(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il turismo trentino nel corso dell‘inverno 2024/2025 vede una lieve crescita nelle presenze rispetto all’inverno precedente (+0,9%) e valori in contrazione per gli arrivi (-1,6%). Il settore alberghiero evidenzia una sostanziale stabilità nei pernottamenti (+0,3%) a fronte di una flessione del 2,6% negli arrivi, dovuta alla sola componente italiana. Andamento positivo per il settore extralberghiero. I numeri dell’ultima stagione invernale superano i già ottimi valori registrati nella scorsa stagione e si confermano il miglior risultato dell’ultimo decennio. L’Istituto di Statistica della provincia di Trento (ISPAT) presenta il bilancio finale del movimento turistico della stagione invernale 2024/2025 (da dicembre ad aprile) per il settore alberghiero ed extralberghiero.
❖ La stagione invernale 2024/2025 chiude con un bilancio positivo rispetto all’inverno 2023/2024: l’incremento generale delle presenze è dello 0,9%, mentre gli arrivi mostrano una contrazione pari all’1,6%. Nel settore alberghiero i pernottamenti rimangono stabili (+0,3%) a fronte di una flessione negli arrivi (-2,6%); entrambi valori in crescita invece per l’extralberghiero, che mostra un incremento del 2,9% negli arrivi e del 3,5% nelle presenze (tavola 1).
❖ I numeri dell’inverno 2024/2025 superano i già ottimi valori registrati la scorsa stagione e diventano il miglior risultato dell’ultimo decennio. Per provenienza, si registra una flessione dei turisti italiani, che viene più che compensata dagli ospiti stranieri (figura 1).
❖ I pernottamenti registrati nel corso dell’ultimo inverno superano i 7,7 milioni; gli italiani rimangono la provenienza principale, rappresentando il 52,7%, anche se la loro incidenza cala nel settore alberghiero (-4,1%). Rispetto all’inverno 2023/2024 le presenze degli italiani crescono leggermente nel solo settore extralberghiero mentre molto positivo è l’andamento dei turisti stranieri che evidenziano una crescita dei pernottamenti del 6%. In termini strutturali, le presenze alberghiere rappresentano l’80,5% del totale dei pernottamenti rilevati nel complesso delle strutture ricettive (tavola 1).
❖ La dinamica delle presenze osservata a livello mensile mostra valori in crescita per quasi tutto il periodo. Solamente il mese di marzo registra un calo nelle presenze del 6,6%, che si spiega in gran parte con il posizionamento della Pasqua 2024 a fine marzo (figura 2 e figura 3).
❖ Le principali regioni italiane di provenienza si confermano essere Lombardia, Lazio, Emilia- Romagna, Veneto e Toscana. Anche se in calo dell’8,1% rispetto all’inverno precedente, la Lombardia rimane la prima regione di provenienza, con più di 700 mila presenze; Lazio ed Emilia- Romagna, con circa 600 mila pernottamenti, mostrano un andamento in linea con la media provinciale. Per quanto riguarda gli stranieri, i flussi maggiori provengono da turisti polacchi, cechi, tedeschi, inglesi e belgi. Le presenze di turisti dalla Polonia confermano l’andamento crescente registrato nelle precedenti stagioni invernali (+12,7%, per un totale superiore a un milione di pernottamenti). Sopra la media anche l’incremento di turisti dalla Repubblica Ceca (+7,9%, per più di 500 mila presenze) (figura 4 e figura 5).
❖ La performance dei singoli territori è positiva in quasi tutti gli ambiti a vocazione sciistica. Buoni risultati per Val di Sole, Val di Fiemme e Val di Cembra, Val di Fassa, Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena, Giudicarie centrali e Valle del Chiese, che nel complesso totalizzano un volume di presenze pari al 61,8% del totale dei pernottamenti invernali. In flessione invece gli ambiti di Altopiano della Paganella, Piana della Rotaliana e San Lorenzo Dorsino e di San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi (figura 6).
❖ Il numero di posti letto alberghieri disponibili è stato pari a 88.323. Il tasso di occupazione netto1 complessivo dei posti letto è pari al 65,2% e risulta migliore negli alberghi a quattro stelle (79,2%). La permanenza media provinciale si attesta sulle 4,1 notti (tavola 2).
❖ Il movimento turistico fa segnare variazioni positive negli alberghi a una e due stelle e nelle categorie con almeno quattro stelle; in flessione i pernottamenti negli alberghi a tre stelle e tre stelle superior. Le presenze registrate nelle strutture a tre stelle rappresentano il 43,2% del movimento turistico alberghiero invernale (tavola 2).
❖ I risultati per il settore extralberghiero, che pesa per il 19,5% sulle presenze complessive, sono positivi: gli arrivi mostrano infatti un aumento del 2,9% e le presenze del 3,5%. Nelle tipologie affittacamere, case e appartamenti per vacanze (Cav) e bed and breakfast (B&B), che costituiscono il 60,4% del movimento extralberghiero, i pernottamenti crescono del 4,5%. In flessione invece gli arrivi (-0,6%) e le presenze (-2,4%) nei campeggi, agritur ed esercizi rurali (tavola 2).
❖ Il movimento turistico negli alloggi privati aggiunge ai dati presentati 102.770 arrivi e 576.289 presenze suddivisi quasi similmente tra italiani e stranieri2 .
❖ Proseguono performance molto positive nel numero dei passaggi registrati negli impianti a fune della provincia, con un aumento del 5,7% rispetto all’inverno precedente (tavola 3).
