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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES * MOBILITÀ NELLE DOLOMITI: GIRARDI, « NON PERDERE ALTRO TEMPO, IL PNRR HA MESSO A DISPOSIZIONE IMPORTANTI FINANZIAMENTI PER ALTA VELOCITÀ E FERROVIE »

Non possiamo che apprezzare la presa di posizione dell’Ing. Ezio Facchin, Assessore esterno con delega in materia di transizione ecologica, mobilità, partecipazione e beni comuni che in data odierna a mazzo stampa è intervenuto sul futuro della mobilità nella regione Dolomitica.

Né l’auto elettrica e nemmeno quella a idrogeno potranno rappresentare il futuro della mobilità nelle Dolomiti.

Innanzitutto gli amministratori pubblici delle valli ladine dovrebbero per prima cosa avere ben chiaro il significato di mobilità sostenibile. Questa non sta a voler dire nuove strade ed asfalto ma al contrario, indica delle modalità di spostamento (e in generale un sistema di mobilità urbana) in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati e cioè: l’inquinamento atmosferico, acustico, la congestione stradale, l’incidentalità, il degrado delle aree urbane (causato dallo spazio occupato dagli autoveicoli a scapito dei pedoni) il consumo di territorio (causato dalla realizzazione delle strade e infrastrutture), i costi degli spostamenti (sia a carico della comunità sia del singolo).

Le amministrazioni pubbliche sono quindi i principali responsabili della promozione e dell’organizzazione della mobilità sostenibile; gli interventi devono essere finalizzati a ridurre la presenza degli autoveicoli privati negli spazi urbani ed extraurbani per favorire la mobilità alternativa che in ordine d’importanza viene svolta; a piedi, in bicicletta, con i mezzi di trasporto pubblico (autobus, tram, sistema ferroviario metropolitano),con i mezzi di trasporto privato condivisi (car pooling e car sharing).

Una responsabilità, quella delle amministrazioni pubbliche, che troppo spesso “deraglia “ dalle linee guida citate ed a suon di incentivi costituiti ovviamente da soldi pubblici preferiscono “ridurre il danno” anziché eliminarlo. Ciò non rappresenta un alternativa all’uso dell’auto privata anzi forse lo stimolano, creano false suggestioni.

In un contesto generale ma ancora di più nelle aree di montagna la vera emergenza, lo ribadiamo, è l’occupazione dello spazio. Ciò significa che se anche tutte le automobili fossero elettriche è l’ingombro ancora prima dell’inquinamento il problema principale. Il consumo di suolo, gli ingorghi, la congestione egli incidenti sarebbero poi esattamente gli stessi.

Come sta a dimostrare la foto in allegato, il presente con auto a combustibili fossili oppure il domani in elettrico oppure idrogeno nulla cambierebbe in termini di occupazione dello spazio.

Certamente la peggiorerebbe, perché gli attuali orientamenti di chi sta governando a livello locale sta sposando l’immagine della mobilità sostenibile con la progettazione di nuove arterie stradali.

Ancora nelle Dolomiti, riteniamo semplicemente nefasta e suicida l’idea di un tunnel stradale di base di collegamento tra le valli di Fassa, Gardena, Badia da realizzarsi sotto Passo Sella con una rotonda in galleria per smistare verso le tre valli il traffico su gomma.

Una simile scelta creerebbe le condizioni per incrementare il traffico automobilistico nelle valli citate e metterebbe le basi per trasformare dette valli in un corridoio sempre più appetibile per il traffico pesante che a questo punto potrebbe approfittare di questa nuova opportunità per utilizzare le valli dolomitiche come scorciatoie.

Sarebbe la fine della vivibilità delle Valli dolomitiche ma della loro stessa economia turistica che in termini di qualità e di malcontento già stanno pagando un prezzo importante al fenomeno traffico.

Il futuro non è la strada, bensì una coraggiosa cura del ferro nelle Dolomiti ove all’Anello delle Dolomiti si aggiungano quanto prima i progetti dei raggi di questo anello ossia le ferrovie Avisio ( Trento-Penia) e Bolzano Cortina via Val Gardena e Badia e queste si collegate tra loro con un tunnel di base ferroviario sotto Passo Sella.

Queste due ferrovie, se realizzate, rappresenteranno tra l’altro il naturale completamento del progetto della Galleria di Base del Brennero.

Il futuro della mobilità e del turismo dolomitico è legato a doppia mandata alla ferrovia del Brennero. Realizzare il trasporto regionale ferroviario nelle Dolomiti significherebbe creare dall’esterno la vera corsia preferenziale che grazie al treno consentirà proporre un nuovo modello di accessibilità alle Dolomiti senza l’ausilio dell’auto privata.

Associare la ferrovia, come livello base della mobilità alle mobilità pubblica su gomma e fune per la copertura dell’ultimo miglio rappresenterà una storica rivoluzione per la regione dolomitica e l’occasione per costruire un nuovo modello di turismo della montagna che rappresenterà la sua salvezza oltre che dare sollievo alle comunità che vivono lungo l’asta del fiume Adige costrette a respirare i miasmi di migliaia di autovetture in viaggi per raggiungere le destinazioni turistiche.

Per iniziare a immaginare questo nuovo scenario è quanto mai ora dedicarsi alle progettazioni delle ferrovie dolomitiche e condividere con le popolazioni ladine questo percorso.

Non possiamo più permetterci di perdere altro tempo. Oggi il PNRR ha messo a disposizione importanti finanziamenti per Alta velocità e ferrovie soprattutto per il Sud Italia.

Ma c’è già uno scenario futuro del PNRR che in quanto a ferrovie nei prossimi anni andrà a dare nuova linfa ai progetti per il trasporto ferroviario regionale.

 

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Massimo Girardi
Presidente Associazione Transdolomites APS