Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SMI Trentino interviene sulla carenza di medici nel Basso Sarca: il caso di Pietramurata e Dro. SMI Trentino, in relazione alla mancanza di medici di base nel Basso Sarca, spiega perché a Pietramurata, e ora anche a Dro, i medici se ne vanno e non si trovano sostituti.
Attualmente, il medico di Pietramurata percepisce uno stipendio netto “forfettario” di 2.000 euro, a fronte delle numerose spese necessarie per esercitare la professione. Non gli vengono riconosciuti malattia, ferie, assicurazione infortuni, attrezzatura medica e informatica, studio, abitazione, automobile e tutta la tecnologia necessaria per collegarsi con il patient summary, il fascicolo sanitario elettronico e il TREC dei pazienti. Non ha diritto alla tredicesima né al TFR e deve pagarsi un avvocato per ogni segnalazione all’URP, oltre al commercialista per la gestione della busta paga e della segretaria, su cui gravano ulteriori tasse di esercizio.
Di contro, APSS ha dichiarato pubblicamente nei giorni scorsi che i medici che concorreranno per i posti di Dro e Pietramurata – e che, nella migliore delle ipotesi, sarebbero operativi da luglio 2025 – verranno immediatamente impiegati per 38 ore settimanali nelle guardie mediche notturne e festive presso la sede di Riva del Garda, sottraendo tempo all’assistenza diurna alla popolazione di Pietramurata. Inoltre, per ogni ora lavorata a Pietramurata o a Dro, percepiranno 24,25 euro lordi, meno di quanto guadagna una badante.
SMI, sindacato di maggioranza della medicina generale in Trentino, lascia a voi immaginare quanti medici si dimetteranno nei prossimi giorni in altri comuni del Trentino e quanti, di conseguenza, non prenderanno nemmeno in considerazione l’idea di venire a Pietramurata e Dro – e neppure in Trentino. Seppelliamo mestamente il termine “attrattività”.
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SMI Trentino
