Servizi Sociali della Comunità Alto Garda reperivano un alloggio temporaneo presso una Casa Famiglia per la madre, in modo da poter essere tutelata e seguita.

L’uomo la stessa sera si è recato dalla madre, che per precauzione era rimasta dalla sorella e arrampicandosi sui balconi fino al secondo piano per forzare una finestra e poter entrare, ma i vicini hanno allertato le Forze dell’Ordine che sono intervenute cogliendo il figlio sul fatto.
L’immediata segnalazione della violazione delle prescrizioni del Giudice roveretano Dott.ssa Monica IZZO, hanno avuto come conseguenza l’emissione di Ordinanza che sostituiva l’Allontanamento dalla Casa Familiare con la Custodia Cautelare in Carcere che anche qui i Carabinieri di Arco hanno eseguito sabato 5 luglio reperendo l’uomo sul luogo di lavoro a Riva del Garda e conducendolo a Spini di Gardolo.

L’uomo, M.D., 28enne, disoccupato, pregiudicato di Arco, dovrà rispondere delle accuse di estorsione, lesioni personali e minacce aggravate continuate.
La madre ha ringraziato con le lacrime agli occhi i Carabinieri per la solerzia, sensibilità e professionalità che le hanno consentito di riappropriarsi dell’abitazione e soprattutto per una ritrovata tranquillità, augurandosi comunque che il figlio possa intraprendere un percorso riabilitativo che gli consenta di uscire dalla dipendenza e ricostruirsi una vita con l’affetto della madre che ha scelto come “extrema ratio” di denunciare il figlio per la situazione insostenibile.

Come in tutti questi casi i Militari dell’Arma, oltre alla parte prettamente penale, hanno messo in atto il protocollo di tutela della vittima con, in primissima battuta, l’invio al Centro Antiviolenza e poi con la protezione presso una struttura idonea per persona offesa sia dal punto di vista piscologico che materiale, garantendo l’ausilio di specialisti e una struttura dove poter stare. Come in questo caso, poi le vittime possono fare rientro presso l’abitazione, senza dover temere per la propria incolumità. Anche il contributo dei vicini è stato importante perché ha consentito l’intervento dei militari, quindi il senso civico ha avuto un importante ruolo e si chiede alle persone che sono testimoni di fatti simili di contribuire allertando le Forze dell’Ordine.