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AGEDO – ANPI – ARCI – ARCIGAY – FAMIGLIE ARCOBALENO – UDU TRENTO – LAICI PER I DIRITTI CIVILI – NON UNA DI MENO * MORTE CLOE BIANCO: « MANIFESTAZIONE AL PALAZZO PAT (29/6 ORE 17.00) »

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21.02 - mercoledì 22 giugno 2022

AGEDO del Trentino – Anpi del Trentino – ARCI del Trentino – ARCIGAY del Trentino – Famiglie Arcobaleno – UDU Trento – Laici trentini per i diritti civili – Non una di meno Trento.

La morte di Cloe Bianco, professoressa veneta di Fisica, ci ha scosso nel profondo. Le dichiarazioni dell’assessora all’istruzione – Formazione – Lavoro – Pari opportunità della Regione Veneto Elena Donazzan, che portarono alla sospensione della professoressa dall’insegnamento e quelle che, oggi, profanano, con grande mancanza di rispetto, la memoria di una donna che si è tolta la vita per i colpi di istituzioni pubbliche transfobiche, ci toccano e ci indignano.

Ci chiediamo se sia accettabile che nessuno nel governo provinciale abbia preso le distanze dall’assessora Donazzan. Abbiamo più volte avuto modo di sentire e leggere affermazioni omo-bi-lesbo-transfobiche da parte di esponenti del centrodestra trentino. Ne è una dimostrazione plastica l’iniziativa di legge che vede come primo firmatario il consigliere provinciale del Trentino Claudio Cia per la modifica dell’assetto scolastico, dove si vorrebbe vietare qualsiasi iniziativa di educazione sentimentale, affettiva e sessuale agitando lo spauracchio dell’ideologia gender.

Questa omo-lesbo-bi-transfobia istituzionalizzata porta con sé la stessa matrice culturale che ha portato alla morte di Cloe Bianco. Troppo spesso leggiamo di persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ che si tolgono la vita, troppo spesso veniamo a sapere di episodi gravi di discriminazione ai danni di persone queer e sempre vediamo le istituzioni provinciali che non fanno nulla.

Per questo serve una legge come il DDL Zan, per questo è necessaria l’istituzione di un osservatorio sugli episodi di discriminazione in Trentino, per questo sono dovute le dimissioni della Donazzan, per questo pretendiamo che la giunta trentina prenda le distanze da quella veneta, per questo chiediamo l’immediato ritiro del disegno di legge del consigliere Cia.

Per tutte queste ragioni, invitiamo tutti i trentini e le trentine che hanno a cuore l’eguaglianza e la libertà di tutti e tutte, gli studenti e le studentesse universitarie e chiunque abiti questo territorio a venire con noi il 29 Giugno alle ore 17:00 davanti al palazzo della Provincia Autonoma di Trento, per chiedere di essere ricevuti e per lanciare un messaggio: il Trentino è inclusivo, il Trentino è libero, in Trentino non c’è spazio per l’odio, la sopraffazione e la discriminazione.

《L’obiettivo, non dichiarato ma evidente, del disegno di legge presentato dal consigliere Cia è quello di rendere la scuola un luogo di discriminazione. Il ddl punta a minare la libertà (e la responsabilità) delle scuole di formare cittadine e cittadini liberi e consapevoli. Ci auguriamo davvero che questa provocazione ideologica sia respinta fermamente dalle istituzioni trentine.” dichiara Shamar Droghetti, Presidente di Arcigay del Trentino》

《Come studenti e studentesse universitarie – dice Federico Amalfa coordinatore dell’UDU Trento – che vivono questo territorio, sentiamo la necessità di agire, di scendere in piazza, di dire che la visione del mondo che hanno la Donazzan e i suoi sodali non è più accettabile. Noi vogliamo un paese inclusivo, vivo, in cui chiunque sia libero di esprimere il proprio io a pieno. Vogliamo un mondo dove si possa vivere tutti assieme e non siamo più disposti ad attendere》
《il disegno di legge presentato da Fratelli d’Italia e fortemente voluto dall’associazione Provita, che, in nome della fantomatica e antiscientifica teoria gender, vuole minare l’autonomia scolastica chiedendo che si elimini ogni riferimento all’educazione all’inclusione e alle relazioni – per altro già eliminate dalla giunta leghista – ci dice forte e chiaro da che parte sta il governo provinciale. Per questo è fondamentale continuare a ribadire con forza l’importanza di politiche inclusive che portino avanti messaggi di rispetto, contro ogni forma di violenza e odio. Non lasceremo che ci trascinino nel Medioevo 》dichiara Claudia Merighi presidente dei Laici trentini per i diritti civili così Giuseppe Lo Presti, referente per il Trentino Alto Adige di Famiglie Arcobaleno.

“Abbiamo bisogno di istituzioni inclusive: questo vale quando si deposita una proposta di legge in Consiglio Provinciale, come nelle scuole. Istituzioni inclusive è qualcosa di più di non essere escludenti; non basta la non discriminazione ma significa anche compiere azioni attive per essere la casa di ognuno. Questo è il senso compiuto della democrazia e della promozione dei diritti” Andrea La Malfa, presidente Arci del Trentino

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