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ASSOCIAZIONE “TRANSDOLOMITES” * MOBILITÀ SOSTENIBILE: PRESIDENTE GIRARDI, « URGENTE PREPARARE LE DOLOMITI AL CAMBIAMENTO, DOTIAMOCI DI UN PIANO GENERALE TRASPORTI »

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06.02 - domenica 05 giugno 2022

Mobilità sostenibile ; è urgente preparare le Dolomiti al cambiamento e dotarsi di un piano generale dolomitico dei trasporti. Preparare le Dolomiti ad un radicale cambiamento nel sistema dei trasporti è urgente ed implica l’uscire dalla visione localistica del problema , avere una visione ed un approccio di larghe vedute che parta delle linee guida concordate al livello europeo e che dovranno poi essere attivate all’interno degli Stati membri:

Entro il 2030 i Paesi dell’Unione europea dovranno ridurre le proprie emissioni di CO2 del 55% entro il 2050. Come riportato nel testo di presentazione del Green Deal europeo “I cambiamenti climatici sono la sfida più grande della nostra epoca, ma rappresentano anche un’opportunità per costruire un nuovo modello economico” . Nel programma del Green Deal, al tema trasporti La ferrovia rimane uno dei modi di trasporto più sicuri e puliti ed è quindi al centro dell’agenda politica per rendere la mobilità dell’UE più sostenibile. La proposta TEN-T attuale è accompagnata da un piano d’azione sulle ferrovie a lunga distanza e transfrontaliere che definisce una tabella di marcia con ulteriori azioni per aiutare l’UE a raggiungere l’obiettivo di raddoppiare il traffico ferroviario ad alta velocità entro il 2030 e triplicarlo entro il 2050.

 

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Agenda Europea del turismo 2030-2050.
“L’Europa è la prima destinazione turistica al mondo. La posizione maturata in sede di Parlamento Europeo è che per fare questo servono nuove alleanze, serve individuare nuovi strumenti in grado di facilitare la mobilità e renderla più sostenibile, resiliente e con un minore impatto ambientale. E’ perciò importante utilizzare in modo intelligente non solo le opportunità di finanziamento esistenti nell’ambito del Quadro Finanziario pluriennale dell’UE e del Next Generation EU, ma soprattutto lavorare ad un’agenda europea per il turismo 2030/2050, in modo da rafforzarne la sua competitività nel medio e lungo periodo”.

La sfida è come concretizzare al livello locale gli obiettivi condivisi in sede di Consiglio Europeo, Commissione Europea, Parlamento Europeo. Ma come?
La Galleria di base del Brennero rientra nel piano d’azione sulle ferrovie a lunga distanza e transfrontaliere . Dopo l’apertura della BBT cento milioni di persone vivranno a meno di 5 ore di viaggio in treno da Innsbruck, Bolzano e Trento: rispetto all’odierno 10% il treno dovrà allora trasportare il 25-30%, forse ­ anche il 40% dei turisti in arrivo nonché accompagnare gli abitanti dell’Euregio nei loro viaggi verso Nord o verso Sud, ovvero collegare all’asse Est-Ovest . Da questa proiezione emerge però che I territori che andrebbero assolutamente dotati di ef­ficienti sistemi di TPL sono – per quanto riguarda l’Alto Adige – l’altipiano dello Sciliar con Fiè, Siusi e Castelrotto, la Val Gardena, la Val Badia e l’Oltradige con Appiano e Caldaro; in Trentino: il lago di Garda e le valli di Fiemme e Fassa; per il Nord Tirolo la zona di Kitzbühel, la Zillertal, la Stubaital, la Ötztal e le località turistiche del distretto di Landeck. ( Fonte, Documento di Sintesi del Gruppo di lavoro di EuregioLab 2017.

Ora a fronte delle stime di trasporto prospettate con l’entrata in esercizio della nuova galleria ferroviaria del Brennero, nessun sistema di mobilità su gomma sarà in grado di sopportare un simile carico di viaggiatori verso le destinazioni turistiche. Opinione di Transdolomites è che le periferie citate siano collegate via ferro con quella del Brennero.

Giovani generazioni = meno auto.
Gli studi dedicati ai futuri scenari di mobilità e del turismo evidenziano che con l’abbassarsi dell’età anagrafica diminuisce la propensione all’uso e possesso dell’auto. La mobilità pubblica in particolare la ferrovia sempre più diventeranno il mezzo utilizzato e valido a permettere connettere territori. Se questi ne sono sprovvisti di conseguenza la scelta dei viaggiatori si orienta verso località che ne sono dotate. La crescita del costo dei carburanti del 2022 in tempi brevi ha poi comportato la fuga dalle auto; riduzione degli ingressi nelle città in auto, aumento dell’utilizzo di metropolitane, treni, Tpl, corsa al bike sharing.
Per questioni ambientali e di economia ci si orienta verso la graduale riduzione del possesso ed uso dell’auto. Il quesito che dobbiamo porre nell’immediato è per quanto riguarda la nostra regione, come rendere raggiungili le Dolomiti da parte di una platea che sarà sempre più sprovvista di auto e dall’altra il dovere di ridurre da subito il numero di auto in circolazione. Allo stesso tempo, come informare ospiti e residenti dell’arrivo sostenibile?

 

Il respiro della ferrovia sfiora sempre più le Dolomiti.
Sulla linea del Brennero, il cambiamento è in atto ed è importante : In crescita i collegamenti con le destinazioni turistiche, il rinnovo della flotta treni con aumento anche della capacità trasportistica sono una realtà. Progressivamente crescerà l’offerta di servizi ferroviari da parte di operatori come Trenitalia, Italo, Train4you con treni di auto al seguito e treni notturni, Őbb, Flixtrain l’ operatore tedesco privato di servizi ferroviari a lunga percorrenza, i Regiojet con lo ski Train Polonia-Alto Adige stagione invernale 2022-23, e tra due anni la previsione del transito del Treno della Dolce Vita dedicato al turismo lento e di lusso. Sono la testimonianza del fermento ferroviario che interesserà la nostra regione. Altra domanda di fondo allora è la seguente; oggi in assenza di ferrovia si può portare l’effetto ferrovia nel cuore delle Dolomiti? Creare una offerta innovativa legata alla vacanza senza auto è un’ambizione realistica?

 

Transdolomites è convinta per il sì.
I pullman di linea sono il punto di partenza. Ad essi si affiancano ad es i servizi treno + bus dei Freccia Link per raggiungere Val di Fassa, Fiemme, Val Gardena e Badia. A questi può aggiungersi anche l’offerta di transfert dedicati funzionali al trasporto di viaggiatori che si muovono con gli altri vettori ferroviari. Il tallone d’Achille di questo ultimo miglio sta nell’informazione, troppo spesso carente ed invece pilastro strategico. Il cittadino utilizza i servizi di mobilità perché si accorge che ci sono. Questa è una grave lacuna italiana ove il marketing della mobilità pubblica è la cenerentola del sistema.
Il marketing deve partire da coloro che offrono i servizi a livello nazionale, regionale, provinciale. Fondamentale poi la prima comunicazione che deve avvenire nell’azienda turistica da parte del gestore nei riguardi del cliente. Compito che in parallelo tocca agli uffici turistici della valli, l’organizzazione delle centrali di mobilità per info, ticketing, organizzazione del trasporto bagagli, promuovere la comunicazione capillare alle fermate dei mezzi pubblici il tutto investendo sulla digitalizzazione e sulla comunicazione tradizionale cartacea perché molti sono coloro che hanno scarsa confidenza con il l’uso dei sistemi informatici. L’informazione sui trasporti deve essere inclusiva e non selettiva.

Serve una razionalizzazione dei documenti di viaggio; è mai possibile che in Svizzera ove operano ben 350 società di mobilità pubblica tra gomma, ferro, fune, acqua, con un solo biglietto si viaggi in tutta la Svizzera e da noi ci si debba districare tra vari sistemi di biglietterie e card? Ultimo esempio la Germania ove è stato introdotto il ticket unico che al costo di € 9,00 al mese permette di utilizzare bus, treni tram ( salvo le lunghe percorrenze) e che in pochi giorni dall’introduzione ha raggiunto 7 milioni di ticket.

Come periodo transitorio la formula treno + bus con destinazioni Dolomiti è cosa realistica ma l’opzione ferrovia nelle Dolomiti è ormai irrinunciabile per non perdere l’appuntamento con la storia. Il vero prezzo da pagare non sarà la costruzione delle ferrovie dolomitiche ma quello di esserne sprovvisti. Un costo che più durerà l’attesa più sarà esponenziale.

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Massimo Girardi
Presidente Transdolomites

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