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CONSIGLIO PAT * PRIMA COMMISSIONE: «FIRMA DIGITALE PER REFERENDUM ED INIZIATIVE POPOLARI, APERTO IL CONFRONTO»

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16.57 - mercoledì 1 ottobre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Firma digitale per referendum e iniziative popolari: la Prima Commissione apre il confronto. Presentata la petizione “Basta barriere” di Più Democrazia in Trentino. Minotto e Marini: «Un diritto fondamentale per migliaia di cittadini». La Commissione avvierà le audizioni

La Prima Commissione permanente del Consiglio provinciale, presieduta dal consigliere Carlo Daldoss (La Civica), si è riunita oggi, mercoledì 1 ottobre 2025, a Palazzo Trentini. Al centro dei lavori l’esame della petizione popolare n. 6/2025 sulla firma digitale per la sottoscrizione di atti di democrazia diretta, mentre è stato rinviato, su richiesta del proponente, l’esame del disegno di legge n. 60/2025 in materia di legalità.

 

La petizione popolare sulla firma digitale

Il primo punto all’ordine del giorno ha riguardato la petizione popolare n. 6/2025, intitolata “Basta barriere: firma digitale per la democrazia inclusiva”, promossa dall’associazione Più Democrazia in Trentino, rappresentata dal presidente Alex Marini e dal segretario Paolo Minotto.

La petizione, sostenuta da 1.125 firme cartacee e digitali, chiede di modificare la normativa provinciale e regionale per consentire ai cittadini di sottoscrivere referendum, iniziative popolari e liste elettorali anche con firma digitale. La richiesta si fonda anche sulla recente sentenza n. 3/2025 della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittime le norme che limitavano tale possibilità per le persone con disabilità.

Presentando la petizione, Paolo Minotto ha chiarito che la proposta non riguarda il voto elettronico ma esclusivamente la possibilità di firmare atti di democrazia diretta attraverso strumenti digitali. Ha ricordato che il caso da cui tutto è partito – quello di un cittadino con SLA impossibilitato a firmare a mano – ha mostrato come la legge, con un divieto obsoleto, possa trasformarsi essa stessa in barriera. La richiesta, ha aggiunto, non tocca pochi casi isolati ma riguarda migliaia di trentini: persone con disabilità, studenti e lavoratori fuori sede, giovani che già utilizzano quotidianamente strumenti digitali. La petizione, ha concluso, non chiede privilegi ma l’affermazione di un diritto fondamentale, introducendo un’opzione inclusiva già riconosciuta a livello nazionale.

Alex Marini, presidente di Più Democrazia in Trentino, ha inquadrato la proposta in un contesto più ampio, ricordando la decisione del Comitato ONU per i Diritti Umani che già nel 2019 aveva condannato le procedure italiane per la raccolta firme, giudicate troppo onerose, burocratiche e discriminatorie. Ha sottolineato come oggi, a livello nazionale, esista una piattaforma digitale che permette la sottoscrizione di referendum e iniziative popolari con SPID o CIE, mentre in ambito provinciale si resta vincolati alla sola carta. Ha aggiunto che proprio la raccolta cartacea si è rivelata nel tempo più esposta a frodi, mentre la firma digitale è sicura, tracciabile e stabile. Infine, ha richiamato la necessità di aprire anche in Trentino un dibattito sul tema della sovranità digitale e della protezione dei dati, in linea con le direttive europee, affinché la Provincia possa dotarsi di strumenti tecnologici propri e garantire una partecipazione realmente moderna e inclusiva.

 

Il dibattito in Commissione

Il dibattito tra i commissari ha messo in luce un’ampia condivisione sul merito della proposta, pur con la consapevolezza della necessità di approfondimenti tecnici.
Il consigliere Paolo Zanella (PD del Trentino) ha riconosciuto l’importanza della petizione, sottolineando come siano necessarie non solo piattaforme digitali, ma anche adeguate modifiche normative. Sulla stessa linea la consigliera Paola Demagri (Casa Autonomia), che ha ricordato come basti anche un solo cittadino escluso da un diritto per attivarsi a tutela della partecipazione democratica.

Il consigliere Francesco Valduga (Campobase) ha parlato della necessità di abbattere non solo barriere fisiche ma anche digitali, osservando come il tema sia trasversale e non debba essere piegato a logiche di parte. Vanessa Masè ha posto l’attenzione sulle nuove tecnologie, in particolare la possibilità di utilizzare la blockchain per facilitare l’uso di piattaforme condivise.

La consigliera Maria Bosin (PATT) ha evidenziato che si tratta di una volontà politica perchè esiste già una piattaforma nazionale per la firma digitale, mentre Mariachiara Franzoia (PD del Trentino) ha proposto di procedere con audizioni tecniche per capire come garantire la sicurezza dei dati e la protezione della privacy.
Il presidente Carlo Daldoss ha infine chiesto ai proponenti se in altre realtà italiane siano già state adottate procedure analoghe: in risposta, Marini ha citato il Comune di Roma, mentre Minotto ha segnalato il mandato della Regione Toscana per la predisposizione di una piattaforma digitale.

E’ stato inoltre ricordato che la petizione è stata depositata anche in Consiglio regionale. Il consigliere Roberto Paccher, in qualità anche di presidente dell’organo regionale, ha detto che sarà trattata dalla Prima commissione. Vanessa Masè, Stefania Segnana e Maria Bosin hanno quindi evidenziato che si potrà lavorare in sinergia, ricordando anche quanto accaduto nella passata legislatura.

Al termine del confronto, la Commissione ha deliberato di procedere con le audizioni per poter avere chiarimenti tecnici sia sulla piattaforma che si potrebbe utilizzare, sia sugli aspetti normativi.
Disegno di legge sospeso

Per poter effettuare ulteriori approfondimenti, è stato invece sospeso, su richiesta del proponente, l’esame del disegno di legge n. 60/2025, a firma del consigliere Daniele Biada (FdI), volto ad integrare la legge provinciale n. 15/2011 sulla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.
La seduta si è conclusa con l’approvazione dei verbali delle precedenti riunioni.

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