(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Siamo sinceramente alla tragicommedia: l’assessore alla salute che dichiara alla stampa di non saper nulla del fatto che il suo braccio destro tra un mese e mezzo lo lascerà in “braghe di tela”.
Cari cittadini e cittadine, il vertice amministrativo della sanità trentina, scelto dall’assessore e presentato come lo snodo per la riforma e rilancio della sanità trentina (dalle riforme annunciate alla questione liste d’attesa al nodo del personale) dopo neanche 10 mesi se ne va serenamente altrove. E i segnali c’erano già stati nelle settimane scorse quando trapelava la notizia che il dirigente stava partecipando a concorsi in altre regioni, aspetto curioso e contraddittorio per una figura che aveva assunto da meno di un anno un ruolo così importante e sfidante.
Non si può che rimanere preoccupati non solo di fronte alle dichiarazioni dell’assessore e quindi l’ammissione di un rapporto fiduciario piuttosto fragile, ma anche di fronte al fatto che una carica di vertice possa permettersi di lasciare il proprio mandato con un mese e mezzo di preavviso meno di un collaboratore amministrativo.
Con buona pace delle conseguenze sul sistema. Poi sorgono le domande; ad esempio se questa fuga è solo frutto del percorso di carriera personale o conseguenza dell’impossibilità di esprimere fino in fondo le scelte che si dovrebbero fare nella sanità trentina, con sullo sfondo uno scontro con i vertici dell’azienda che in più di una stanza in questi mesi veniva raccontato.
Infine la constatazione che ad un anno e mezzo dall’inizio della legislatura tra fughe di vertici, di personale, bandi stoppati e assenze di scelte forti la sanità continua nella sua situazione di grande difficoltà. Difficoltà che i Trentini provano tutti i giorni nell’accesso ai servizi fondamentali.
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Il capogruppo consiliare provinciale – Alessio Manica
Il segretario Pd del Trentino – Alessandro Dal Ri
