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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

AMBROSI (FDI) * TRAGEDIA PILCANTE DI ALA: « CI TROVIAMO AD AFFRONTARE LA DISPERAZIONE DI UNA MADRE CHE HA PERSO IL FIGLIO E DI UN CARABINIERE CUI VA LA NOSTRA VICINANZA »

Sicurezza e tutela dell’incolumità dei cittadini e di chi in quel momento sta espletando il proprio lavoro è una delle priorità di Fratelli d’Italia e la tragedia avvenuta a Pilcante di Ala è la dimostrazione che il Governo non dà risposte né tutele adeguate.

E così ci ritroviamo oggi ad affrontare una triplice disperazione, quella di una madre che ha perso il proprio figlio, e a cui porgiamo le nostre più sentite condoglianze, quella di una comunità che ha perso il proprio cittadino e quella di un carabiniere, indagato per i fatti che tutti conosciamo e a cui va la nostra vicinanza.

Va senza dubbio riconosciuta nel suo vero valore la fondamentale funzione assolta dalle forze dell’ordine, che si trovano ad operare in un contesto difficile e talvolta in situazioni non ottimali.

Da anni chiediamo che questi uomini e queste donne, padri e madri di famiglia, siano messi nelle condizioni di poter lavorare in sicurezza, nel rispetto della legge. E’ necessario garantire loro esigenze basilari come le dotazioni: dai giubbotti alle divise, dalle telecame sui caschi o sulle divise al taser.

Alla luce di quanto accaduto in questi giorni, proprio l’utilizzo del taser renderebbe più sicura l’attività dei nostri operatori delle Forze dell’Ordine, senza conseguenze tragiche come quella accaduta nel nostro Trentino.

A maggior ragione, la tragedia di Pilcante ci ha insegnato che il taser potrebbe essere la giusta alternativa allo spray urticante, già in dotazione, e un ideale sostituto dell’arma da fuoco.

Auspichiamo pertanto che il Ministro Lamorgese, che con una nota del Ministero nel luglio 2020 aveva chiesto di bloccarne l’utilizzo, e il nuovo capo della Polizia e direttore generale della pubblica sicurezza, il prefetto Lamberto Giannini, lavorino insieme per sbloccarne l’utilizzo e permetterne il reintegro.

Perchè con il taser non possiamo affatto escludere che Matteo Tenni oggi sarebbe ancora vivo.  Invece oggi il Ministro Lamorgese è “corresponsabile” di questa tragedia!

Evidenziamo infine che la sicurezza non ha colori o appartenenze politiche, ma è sinonimo di civiltà e bene comune. In un momento straordinario come quello che stiamo vivendo, in cui la crisi economica rischia di mutare in crisi sociale, lo Stato deve essere presente e partecipe.