(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nel novembre 2021 avevo interrogato il Presidente della Provincia di Trento in merito agli impegni finanziari presi per la riqualificazione della pista da bob a Cortina in vista delle Olimpiadi invernali 2026. Non ho ricevuto nessuna risposta.
La nuova pista sarà pronta nel 2025: parliamo di un’opera dai costi esorbitanti, circa 120 milioni di euro. Un milione circa di euro all’anno di spese di manutenzione per una pista che, a fine Olimpiade, verrà usata poco considerato che questo sport è praticato da un numero esiguo di atleti e appassionati.
Si sta procedendo a una nuova devastazione ambientale (l’abbattimento di circa 600 larici nei pressi di Cortina, in un contesto, quello delle Dolomiti, che ha già 1.200 km di piste da sci) – mentre dovrebbe essere prioritaria la difesa delle Dolomiti che sono patrimonio Unesco, dunque universale – e enorme spreco di risorse.
Nel marzo 2019 è stata firmata una “lettera di intenti” dal Presidente della Regione Veneto Zaia, dal Sindaco Ghedina per Cortina, dal Presidente della Provincia di Bolzano Kompatscher e dal presidente della Provincia di Trento Fugatti. Le Parti si sono impegnate a sottoscrivere un accordo di durata pluriennale (dal 2027 al 2046) con cui regolare i rispettivi obblighi, anche di natura economica, nella gestione post olimpica dell’impianto, al fine di:
far divenire l’impianto un impianto di riferimento europeo per le Federazioni Nazionali che non dispongono di piste proprie per le attività di allenamento pre-competizioni e durante le pause delle competizioni stesse;
garantire una piena accessibilità dell’impianto per rafforzare e diffondere ulteriormente la pratica degli sport del bob e dello slittino, quali attività sportive tradizionali del territorio dell’area dolomitica;
garantire una programmazione congiunta relativa alla realizzazione dell’opera mediante la predisposizione di un piano economico finanziario che preveda sia il ricorso a strumenti di finanziamento pubblico per interventi infrastrutturali strategici, sia il ricorso a investimenti privati (…);
garantire la copertura di un eventuale deficit nella gestione economica dell’impianto stesso.
Con questa firma la Provincia di Trento si è impegnata farsi carico fino al 2046 sia della gestione dell’impianto dopo le Olimpiadi, che alla copertura dei deficit della pista di bob di Cortina contestato da tutte le associazioni alpinistiche e ambientaliste delle Dolomiti.
Tutto ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia autonoma di Trento per sapere:
quali sono le ragioni che hanno indotto a firmare la lettera di intenti del marzo 2019 e quali valutazioni sulle ricadute positive sul territorio trentino sono state fatte;
se è stata fatta una valutazione su quanto ammonterà finanziariamente il contributo della Provincia di Trento per le spese richieste dalla gestione della pista da bob;
dove si pensa di reperire le risorse finanziarie per la copertura tenuto anche conto delle emergenze sociali ed economiche che affliggono la nostra provincia e la necessità di razionalizzare le spese evitando sprechi;
se non creda che il peggioramento della situazione economico- finanziaria italiana e trentina, e quella delle famiglie e dei singoli renda indispensabile sottrarsi a questo interessato abbraccio istituzionale, portato avanti ostinatamente, con grande superficialità e responsabilità, quando era possibile ripristinare a costi infinitamente minori la pista da bob in Piemonte, abbandonando così queste faraoniche imprese, del tutto insostenibili sia dal punto di vista ambientale che finanziario.
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Cons. Lucia Coppola
Alleanza Verdi e Sinistra
