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L'INTERVISTA

INTERVISTA “OPINIONE” A SIMONE MARCHIORI – SEGRETARIO POLITICO PATT * FOCUS SU: « CONGRESSO PARTITO DEL 3 APRILE / RAPPORTO CON FDI / RIMPASTO GIUNTA PAT / VOTO A GIUNTA PROVINCIALE E COMUNALE TRENTO »

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11.09 - venerdì 25 marzo 2022

Di Luca Franceschi

 

1) CONGRESSO PATT

Domenica 3 aprile, a Pergine Valsugana (sala congressi Sant’Orsola) il Partito autonomista trentino tirolese andrà a congresso. Lei è segretario politico da aprile 2019 ed è ancora candidato. E il suo risulta essere l’unico nome in lizza. Perché questa scelta da parte della base del partito?

Ovviamente non ho una risposta per questa domanda, ma posso dire il motivo che mi ha spinto a ripresentarmi e la mia interpretazione del fatto che non siano pervenute altre candidature. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un blocco pressoché totale dell’attività partitica, specie per un partito territoriale come il nostro che non vive della luce riflessa dei leader nazionali e delle apparizioni televisive.

Il mandato da Segretario che si sta concludendo in questi giorni, quindi, è stato in gran parte limitato da questo tipo di difficoltà ed è per questo che mi sono rimesso in gioco con ancora più entusiasmo del 2019, per riuscire a portare a termine quanto ci eravamo prefissati prima della pandemia. Ovviamente nel frattempo si sono resi necessari degli aggiustamenti di linea, ma mi onora il fatto che la base abbia accolto positivamente la mia ricandidatura tanto da non avanzare nessun altro nome come candidato alla Segreteria. Penso, inoltre, che sia prevalso un sentimento di unità dovuto anche alla consapevolezza che il PATT ha le carte in regola per essere protagonista purché sia in grado di remare tutto in un’unica direzione.

 

 

2) DESTRA/SINISTRA

Il Patt negli anni spesso ha sostenuto vari tipi di Governo provinciale in Trentino: potrebbe prossimamente entrare in Giunta, con un rimpasto previsto da Fugatti e leader della coalizione di centrodestra? Il consigliere Ossanna già è in Giunta regionale…

Per prima cosa l’ingresso in Giunta regionale del PATT è avvenuto in un momento in cui vi era la necessità di riavvicinare Trento e Bolzano, nell’interesse reciproco di rafforzare l’Autonomia di fronte a partite importanti come quelle che, in quel momento, erano sul tappeto (si pensi ad esempio alla questione del rinnovo della concessione A22). In quest’ottica noi autonomisti, che già eravamo in maggioranza regionale, abbiamo lanciato alcune priorità programmatiche e sulla base di quelle abbiamo accettato di entrare nell’esecutivo regionale.

La legislatura provinciale, invece, si concluderà come è iniziata: una maggioranza c’è ed ha i numeri per andare avanti e il PATT non fa parte di essa. Per quanto riguarda il 2023, sono dell’idea che sia nell’interesse primario dei trentini mettere in campo il miglior governo possibile per il Trentino e questo va costruito prima di tutto sui temi, ma anche con progetti e schemi diversi da quelli attuali. Il PATT si sta muovendo in questa direzione.

 

 

3) FDI

Il Commissario trentino di FdI, il consigliere Urzì, non si è detto contrario ad un allargamento della coalizione di Governo grazie al suo partito autonomista. Ma lei ha rigettato l’ipotesi di creare una partnership politica con Fratelli d’Italia: perché questa chiusura totale con il primo partito italiano secondo i sondaggi nazionali?

Riguardo ai rapporti con FDI mi sono espresso molteplici volte, forte del sostegno e della condivisione dell’intero Partito Autonomista. Noi non ci nascondiamo dal confronto ma esistono dei confini, in politica, che non possono essere superati come nulla fosse. Su temi come l’Autonomia e i rapporti con Roma, senza trascurare la visione sull’Europa, noi e FDI siamo agli antipodi. E’ un dato di fatto.

Un’alleanza di governo dovrebbe basarsi sulla condivisione delle principali linee di indirizzo e su una visione di futuro omogenea. Mancano questi elementi? Mancano i presupposti per un’alleanza e, dato che noi riteniamo di dover essere onesti e trasparenti con i nostri elettori, senza accordi e inciuci dell’ultima ora votati solamente alle rendite di potere, manteniamo la nostra posizione di chiusura nei confronti di FDI.

 

 

4) EMERGENZE SOCIALI ED ECONOMICHE
Segretario Marchiori, quali reputa possano essere le principali proposte politiche del Patt per fronteggiare le attuali emergenze che il Trentino sta affrontando? E quindi: Covid, difficoltà di trovare lavoratori nel turismo in agricoltura e nei servizi, conseguenze anche energetiche del conflitto in Ucraina?

Stiamo parlando di temi globali per i quali la nostra Autonomia non sempre può avere gli strumenti per mettere in campo soluzioni definitive. La prima cosa da fare, tuttavia, è cercare di non perdersi in inutili divisioni di campo. Servono idee e proposte, indipendentemente da dove esse arrivano. Ma troppo spesso si è vittime delle promesse fatte o delle contrapposizioni politiche.

Per fortuna l’emergenza sanitaria sembra dare un po’ di tregua ma quando, ad esempio, era emersa la questione dei numeri falsati dei contagiati, era necessario fare chiarezza subito anche purché il conto, salato, in termini di contagiati e vite umane, nonché di affari saltati per le limitazioni, l’abbiamo dovuto pagare comunque.

Stessa cosa sul caro di carburanti e gas naturale: certamente l’intervento più sostanzioso deve essere fatto da Roma, ma non possiamo limitarci a dire “attendiamo di vedere cosa farà il Governo nazionale”. Come Provincia autonoma possiamo muovere qualche leva? Abbiamo degli strumenti da utilizzare per dare sollievo alle famiglie? Se sì mettiamoli in campo subito.

Per non parlare dei lavoratori stranieri: si è giocata una campagna elettorale sugli immigrati. Salvo poi trovarsi a dover andare a cercare manodopera per turismo e agricoltura purché, nel frattempo, il mondo era cambiato. Ovvio che la propaganda contro gli immigrati andava a solleticare la pancia delle persone relativamente a un problema diffuso. Ma sono state trovate soluzioni concrete?

 

 

5) VOTO GIUNTA PAT
Quali aspetti decisionali avete apprezzato -come Patt- in questi anni di Giunta Pat e quali non avete condiviso?

In genere non mi piace dare pagelle e giudizi sul lavoro degli altri: anche la maggioranza di centrodestra ha saputo in alcuni casi mettere in campo proposte giuste, in altri, invece, sbagliate. Quello che mi preme evidenziare, invece, è che troppo spesso abbiamo assistito a delle misure improvvisate o dettate più dalla necessità di soddisfare una richiesta singola piuttosto che frutto di una visione più ampia.

E’ mancato, forse, il progetto complessivo che guidasse l’azione della Giunta ed è ovvio che in questo modo si rischia di prendere cantonate lungo il percorso.
Ecco purché, a nostro modo di vedere, il 2023 deve segnare un cambio di passo. L’Autonomia, che bisogna ripeterlo non è un concetto astratto ma servizi e vicinanza ai bisogni delle persone, è come una barca che deve avere un orizzonte verso cui muoversi. Se si da un colpo di remi da una parte e uno dall’altra nella migliore delle ipotesi resterà ferma, nella peggiore girerà su se stessa (con il rischio di rovesciarsi). Lo sforzo deve essere questo: non perdere energie a distruggere ciò che è stato prima, ma concentrarsi a costruire il domani.

 

 

6) COMUNE TRENTO
Quale è il bilancio che il Patt può realizzare della gestione del Sindaco Ianeselli nella Giunta comunale di cui voi fate parte? Vi sono progetti del partito autonomista che ancora non trovano condivisione a Palazzo Geremia?

Il PATT nel capoluogo ha contribuito in maniera significativa a far nascere un progetto serio e credibile per la città e di questo ne hanno dato prova sia gli elettori che hanno eletto Ianeselli sindaco già al primo turno, sia il primo cittadino stesso che ha affidato a Roberto Stanchina il ruolo di vicesindaco con deleghe di peso come i lavori pubblici. Ovvio che tutto ciò non basta e l’impegno del nostro gruppo consiliare è costante per dare risposte ai bisogni della cittadinanza.

Ma siamo soddisfatti, ad esempio, che si cominci a parlare in maniera sempre più concreta dell’impianto di collegamento con il Bondone, vero cavallo di battaglia degli autonomisti da sempre. Non tanto (e non solo) in chiave sciistica, ma di vero e proprio collegamento di mobilità alternativa in grado di trasformare la montagna nel parco verde dell’intera città. Oppure possiamo parlare della riforma dell’Azienda Forestale che proprio in questi giorni inizia a dare i suoi frutti. O ancora l’impulso positivo dato al commercio con il bando da 700 mila euro per gli investimenti assieme a quello per trovare soluzioni per i plateatici, ormai fondamentali per far vivere i pubblici esercizi.

Ancora più attenzione, invece, va riservata al tema della sicurezza. Sicuramente il sindaco ha saputo metterci la faccia, ma non bisogna abbassare la guardia: i trentini hanno degli standard molto più alti del resto d’Italia su questa tematica e non si può declassarla come una semplice percezione infondata. Il rischio, altrimenti, è di consegnarla nelle mani dell’opposizione facendola tornare ad essere un terreno di scontro da campagna elettorale anziché un problema da affrontare.

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