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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ALESSANDRO GHEZZER * GESTIONE ORSI: « ASSURDA LA SEGRETEZZA SUGLI ESEMPLARI RINCHIUSI AL CASTELLER DA PARTE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO » (GABBIE – RENDERING GRAFICO)

Assurda la segretezza sugli orsi al Casteller. Quale è la ragione della grottesca segretezza sul recinto degli orsi al Casteller? Una specie di Guantanamo per orsi, una “base segretissima” alla quale è impedito l’accesso ai consiglieri comunali e provinciali, perfino a due parlamentari che hanno dovuto ricorrere ai Carabinieri per entrare. Ma perché?

La Provincia non si rende conto di quanto sia ridicola questa segretezza imposta ad un recinto per plantigradi? Oltretutto, nell’era di internet è impossibile tenere segreto qualsiasi luogo, figuriamoci un recinto per orsi alla periferia di Trento ben visibile in tutte le mappe satellitari e foto ortografiche online.

In una società mediatica come la nostra, i nodi vengono sempre al pettine: sugli orsi la Pat ha collezionato una serie di brutte figure davvero imbarazzante. Molto peggiori dei danni di immagine che si sarebbero voluti evitare nascondendo i fatti. Il recente blitz degli attivisti del Centro Sociale Bruno ha svelato al mondo e all’opinione pubblica le atroci immagini degli orsi detenuti nelle gabbie, l’ultima mazzata ad una reputazione del Trentino sull’ambiente sempre più traballante.

Possibile che gli strateghi provinciali non capiscano che la trasparenza converrebbe a tutti, ai politici e ai cittadini? I problemi vanno spiegati, non nascosti. Con un po’ di trasparenza in più si sarebbero evitate tante polemiche, dubbi, sospetti, pessime figure, e anche le battaglie nei tribunali con le associazioni animaliste che allontanano l’amministrazione dai cittadini che hanno una sensibilità per l’ambiente e gli animali. Come dice il detto: «la luce del sole è il miglior disinfettante».

Ora la nuova trovata dell’amministrazione sarebbe quella di spostare gli orsi prigionieri del Casteller in alcune aree faunistiche all’estero in Romania e Bulgaria. La disponibilità dell’ex attrice Brigitte Bardot, che con la sua fondazione gestisce il parco di Belitsa, è stata accolta positivamente dalla Provincia. Ma il sospetto è che ci si voglia “liberare” degli orsi del Casteller per avere nuovamente spazio per altre catture a primavera, quando gli orsi si risveglieranno dal letargo.

Il veterinario Alessandro de Guelmi, che per anni ha seguito gli orsi per conto della Provincia, ha detto: “Non ci sarà mai un recinto idoneo a detenere orsi selvatici. Per il semplice fatto che gli orsi selvatici NON sono e mai saranno idonei a essere confinati in recinti”. Naturalmente poi si sorvola sulla logica conseguenza di tali affermazioni, ovvero che gli orsi cosiddetti “problematici” dovrebbero essere ammazzati. Lo stesso concetto è stato implicitamente ribadito varie volte da Claudio Groff, il responsabile del dipartimento Grandi carnivori della Provincia di Trento, quando ha affermato che “L’Italia è l’unico paese del mondo a tenere gli orsi in cattività”. L’uomo insomma dimostra ancora una volta un antropocentrismo duro a morire, per cui si pensa di risolvere sbrigativamente i problemi della convivenza con gli animali selvatici con una pallottola. Se “sbaglia” un orso c’è la condanna senza appello, se sbaglia l’uomo non importa, si rimedia con un colpo di fucile all’animale.

Perciò gli orsi continuano a stare in galera, e anzi si pensa di spostarli in altre galere all’estero, forse nella speranza siano presto dimenticati con le loro pene. Ma gli orsi trentini, a differenza di quelli delle aree faunistiche estere nati in cattività e provenienti da situazioni di sofferenza e maltrattamento nei circhi, sono nati liberi e mal sopportano la presenza dei propri simili, perché in natura l’orso non è un animale sociale. Non possono quindi essere messi con altri orsi perché i rischi di aggressione sarebbero elevati. Si dovrebbe tenerli separati come già succede al Casteller.

Gli spazi disponibili nelle strutture all’estero sarebbero simili a quelli del lager del Casteller, quindi il trasferimento non offrirebbe alcun vantaggio concreto ma solo ulteriore stress e sofferenza per gli orsi trentini già detenuti in condizioni critiche che non rispettano l’etologia dell’animale, come certificato dalla ispezione dei Carabinieri del Cites nel settembre del 2020.

Per capire quanto spazio avrebbero gli orsi nelle strutture estere basta fare un semplice calcolo, sia pure approssimativo, ovvero dividere la superficie complessiva per il numero di orsi ospitati, ottenendo così lo spazio pro capite.

Con Google Earth ciascuno può calcolare facilmente l’area del Casteller, che misura appena 0,7 ettari, da dividere per tre orsi, quindi 0,23 a testa. Per il Parco di Belitsa di Bulgaria, che ha una superficie di 12 ettari per 26 orsi, lo spazio pro capite è di 0,46 ettari. Per il Parco di Zarnesti in Romania, 69 ettari di superficie con circa 100 orsi, lo spazio pro capite è di 0,69.

Spostare gli orsi da una galera all’altra perciò non può essere una soluzione accettabile. Il recente rapporto di ISPRA (gennaio 2021) ha espresso critiche alle evidenti negligenze della Provincia: tra le principali, l’insufficiente informazione alla popolazione e, soprattutto, una carente gestione dei rifiuti con cassonetti antiorso che è il problema numero 1 per evitare di rendere gli orsi confidenti.

 

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Alessandro Ghezzer

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I render 3D del bunker di cemento del Casteller in allegato sono di Alessandro Ghezzer e Valeria Ripa