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CONSIGLIO PAT * SESTA COMMISSIONE: «PNRR IN TRENTINO, FOCUS SULLO STATO DI ATTUAZIONE»

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18.25 - martedì 27 maggio 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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In Sesta Commissione permanente. PNRR in Trentino: focus sullo stato di attuazione. Presentato anche lo studio sulla valutazione di impatto e le reali ricadute sul territorio. ​​​​​​​​​Qual è lo stato di stato di attuazione del PNRR in Trentino? In che misura gli obiettivi del PNRR stanno impattando nello sviluppo territoriale? E quanto gli investimenti del PNRR avranno capacità di prosecuzione quando i fondi a disposizione saranno finiti? Di questo si è parlato oggi in Sesta Commissione permanente, presieduta da Walter Kaswalder. Ad intervenire: Nicoletta Clauser, dirigente generale di unità di missione strategica Umst pianificazione, europa e pnrr; Adi Tovazzi, direttrice Ufficio PNRR; Enrico Zaninotto, docente del Dipartimento di Economia e Management UniTN.

​Lo stato di attuazione del PNRR – Nicoletta Clauser, dirigente generale di unità di missione strategica Umst pianificazione, europa e pnrr ha ricordato i tre obiettivi chiave del PNRR: affrontare le debolezze strutturali dell’economia, riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, raggiungere una maggiore sostenibilità ambientale. “Questo è un piano di performance – ha detto Clauser – . Il piano è impostato con obiettivi intermedi da raggiungere per arrivare al traguardo finale. Abbiamo impegni puntali da rispettare e scadenze semestrali”. Da spendere ci sono 194, 4 miliardi a cui lo Stato Italiano ha aggiunto altri 30 miliardi. In Trentino ci sono da spendere 1, 38 miliardi distribuiti per missioni. A illustrare nei dettagli le missioni è stata Adi Tovazzi, direttrice Ufficio PNRR. Le sei missioni principali del PNRR sono: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; coesione e inclusione; salute.

​La valutazione di impatto del PNRR – In merito alle risorse da spendere, moltissime misure sono attuate dai Comuni. Particolarità tutta trentina si sta lavorando alla valutazione di impatto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alla reale attuazione delle sue misure (vedi slide allegate). “Il PNRR ha degli obiettivi – ha spiegato Enrico Zaninotto, docente del Dipartimento di Economia e Management UniTN – ma non descrive l’impatto di ricaduta, non ci dice la capacità di prosecuzione degli obiettivi”. All’avvio del PNRR la Provincia Autonoma di Trento, insieme a Ispat e Unitn, ha deciso di misurare l’impatto del Piano. “Per farlo occorre avere chiari gli obiettivi di valore pubblico, se no c’è un problema di valutazione – ha proseguito Zaninotto – A oggi non abbiamo valutazioni conclusive, il PNRR è in corso, stiamo costruendo la macchina e raccogliendo i dati”. Tre gli ambiti di azione: turismo, digitalizzazione delle imprese, politiche attive del lavoro. In generale, Zaninotto ha rilevato come la maggior parte degli investimenti riguarda beni materiali. “Ancora una volta – ha poi aggiunto – sono le imprese più capaci, più grandi e con più redditività ad accedere alle risorse del PNRR. Nella valutazione di impatto, un dato interessante è l’effetto positivo sull’occupazione: la digitalizzazione non riduce il lavoro ma è un investimento complementare. Da capire quale sarà l’effetto sulle aziende non trattate”.

Parolari e Valduga – “La valutazione di impatto necessita di attenzione. E, soprattutto, se il Trentino lo vogliamo modificare davvero, serve fare attenzione ai progetti che si vanno a finanziare”. I quesiti dei membri della commissione si sono concentratati sulle ricadute territoriali. La consigliera Francesca Parolari (PD) si è soffermata sulle ricadute delle azioni che riguardano la scuola, lo sviluppo sociale e gli investimenti sul medio e lungo periodo “quando le risorse saranno finite. Ci si attende dal Pnrr una ricaduta strutturale di capacità e approccio ai problemi”. Nel suo intervento il consigliere Francesco Valduga (Campobase) ha apprezzato l’idea della valutazione dell’impatto del PNRR aggiungendo come il Piano risulta essere “croce e delizia”.

“Il PNRR ci porta a fare investimenti, ma per farli nella tempistica dettata dal piano si rischia di scegliere progetti che forse non sono da PNRR. Non giudico e non mi sottraggo – ha aggiunto – Lo dico anche da ex sindaco. Si è seguita la fretta di produrre e penso alle mense, alle palestre, alle case di comunità, se vogliamo consegnare un territorio veramente modificato dobbiamo investire maggiormente su progetti che incentivano la riduzione del consumo energetico ed idrico, una migliore assistenza sanitaria e scolastica lungimirante. Non facciamo degli strumenti gli obiettivi”. Ancora, Valduga ha messo sotto esame il rapporto pubblico-privato.

“Un privato che accede ai finanziamenti del PNRR porta a casa per sé o per la comunità? – ha chiesto il consigliere – Sicuramente c’è una ricaduta e non demonizzo l’attività imprenditoriale, ma quali tutele e garanzie sono messe in atto da parte di Comuni e Provincia? La valutazione di impatto necessita di attenzione. E sopratutto se il Trentino lo vogliamo modificare davvero, serve fare attenzione ai progetti che si vanno a finanziare”. A rispondere i dirigenti provinciali, “i target del PNRR sono definiti come performance, servono per la rendicontazione, ma ciò non significa che dobbiamo limitarci a questo. Alla base deve esserci un patto di pianificazione integrata che è anche ricaduta pubblica”. Così anche Zaninotto: “la misurazione emerge anche dall’atteggiamento di fondo di un’amministrazione. Serve inserire nell’amministrazione pubblica un elemento di riflessività per capire se quello che è stato fatto è servito alla collettività”​.

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​Qui una sintesi degli approfondimenti sulle Missioni Strategiche.

LE MISSIONI STRATEGICHE TRENTINE

Sono state censite 120 linee di intervento; oltre 4700 progetti; tutti i territori del Trentino sono interessati.

Missione 1 – transizione digitale: inclusione digitale

Focus sul progetto “Bandiera” in corso di attuazione e sviluppato in quattro ambiti di intervento che vanno dall’intelligenza artificiale ai servizi digitali e migrazione Cloud. Valore del progetto 20 milioni di euro finanziati dal PNG quindi dal piano nazionale. Guardando alla Pubblica Amministrazione gli enti locali hanno avuto un’adesione quasi totale, la Provincia si è concentrata su investimenti sulla cyber sicurezza e contro gli attacchi informatici. Sono stati attivati 23 punti di facilitazione digitali tra servizi e sportelli, attraverso di persone reclutati dalla Provincia. Investimenti anche su banda ultra larga e 5G per avere scuola e sanità sempre più connesse. In ambito turistico e culturale nella tutela e valorizzazione del patrimonio sono attivi 53 progetti di cui 10 conclusi con contributi al 100%. Ancora, ci sono iniziative agevolate e opere per i borghi storici (vedi Palù del Fersina, Pieve Tesino). Ancora si investe su: accessibilità ai musei, efficienza energetica dei teatri, valorizzazione parchi e giardini, catalogazione. Caso unico in Italia: il progetto di catalogazione in 3d per il museo Caproni di Trento.

 

​Missione 2 – sostenibilità e resilienza del territorio

Si guarda all’agricoltura sostenibile. Da rilevare: il Parco Agrisolare con l’installazione di pannelli fotovoltaici; l’innovazione e la meccanizzazione del settore agricolo e alimentare che ricomprende l’ammodernamento dei frantoi, delle macchine agricole, lo sviluppo della logistica. Guardando alla mobilità sostenibile si promuove l’uso e la produzione di idrogeno. Si è investito su: 9 autobus elettrici in Provincia; 7 autobus elettrici nel comune di Trento; treni verdi e ciclabili. Quota importante della missione per ecobonus e sismabonus con 1634 progetti finanziati per oltre 382 milioni di euro. Tra i comuni maggiore finanziati Trento e Mezzana (condomini di Marilleva). Coinvolta anche Itea con 5 progetti a Mori, Rovereto e Trento; a cui si affiancano tre progetti per l’abitare a Livo, Cles e Rovereto. Due i progetti finanziati per le infrastrutture idriche, a cui si aggiungono i progetti di riduzione per le perdite idriche (acquedotti), fognature e depurazione, bonifica dei siti orfani (a Borgo e Mori).

 

​Missione 3 – bypass è uscito dal PNRR

 

​Missione 4: istruzione e ricerca

L’edilizia scolastica vale oltre 60 milioni di euro, in capo, per la maggior parte, agli enti locali. Sono stati finanziati 25 progetti che riguardano asili nido di cui anche i poli 0-6. Stiamo parlando di un investimento di 62,5 milioni a cui si aggiunge un investimento della Provincia di 20 milioni. Alla domanda della consigliera Parolari sul motivo dei 25 progetti finanziati, è stato risposto che gli interventi avevano un criterio di priorità e i 25 progetti sono stati ammessi sulla base di una graduatoria fatta a Roma. Nella missione rientrano anche progetti per mense, palestre, riqualificazione energetica e messa in sicurezza delle scuole. In attuazione progetti per la didattica digitale e integrata e per il contrasto alla dispersione scolastica. Passando alla ricerca, nel Pnrr sono previsti 165 milioni di euro di investimenti attraverso dottorati, borse di studio, finanziamenti di progetti, centri di ricerca, ecosistemi di innovazione, infrastrutture per la ricerca e l’innovazione.

 

Missione 5 – lavoro, formazione e inclusione sociale

E’ stato illustrato il programma di garanzia e occupazione dei lavoratori che ammonta a 37,5 milioni. Sono stati fatti investimenti per sostenere le aree interne, la rigenerazione urbana e lo sport. In particolare nelle valli si sostengono le farmacie rurali, luoghi di “avamposto” per esami base.

 

​Missione 6 – salute, riforma assistenza territoriale

Il target del Pnrr prevede: case di co​munità (10) , centrali operative territoriali (5), ospedali di comunità (3), interventi antisismci (5), diversi posti letto e apparecchiature sanitarie. E’ stato ​ripreso anche il fascicolo sanitario elettronico e si è investito sullo sviluppo delle competenze con borse di formazione e corsi di formazione. Attenzione anche alla telemedicina e all’assistenza domiciliare integrata. A questa missione si aggiunge il PNC ovvero il “programma di salute, ambiente, biodiversità e clima” che raccoglie anche la bonifica dell’area di​ Trento nord.​

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