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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ALLEVATORI TRENTINI: FEDERCOOP, ALLARME PER LUPO E ANIMALI AGGRESSIVI

(Fonte: Ufficio stampa Cooperazione trentina) – “Attenti al lupo”. Gli allevatori trentini lanciano l’allarme per gli animali aggressivi.

Stamani la sede della Federazione Provinciale Allevatori, di via delle Bettine a Trento, ha ospitato l’assemblea annuale. Il quadro generale evidenzia criticità, ma meno che in passato. Soffre il mercato delle carni rosse. Cresce l’attività del centro di fecondazione artificiale.

In assemblea straordinaria i soci approvano le modifiche alla governance della Federazione: soci professionali, ridefinizione dei compiti delle unioni di valle, cda da 21 a 14 membri, apertura ad un rappresentante dei giovani. Introdotto il limite dei tre mandati per gli amministratori.

Gli allevatori trentini oggi in assemblea hanno approvato il bilancio (positivo) della gestione della Federazione e, in apposita assemblea straordinaria, le modifiche statutarie che ridefiniscono la figura del socio e riducono il numero dei consiglieri da 21 a 14.

L’assemblea ha votato il nuovo statuto sociale con 351 voti a favore, 17 contrari e 4 astenuti, su un totale di 372 voti.

Il presidente Mauro Fezzi ha espresso soddisfazione per il bilancio positivo della Federazione, pur in un contesto di criticità per il settore. “Ma non sono drammatiche come in passato”, ha affermato. Dal punto di vista commerciale diminuisce il consumo di carni rosse, anche per le insistenti campagne mediatiche contro il consumo di carne

Fezzi ha espresso invece la preoccupazione della categoria per l’invasione in Trentino di animali aggressivi, non solo l’orso, verso cui si sono attuate misure di “convivenza”, ma soprattutto i lupi, che dai Lessini si sono velocemente propagati anche ai territori vicini. “Questo mette in discussione l’equilibrio delle malghe, poiché è impensabile ricoverare gli animali durante la notte”.

A proposito di malghe, Fezzi ha anche segnalato l’incremento insostenibile degli affitti, che mettono in crisi gli allevatori.

All’assemblea sono intervenuti anche gli assessori provinciali alla cooperazione Tiziano Mellarini e all’agricoltura e turismo Michele Dallapiccola, oltre al consigliere Mario Tonina. Dallapiccola in particolare ha rassicurato gli allevatori sulla tempistica di distribuzione dei premi assegnati attraverso la Psr, il Programma di sviluppo Rurale del Fondo europeo agricolo, strumento attraverso cui la Provincia autonoma orienta lo sviluppo agricolo del Trentino: “con qualche ritardo, ma le somme sono disponibili e verranno assegnate quanto prima”, ha affermato Dallapiccola.

L’assessore ha anche annunciato la riorganizzazione dell’Ufficio provinciale Apag (che distribuisce i premi). Infine ha assicurato l’impegno pubblico per la promozione del marchio “Qualità Trentino”, a cui è interessata anche la Federazione Allevatori con la filiera certificata della carne.

 

 

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Le novità nello statuto

Le modifiche dello Statuto riguardano la definizione delle caratteristiche del socio che dovrebbe essere un allevatore professionale ed impegnarsi in maniera consistente nella fruizione dei servizi, sia tecnici che commerciali, forniti dalla cooperativa.

Inoltre è stato ridefinito il ruolo e i compiti delle Unioni di Valle che dovrebbero rimanere organismi di rappresentanza degli allevatori di un determinato territorio ma che dovrebbero costituirsi in associazioni no profit qualora intendano svolgere iniziative con risvolto economico.

Nella riforma della governance anche la riduzione del numero degli amministratori (da 21 a 14) con introduzione del limite di tre mandati per la permanenza in carica.

Apertura per la presenza nel Cda di un rappresentante dell’Associazione dei giovani allevatori. Si è discusso a lungo sull’inserimento – con diritto di voto – di un rappresentante dei giovani allevatori in cda.

Alla fine è passata la proposta originaria del consiglio che assegna un posto ad un rappresentante della associazione dei giovani senza diritto di voto, in attesa che la stessa venga formalmente costituita ed inserita organicamente nella Federazione.

 

 

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Il bilancio della Federazione

Il linguaggio dei numeri fotografa l’andamento di un’annata impegnativa, non solo per la fatica e il sudore espressi nella quotidianità da chi è impegnato in questo settore importante per l’economia e la cooperazione trentina.

L’utile ammonta a 79.236 euro, i ricavi della gestione a 12,5 milioni con un leggero incremento (+0,11%) rispetto al 2015.

Il patrimonio netto consiste in 6,76 milioni di euro e testimonia la solidità della cooperativa.

Per il settore della commercializzazione, l’attività ha registrato la movimentazione di 19.468 capi (13.395 per le attività commerciali e 1.196 per il punto vendita e 4.877 carcasse).

“Anche nel 2016 – ha affermato il direttore Claudio Valorz – è da registrare una ulteriore flessione del fatturato del punto vendita (-2,70%) con un leggero incremento dell’attività del negozio e un calo intorno al 10% della vendita della carne all’ingrosso.

Le cause vanno ricercate nella contrazione generalizzata dei consumi, in particolare in quelli di carne rossa, ma anche nelle insistenti campagne mediatiche contro il consumo di carne”.

L’attività del centro di fecondazione artificiale “Alpenseme”

E’ uno dei gioielli della Federazione Allevatori sia per la valorizzazione dei programmi di miglioramento genetico del bestiame come anche per il contributo economico che l’attività del Centro F.A. garantisce al bilancio della Federazione. Qui, infatti, trovano posto prelievo, lavorazione, congelamento, valutazione e conservazione del materiale seminale bovino.

Ben 108 i riproduttori impegnati in questa attività. Un impegno che si traduce nelle quasi 470 mila dosi prodotte, in aumento dell’14,8% rispetto allo scorso anno.

Alpenseme, inoltre, è il punto di riferimento per lo sviluppo delle iniziative tecnico-scientifiche del miglioramento genetico degli animali. Garantisce i supporti tecnici, commerciali e organizzativi per la pratica della fecondazione artificiale sull’intero territorio provinciale.

“Il quantitativo di dosi prodotte ad Alpenseme – ha spiegato Valorz – è strettamente legato alle strategie selettive e agli esiti commerciali del programma Superbrown.

Da questo punto di vista, il materiale seminale prodotto dai tori Superbrown è stato di 243.545 dosi complessive. Molto interessante il risultato della commercializzazione del seme Superbrown con ben 276.724 dosi vendute, delle quali più della metà esportate. Anche nel 2016 la Turchia si conferma il paese che più apprezza il materiale seminale dei tori Superbrown“ .

 

 

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In malga

La Federazione Allevatori gestisce direttamente Malga Juribello a Passo Rolle e Malga Pozze in Val di Sole.

A Juribello, in collaborazione con l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige ed alcuni Istituti universitari, Padova in particolare, sono proseguite le attività di ricerca e sperimentazione relative alla qualità del latte (controllo della diffusione dello Staphilococcus Aureus) e al miglioramento del pascolo con azioni di risanamento di ampie superfici infestate da rododendro, ginepro, descampsia e nardus.

E’ pure continuato il lavoro sperimentale in collaborazione con l’Università di Padova sullo studio dei nutrienti e degli aromi che, dall’erba del pascolo, passano nel formaggio.

Le iniziative si completano con la gestione del locale agrituristico. Nel 2016 il risultato è stato positivo con un incremento del fatturato del 4,51%.

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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Foto: da comunicato stampa