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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

AVV. SCHUSTER * REFERENDUM EUTANASIA: « MARCO CAPPATO SARÀ PRESENTE A TRENTO AL GAZEBO ALLESTITO IN PIAZZA LODRON, SABATO 24 LUGLIO (12.00 – 13.00) »

Referendum eutanasia: Cappato a Trento sabato 24/7 ore 12.00. La Provincia di Trento è fra quelle che, in relazione alla popolazione residente, in Italia hanno raccolto più firme a sostegno della campagna referendaria Eutanasia legale – Liberi fino alla fine, promossa e coordinata dall’Ass. Luca Coscioni. A metà luglio sono state raccolte circa 150.000 firme.

Il Comitato trentino è quindi particolarmente contento di festeggiare il successo delle proprie iniziative sul territorio provinciale insieme a Marco Cappato, tesoriere dell’Ass. Luca Coscioni. Questi sarà presente a Trento al gazebo che sarà allestito in Piazza Lodron, sabato 24 luglio, dalle ore 12.00 alle ore 13.00.

Marco terrà una breve conferenza stampa e raccoglierà firme insieme ai tanti volontari e autenticatori che fino al 30 settembre 2021 saranno impegnati per raggiungere l’obiettivo delle 500.000 sottoscrizioni necessarie per arrivare al referendum sul fine vita. Saranno esponenti rappresentanti dei partiti e delle associazioni che sostengono a livello locale o nazione l’iniziativa referendaria.

Il banchetto di raccolta firma sarà comunque aperto dalle ore 11.30 fino alle ore 21.00 di sabato.

Maggiori informazioni sul quesito referendario qui:

 

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Alexander Schuster

 

 

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INFORMAZIONI DAL SITO NAZIONALE:

Nel 2013 l’Associazione Luca Coscioni ha depositato oltre 50.000 firme per presentare una proposta di legge d’iniziativa popolare su eutanasia e testamento biologico che è stata ignorata dal Parlamento.

Grazie alle disobbedienze civili di Marco Cappato e Mina Welby abbiamo ottenuto nel 2017 la legge che riconosce il valore del testamento biologico e una sentenza della Corte costituzionale che va nella direzione del principio di disponibilità della vita.

Oggi in Italia possono porre fine alle loro sofferenze solo i pazienti per cui risulti sufficiente l’interruzione delle terapie, come previsto dalla Legge 219/2017.

La Corte costituzionale ha chiarito che l’aiuto al suicidio (art. 580 del Codice penale) non è punibile nel caso in cui la persona che lo richiede sia tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale.

Tutte le altre persone con patologie irreversibili che procurano dolori intollerabili, e i pazienti impossibilitati ad assumere autonomamente un farmaco (a causa di SLA, di una tetraplegia…) nel nostro Paese non hanno la possibilità di scegliere, e di chiedere aiuto medico attivo per la morte volontaria, perché il nostro codice penale vieta l’omicidio del consenziente (art. 579 c.p).

Molte persone gravemente malate oggi non sono libere di scegliere fino a che punto vivere la loro condizione. Non hanno diritto all’aiuto medico alla morte volontaria, al suicidio assistito o ad accedere all’eutanasia come è invece possibile in Svizzera, Belgio, Olanda, Spagna, Canada, molti Stati degli Stati Uniti e sempre più Paesi nel mondo.

Ecco perché, a fianco delle persone che non possono aspettare i tempi della politica e della giustizia, abbiamo deciso di dare la parola ai cittadini con un referendum.

Il quesito referendario si pone l’obiettivo di introdurre l’eutanasia legale tramite l’abrogazione parziale dell’art. 579 c.p. che punisce l’omicidio del consenziente.

Tecnicamente il quesito lascia intatte le tutele per le persone vulnerabili, i minori di 18 anni, le persone che non sono in grado di intendere e volere, quelle il cui consenso è stato estorto, e potrà introdurre nel nostro Paese il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria.

In questo modo si possono abbattere le discriminazioni oggi esistenti, consentendo la possibilità di scegliere un fine vita consapevole, controllato e sereno, anche alle persone malate che necessitano di un aiuto esterno per porre fine alle proprie sofferenze.