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ALLEANZA CONTRO LA POVERTÀ * DISUGUAGLIANZA FISCALE: «METÀ DEGLI ITALIANI EVADE LE TASSE, MA PER I POVERI LE REGOLE SONO RIGIDE»

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16.43 - mercoledì 1 ottobre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La metà degli italiani evade le tasse. Ma per i poveri le regole sono rigide. Alleanza contro la povertà al governo: “La giustizia sociale parte da quella fiscale”.

Quasi la metà degli italiani – il 43%, per l’esattezza – non paga le tasse perché risulta “a carico”, ovvero senza redditi, mentre un quarto degli italiani si fa carico del 78% di tutto il gettito Irpef.

« I dati riferiti ieri alla Camera dall’Osservatorio sulle entrate fiscali (a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali) ci interrogano e ci scandalizzano», afferma Antonio Russo, portavoce di Alleanza contro la Povertà. «Abbiamo infatti di fronte agli occhi una fotografia inaccettabile di disuguaglianza fiscale.

Un Paese che non riesce a combattere la piaga dell’evasione fiscale (perché di questo si tratta, non essendo pensabile che la metà degli italiani effettivamente non percepisca reddito) al tempo stesso usa le “maniere forti” con i più fragili. Le misure di contrasto alla povertà impongono infatti criteri sempre più rigidi, requisiti stringenti, controlli addirittura ossessivi oltre a lunghe attese necessarie per tutte le verifiche.

Come Alleanza contro la povertà ha più volte denunciato, questo vero e proprio “percorso a ostacoli” finisce per lasciar fuori circa la metà di chi davvero non ha reddito, o ha un reddito insufficiente per garantirgli una vita dignitosa Lo Stato fa cassa sulle spalle dei poveri, risparmiando circa 1 miliardi l’anno grazie al passaggio dalle vecchie alle nuove misure. Al tempo stesso, però, non riesce a incassare ciò che è dovuto, lasciando che buona parte della popolazione si sottragga ai propri obblighi fiscali.

Come può considerarsi giusto un Paese che riduce al minimo gli aiuti ai poveri e rende sempre più farraginoso l’accesso alle misure di sostegno, mentre lascia che una moltitudine di potenziali contribuenti si nasconda dietro dichiarazioni false e da queste tragga profitto? Non è forse ora di rivendicare che la giustizia fiscale sia più che un’idea, ma una pratica concreta? Colgo l’occasione per rinnovare l’invito a un confronto con le istituzioni e all’istituzione di un tavolo intergruppo permanente (come abbiamo chiesto nei giorni scorsi), che abbia il compito di analizzare i meccanismi che oggi condannano alla povertà assoluta il 10% della popolazione, per trovare misure capaci di ripristinare una giustizia economica e sociale e ridurre le diseguaglianze”, conclude Russo.

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