(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Trento, Minoranze unite in Consiglio Comunale: No alla perdita di democrazia, sì al controllo da parte del consiglio sulle opere pubbliche”.
Nel corso della seduta del Consiglio Comunale di ieri sera, le Consigliere e i Consiglieri di minoranza hanno espresso ferma contrarietà alla proposta dell’Amministrazione di innalzare da 3 a 5 milioni di euro la soglia oltre la quale i documenti preliminari dei lavori pubblici devono essere sottoposti all’approvazione del Consiglio Comunale. È bene ricordare che la cifra di 3,9 o 5 milioni riguarda il solo importo delle opere, cui vanno aggiunti i costi per spese tecniche, imprevisti e IVA: parliamo quindi di importi ancora più elevati.
Per garantire un equilibrio tra efficienza amministrativa e controllo democratico, le minoranze hanno presentato un emendamento condiviso, fissando la soglia a 3,9 milioni di euro che è pari ad un aumento dell’inflazione del 30% rispetto al 2014. Questa proposta, in linea con l’adeguamento normativo regionale, tutela il ruolo di indirizzo e verifica del Consiglio, organo fondamentale per rappresentare i cittadini e vigilare su decisioni di grande impatto urbanistico, ambientale ed economico.
La modifica proposta nella Delibera n. 4994/2025 (“Statuto comunale. Modifiche per adeguamento normativo”) rischia di comprimere la trasparenza e di ridurre il ruolo del Consiglio, trasferendo poteri decisionali cruciali alla sola Giunta. Trasparenza, partecipazione e controllo non sono ostacoli all’azione amministrativa, ma elementi essenziali per migliorarla, garantendo che le scelte più rilevanti per la città restino oggetto di un dibattito pubblico e democratico.
Se a questa perdita di controllo aggiungiamo anche l’innalzamento della soglia da 3 a 5 milioni, il risultato è che una parte crescente degli investimenti pubblici verrà decisa dalla Giunta e dagli uffici tecnici senza un vero passaggio politico in aula. L’Amministrazione giustifica l’innalzamento della soglia con l’aumento dei costi di costruzione e l’inflazione. Tuttavia, la soglia di 5 milioni appare sproporzionata rispetto all’inflazione reale e allontana il Consiglio da decisioni strategiche, riducendo il coinvolgimento dei rappresentanti eletti dai cittadini.
“Con la nostra proposta non abbiamo voluto bloccare l’adeguamento alla normativa regionale, ma piuttosto perseguirlo in modo equilibrato e responsabile” dichiarano le Minoranze. “Accettare automaticamente la soglia massima prevista avrebbe significato rinunciare al nostro margine di autonomia. Trento può e deve scegliere una soluzione più proporzionata, nel segno del buon governo e della trasparenza.”
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Gruppo Giorgia Meloni Fratelli d’Italia – Gruppo Onda
Gruppo Generazione Trento – Gruppo Lega Salvini Premier
Gruppo Forza Italia Berlusconi – PresidenteGruppo Prima Trento!
