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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ANPI – TRENTINO * CONSIGLIO REGIONALE TN-ALTO ADIGE: « SDEGNO E RIPROVAZIONE PER L’AUMENTO DELLO STIPENDIO DEI CONSIGLIERI, “DURA LEX SED LEX” »

ANPI DEL TRENTINO: SDEGNO E RIPROVAZIONE PER L’AUMENTO DELLO STIPENDIO DEI CONSIGLIERI REGIONALI.

L’ANPI del Trentino unisce il proprio sdegno e la propria riprovazione alle molte espressioni di condanna di cittadini, associazioni, interpreti della società civile per la decisione di aumentarsi lo stipendio assunta a maggioranza dai componenti del Consiglio regionale in una situazione di grave difficoltà di quanti vivono da lungo tempo le drammatiche conseguenze della pandemia.
Del tutto risibili e farisaiche appaiono le giustificazioni addotte – come pure si è impudentemente tentato di fare – per il varo questa misura che offende ed umilia tutti gli abitanti della nostra regione.

Questo provvedimento non può in alcun modo essere ricondotto ad una sorta di obbligo di legge, secondo il peraltro discutibile detto romano “Dura Lex, sed Lex”, in quanto esistevano e sussistono tuttora tutte le condizioni per sospendere l’attuazione concreta di questo provvedimento e la decisione era RESTA nella piena disponibilità ed autonomia dei componenti il Consiglio regionale. Se una norma è sbagliata e, come in questo caso, pure immorale basta cambiarla o sopprimerla.

L’ANPI chiede formalmente che la Presidenza dell’assemblea regionale assuma la responsabilità di sospendere la concreta attuazione dell’aumento e promuova la convocazione di una seduta del Consiglio, se necessario anche con modalità straordinarie, per cancellare in tempi rapidi questa vergognosa ed odiosa pagina.