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COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * PUP: « SVINCOLO DI AREA PRIVATA DI 53.000 METRI QUADRATI A SPINI DI GARDOLO, DOVE STA L’INTERESSE PUBBLICO? »

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15.00 - venerdì 27 maggio 2022

Con delibera n. 852 del 13 maggio 2022 la Giunta provinciale di Trento ha deciso di autorizzare, ai sensi dell’art. 33, comma 9 delle norme di attuazione del PUP, lo svincolo dell’area produttiva del settore secondario di livello provinciale di riserva sita nel Comune di Trento in località Spini di Gardolo, via Monaco e via Beccaria, in C.C. Gardolo, limitatamente ai due lotti individuati nell’allegato della stessa.

Ciò è avvenuto dopo che – con nota di data 16 luglio 2021 – la società Mak Costruzioni s.r.l. di Lavis aveva presentato richiesta al Presidente della Provincia evidenziando l’opportunità di attivazione della procedura di svincolo disciplinata dalle norme di attuazione del PUP in presenza di potenziali investimenti produttivi e quindi di un rilevante interesse pubblico.

A seguito di opportuna richiesta effettuata dal Dipartimento Territorio e Trasporti, ambiente, energia e cooperazione, il proponente ha trasmesso una nota informando la Provincia che – per quanto riguarda la zona produttiva in parola – erano presenti le seguenti richieste:

– nr. 5 proposte di acquisizione immobiliare;

– una proposta di acquisizione da parte della società Karl Mayer Rotal srl con sede in Mezzolombardo riguardante l’acquisto di un lotto produttivo di circa 21.500 mq;

– una proposta di acquisizione da parte della società Hoermann Italia srl con sede in Assago (MI) e unità operativa a Lavis riguardante l’acquisto di un lotto produttivo di circa 31.190 mq.

Nel febbraio 2022, il Dipartimento Territorio e Trasporti, ambiente e cooperazione della Provincia di Trento ha inviato la documentazione al Dipartimento Sviluppo Economico Ricerca e Lavoro “ai fini di un’analisi di competenza”. Va infatti ricordato che, ai sensi delle norme di attuazione del PUP (Allegato B della l.p. 5/2008): “L’utilizzo delle aree di riserva è autorizzato con delibera della Giunta provinciale quando la possibilità di insediamento nelle altre aree sono ridotte”. A seguito di tale richiesta si è provveduto a redigere uno studio dal titolo “Analisi disponibilità aree produttive – Relazione ai sensi dell’art. 33 comma 9 L.P. 5/2008)”. Detto studio precisa che il territorio sottoposto ad analisi, vista la provenienza delle aziende interessate ad insediarsi, è stato esteso, oltre che all’area di Trento nord, anche alle zone di Lavis, Mezzolombardo, Mezzocorona e Roveré della Luna. In quanto non usufruibili dalle aziende interessate all’insediamento, sono state escluse tutte le aree produttive difficilmente raggiungibili e/o di limitata estensione e le aree site nel comune di Lavis situate ad est dell’ex statale del Brennero che, pur essendo classificate come produttive, data la loro collocazione poco si adattano ad essere utilizzate come tali.

In una parte successiva dello studio si riporta come conclusione che, da un punto di vista strettamente numerico, non vi sia una grande disponibilità di nuove aree idonee alla localizzazione di insediamenti produttivi, o meglio come vi sia una certa disponibilità di terreni di media o piccola dimensione, con estensione inferiore o pari all’ettaro e mezzo, mentre vi è carenza di lotti unitari di grandi dimensioni, pari o superiori ai due ettari, atti a soddisfare le esigenze prospettate dalle aziende citate nella richiesta.

L’analisi mette inoltre in evidenza come possano teoricamente essere individuate tre zone di dimensioni idonee, tutte però già di proprietà di aziende, nell’area di Gardolo, nell’area di Lavis e nell’area di Mezzolombardo in corso di urbanizzazione. In quest’ultimo caso la suddivisione prevista dal Piano Attuativo riduce le dimensioni del lotto massimo disponibile rendendolo di fatto inidoneo per l’azienda già insediata a Mezzolombardo.

Si sottolinea altresì come le altre due aree individuate siano caratterizzate dalla presenza di linee elettriche ad alta tensione che ne limitano la capacità edificatoria, sia per l’effettivo ostacolo dato dai cavi e dai sostegni, che per la relativa fascia di rispetto dovuta dal campo magnetico generato dalle linee stesse. Non risultando sufficiente una mera dichiarazione di carenza di nuove aree edificabili e in assenza di una precisa e circostanziata domanda edificatoria è stato richiesto al proponente di dimostrare l’effettivo e ragionevolmente certo utilizzo immediato o in tempi brevi dell’area.

Sulla base di quanto sopraesposto, lo studio specifica che l’attivazione delle zone di riserva nell’area interessata dalla richiesta, data l’esistenza all’interno della stessa di diversi lotti di medio-piccola dimensione, si giustifica esclusivamente con l’individuazione di lotti di grandi dimensioni (superiori ai due ettari), utilizzati in maniera unitaria, escludendo in maniera netta e precisa la possibilità di una parcellizzazione dell’area.

Lo studio ricorda altresì come analoga richiesta fosse stata già presentata nel 2015 e che l’allora Dipartimento Sviluppo economico e lavoro aveva espresso parere negativo in considerazione che “nel caso in esame, tenuto conto delle informazioni acquisite in rapporto alle norme di attuazione del PUP e alla nuova legge urbanistica provinciale che ha tra gli obiettivi principali la riduzione del consumo di suolo, non si ritiene opportuno dare seguito allo svincolo richiesto in quanto la superficie dell’area di progetto ancora fruibile in zona è sufficiente per soddisfare le necessità di entrambe le aziende menzionate nell’istanza”.

Ciò nonostante, lo studio si conclude ribadendo che l’area di cui è stato richiesto lo svincolo rappresenta l’unica nel fondovalle atesino a nord di Trento, dotata delle caratteristiche d’idoneità per gli insediamenti produttivi proposti quanto a dimensione dei lotti, concreta possibilità di utilizzo e disponibilità effettiva, ritenendo di poter autorizzare lo svincolo.

In conclusione, la delibera ricorda che – ai sensi dell’art. 33 delle norme di attuazione del PUP – alle aree svincolate si applichino le disposizioni concernenti le aree di progetto. Ciò significa che l’utilizzo di tali aree è subordinato all’approvazione da parte dei Comuni di un piano attuativo che determini “la distribuzione delle infrastrutture e degli impianti tecnologici relativi, gli accessi e la viabilità interna, l’ubicazione dei servizi e delle attrezzature generali, i caratteri fondamentali delle maglie dei lotti funzionali, delle tipologie edilizie delle sistemazioni esterne”.

Spetterà quindi al Comune di Trento decidere il destino delle aree interessate.

Auspico che l’Amministrazione comunale del Capoluogo della nostra Provincia intervenga per fermare quest’operazione che – dopo il sacrificio di oltre 25 ettari di campagna per la realizzazione della Trentino Music Arena (con un consumo di prezioso suolo agricolo e l’erosione dell’ultimo frammento di campagne che separa Trento da Mattarello) – pare destinata più a soddisfare gli interessi di qualche privato che al raggiungimento di un “rilevante interesse pubblico”.

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Tutto ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia autonoma di Trento per sapere:

a che titolo la società Mak Costruzioni s.r.l. con sede in Lavis abbia presentato la richiesta al Presidente della Provincia di Trento relativamente all’attivazione della procedura per lo svincolo della zona per impianti produttivi sita nel Comune di Trento in località Spini di Gardolo, Via Monaco e Via Beccaria;

da chi era stata presentata la richiesta relativa all’attivazione di analoga procedura nel 2015 che con nota prot. nr. 233935 di data 4 maggio 2016 del Dipartimento Sviluppo Economico e lavoro ha ricevuto parere negativo;

premesso che la delibera n. 852/2022 fa riferimento a “nr. 5 proposte di acquisizione immobiliare”, da chi siano state presentate;

posto che la delibera della Giunta provinciale dà notizia solamente della proprietà di parte dell’area di riserva, a chi appartengono i terreni compresi all’interno dei lotti A e B individuati dalla planimetria dell’Allegato A) della delibera n. 852/2022;

verificato che lo studio dal titolo “Analisi disponibilità aree produttive – Relazione ai sensi dell’art. 33 comma 9 L.P. 5/2008)” pare far riferimento solamente a cinque macro-aree ben individuate (Trento nord, Lavis, Mezzolombardo, Mezzocorona e Roveré della Luna), quali siano stati i criteri utilizzati per definire tali zone quali oggetto di studio;

quali siano i requisiti alla base della definizione di “rilevante interesse pubblico”, posti alla base dell’opportunità di attivazione della procedura di svincolo disciplinata dalle norme di attuazione del PUP ed in che modo la proposta effettuata abbia soddisfatto tali criteri;

visto l’importante consumo di suolo che si verificherà a seguito della realizzazione degli interventi sui lotti A e B e considerato che la società Karl Mayer Rotal srl risulta già insediata a Mezzolombardo, mentre la società Hoermann Italia srl dispone di un’unità operativa a Lavis, se la Provincia abbia richiesto la predisposizione da parte del proponente di un piano costi/benefici in termini ambientali (consumo di suolo, impatto sulla biodiversità, cementificazione ecc.) e sociali/economici (creazione di nuovi posti di lavoro ecc.). In caso di risposta affermativa, si richiede di poter ottenere copia di tale documento;

quale sarà la destinazione, una volta portato a termine il trasferimento delle due aziende nella zona interessata, degli immobili utilizzati dalle stesse siti in Mezzolombardo e Lavis;

considerato che sono state richieste al proponente rassicurazioni sull’effettivo e ragionevolmente certo utilizzo immediato o in tempi brevi dell’area, quali sono le tempistiche riguardanti la realizzazione degli edifici produttivi e l’utilizzo dei lotti;

valutata la presenza, nell’area attigua a quella interessata dal provvedimento della Giunta provinciale, della Casa circondariale di Spini di Gardolo, se siano stati considerati eventuali disagi derivanti dalla presenza di due nuovi edifici produttivi, sia in termini d’impatto sulla viabilità, che in vista di un eventuale ampliamento della struttura.

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Cons. Lucia Coppola

Consigliera provinciale/regionale-Gruppo Misto/Europa Verde

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