Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Cna-Shv Trentino-Alto Adige) – “Le piccole imprese artigiane o i lavoratori autonomi dell’Alto Adige e del Trentino non sono responsabili delle sofferenze bancarie, semmai lo sono i grandi clienti. In provincia di Bolzano l’86,3% delle sofferenze è stato causato dal primo 10% di affidati per rilevanza del prestito. Le piccole e micro imprese si sono rivelate più affidabili rispetto alle grandi, eppure hanno un potere negoziale molto ridotto con gli istituti di credito. Un rapporto di fiducia che deve essere al più presto riequilibrato, sfruttando al meglio i consorzi di garanzia come intermediari”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA del Trentino Alto Adige, in riferimento al recente studio elaborato sui dati della Centrale Rischi di Banca d’Italia.

L’ultimo dato disponibile, riferito al 30 settembre 2016, evidenzia che il sistema bancario italiano ha sofferenze per 186,7 miliardi di euro lordi. L’80% dei finanziamenti per cassa è stato erogato dalle banche al primo 10 per cento degli affidati. La quota di sofferenze in capo al primo 10% degli affidati è pari all’81%. In pratica, dei 186,7 miliardi di sofferenze bancarie, 131,2 sono riferibili a prestiti sopra i 500mila euro, somme destinate soprattutto a grandi aziende e non certo alle piccole e microimprese.

Il Trentino Alto Adige risultano 114.443 affidati, di cui 10.030 in sofferenza, pari all’8,8% del totale. Un dato virtuoso, se paragonato al 37,6% nazionale. La quota di finanziamenti per cassa concessi al primo 10% di affidati ammonta al 71%, le sofferenze causate dal primo 10% di affidati rappresentano l’81%, in linea con la media nazionale dell’81,1%. Scorporando i dati delle due province, emerge che Bolzano è al quarto posto nazionale con l’86,3% di quota di sofferenze (per un valore di 1,15 miliardi di euro) causata dal primo 10% di affidati, ai quali è andato il 71,8% dei finanziamenti per cassa. Trento ha una quota del 77,8% di sofferenze (che in tutto ammontano al 2,14 miliardi di euro, il doppio rispetto all’Alto Adige) in capo al primo 10% di affidati, che hanno ottenuto il 69,5% dei finanziamenti.