(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Alcuni giorni fa, in Lessinia, è stato abbattuto il primo lupo dall’entrata in vigore del decreto provinciale firmato il 4 settembre scorso che aveva autorizzato l’uccisione di due esemplari del branco lessinico, dopo alcune predazioni di bovini nella zona di Malga Boldera, nel comune di Ala. L’abbattimento è stato eseguito dopo il parere positivo dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
Tale misura è stata motivata con la necessità di prevenire danni agli allevamenti locali, in quanto l’animale era ritenuto responsabile di episodi di predazione.
Le associazioni ambientaliste e animaliste hanno espresso unanimemente profonda condanna e preoccupazione per l’accaduto, ritenendolo un grave passo indietro nella gestione della fauna selvatica. La scienza non ha mai confermato che l’abbattimento di singoli esemplari riduca di fatto i danni al bestiame. Prima di ricorrere a misure estreme dovrebbero essere attuate tutte le azioni preventive possibili, come le recinzioni elettrificate, i cani da guardiania, i sistemi di dissuasione, nonché essere garantiti indennizzi rapidi ed equi agli allevatori. Si ricorda che il lupo è una specie rigorosamente protetta in Italia e la Direttiva Habitat ammette l’abbattimento solo come extrema ratio, a condizione che non esistano alternative praticabili. Ritengo che la convivenza sia possibile, ma bisogna approfondire la conoscenza, mettere in pratica tutti gli interventi di prevenzione possibili e soprattutto è necessaria la volontà politica che in questo momento non c’è.
Si interroga il Presidente della Provincia per sapere:
quali siano le motivazioni tecniche e scientifiche poste alla base della decisione di autorizzare l’abbattimento del lupo in Lessinia;
se siano state valutate e attuate tutte le misure preventive alternative disponibili prima di procedere con una scelta tanto drastica;
in che modo la Provincia intenda garantire il rispetto della Direttiva Habitat, che prevede l’abbattimento solo come extrema ratio;
quali azioni la Giunta intenda intraprendere per promuovere un modello di gestione della fauna selvatica fondato su prevenzione, convivenza e tutela della biodiversità, in linea con le indicazioni della comunità scientifica e delle associazioni ambientaliste;
se non ritenga opportuno attivare strumenti di sostegno concreto agli allevatori (recinzioni, cani da guardiania, supporto tecnico e indennizzi rapidi), al fine di ridurre i conflitti senza ricorrere a interventi letali.
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Cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra
