(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Assestamento, la replica di Fugatti
Il Presidente nella sua replica si è concentrato su quattro macro temi: il primo quello del Pil. I dati dell’Ispat, ha detto, sono molto più attendibili di quelli di Istat. Anche le ultime serie Istat di pochi giorni fa confermano, ha aggiunto, per il 2018 – ‘23 una dinamica del Pil migliore della media nazionale e del Nord Est recuperando anche parte del divario con l’Alto Adige. L’Istat, ha detto ancora, considera migliori quelle di Ispat perché lavora su un modello più preciso con molti più informazioni dirette.
Assestamento ricco perché i trentini hanno lavorato di più
Quindi, ha aggiunto Fugatti, le rivelazioni di Ispat sono diverse da Istat ma sono migliori perché più attente alla situazione locale. Da qui il ragionamento sulle maggiori entrate, con un assestamento che per la seconda volta arriva a quasi un miliardo quando eravamo abituati ad avanzi di 350 milioni. Un risultato, ha sottolineato, frutto delle politiche impostate nella scorsa legislatura. Le tasse non sono aumentate, anzi sono calate a livello nazionale e a livello locale l’addizionale Irpef ha lasciato nelle tasche dei trentini 24 milioni. E’ accaduto, invece, ha continuato Fugatti, che il numero degli occupati è aumentato costantemente (+ 9000 mila) e i disoccupati sono calati di 5000 unità e il fatturato delle imprese è aumentato del 28,5%. Insomma, secondo il Presidente, le entrate sono cresciute in seguito alla crescita degli occupati e per i maggiori profitti delle aziende. Insomma, ha detto ancora, i trentini hanno lavorato di più e si è creato un sistema di investimenti pubblici che lentamente sta entrando a regime.
Le opere pubbliche non sono i miracoli di Fugatti
Secondo macro tema, le opere pubbliche. Le opere pubbliche, ha commentato rispondendo a Valduga, non sono i miracoli di Fugatti e non sono ovviamente slogan. Si è parlato poco dei commissari, nominati alla fine del 21, che, a parte uno, hanno fatto partire tutti i progetti. A Ravina, pur con le difficoltà, i lavori ci sono; la variante di Spini partirà e per Pinzolo si sta lavorando. L’unico stop è quello della Valsugana perché i comuni hanno cambiato idea. I ritardi su alcune opere ci sono, ha ammesso, ma sono anche causati dal grande volume delle opere straordinarie. Se dobbiamo mettere a terra 420 milioni delle Olimpiadi, ha detto ancora il Presidente, qualcuno lo deve pur fare, e lo si sta facendo con successo. Ci sono poi le urgenze del Pnrr come quello degli acquedotti e lo si è affrontato in un anno è mezzo. Chiaro, ha affermato, che questi progetti hanno sottratto l’attenzione da altre opere che sono in ritardo ma vanno avanti. Mettere soldi sulle opere, ha risposto alle critiche della minoranza, poi è un vincolo normativo altrimenti non possono partire perché va rispettato il principio della copertura finanziaria. Ci sarà pure un ingessamento del bilancio ma è un passo indispensabile. A Tenna si sono messi i primi 100 milioni funzionali per il tracciato Novaledo – Levico e con le prossime finanziarie si copriranno tutti i 320 necessari.
Scuola a luglio, la società è cambiata
Terzo macrotema la scuola a luglio. Non è un effetto “nuvola”,ha ribattuto. I bambini, s’è detto, devono avere il diritto all’ozio, che è triste restare a scuola a luglio. Tutti d’accordo che i ragazzi debbano stare nella natura, ma la società è cambiata. Una volta c’erano famiglie ampie e comunque diverse da quelle di oggi. Insomma, la solidarietà nella gestione dei figli non c’è più. Inoltrem vent’anni fa le parrocchie funzionavano in modo diverso da oggi, quindi chi non ha i soldi per pagare Grest o campi scuola si trova in difficoltà. Un problema che va affrontato e il sistema adottato per la scuola d’infanzia ha dato risultati. Quindi, ha affermato Fugatti, il tema non è quello del cambiamento del calendario scolastico, ma abbiamo l’obbligo di provare a costruire percorsi per questi ragazzi. Il volontariato non arriva da per tutto e il nostro dovere è dare una risposta a chi rimane fuori.
Bonus terzo figlio, una misura realistica
Quarto macro tema è quello del bonus terzo figlio. Su questo, ha commentato, si è manifestato il “benaltrismo” ma ci si deve calare nella realtà e vedere cosa si può fare. Le misure per il secondo figlio costerebbero almeno il triplo e quindi bisogna essere responsabili e fare quello che si può fare. Oggi un po’ di risorse ci sono e si cerca di fare qualcosa, anche se si può sempre fare di meglio. Sul primo figlio, ha detto il Presidente, non pesano le misure finanziarie, diverso sul secondo, ma sul terzo qualche impulso positivo può esserci. Fugatti ha poi negato di aver parlato di etnia o razza. “Da parte del sottoscritto di etnico e razzista – ha detto – non c’è nulla”. E ha definito la sua politica popolare, civica e non certo razzista. “Darmi dello xenofobo è sbagliato, – ha concluso – anche perché se fosse così i trentini non mi avrebbero confermato per due volte”.
Poi i micro temi: su quello dei tempi del bilancio ha detto Fugatti la questione è tecnica e dipende dalla necessaria parifica della Corte dei Conti. Sulla scuola sono state approvate due delibere per la prima volta sui concorsi che devono essere concordati con lo Stato e sono accessibili anche ai docenti della Fp. Sulla casa Riurb investirà per la creazione di 60 mila metri cubi, 500 alloggi a canone moderato; per Rival 300 alloggi a canone svantaggiato in zone periferiche e turitiche. Su Itea qualche problema c’è ma la Giunta ha stanziato 20 milioni nel ‘24 ai quale si aggiungono ora 18 milioni per 38 alloggi a Riva e si deve accelerare la reimissione degli alloggi di risulta. Sulle misure anti spopolamento, al centro delle polemiche dell’opposizione, ci sono 300 domande. Si dice, ha commentato, sono di gente che abita già lì, ma questo è già tanto e quindi il risultato c’è stato. Sui dazi si vive alla giornata e si spera di chiudere al 10%, ma va fatta anche una riflessione sulla forza dell’euro e quindi un ragionamento sull’Europa, sui tassi di cambio e sui dazi interni. Abbiamo in casa i limiti, ha aggiunto, come si vede sulla concessione A22. Sulla sanità, ha detto inoltre, aleggia il pensiero che non funziona ma, ha aggiunto, il trentino medio che esce dalla strutture sanitarie ne esce soddisfatto e confortato. Si è già provato la scorsa legislatura a buttare la sanità in politica. Tentativo che, tra l’altro, elettoralmente non paga.
Sull’A22, ha continuato, dall’opposizione si dice che si deve andare avanti sulla soluzione in house nonostante la Corte dei conti. Un’ affermazione che contraddice le critiche sulla sentenza del Nuovo ospedale del tipo: il Presidente non rispetta il Tar. Per l’Ospedale di Cavalese le cifre in bilancio sono le stesse e c’è un discorso partecipativo con le realtà amministrative locali e se da queste dovesse nascere la necessità di un appalto pubblico si farà. Infine, Fugatti ha commentato l’affermazione di Paola Demagri secondo la quale la sua sarebbe stata una relazione da ragioniere. Affermazione, ha detto, che lo spinto a riflettere sul ruolo del Presidente e sul fatto che la caratteristica del ragioniere è quella di avere i piedi per terra per scongiurare il rischio di diventate visionari. Quindi, questo “ragioniere” il presidente lo ha preso quasi un complimento.
