News immediate,
non mediate!

Ferrovia Trento-Canazei: Intervista a Massimo Girardi (Presidente Transdolomites)

Categoria news:
L'INTERVISTA

INTERVISTA “OPINIONE” A SIMONE CASALINI * NUOVO QUOTIDIANO IN PROVINCIA DI TRENTO: « 15 DOMANDE, FOCUS SU DATI VENDITA – CONCORRENZA – SEDE – REDAZIONE – STIPENDI » (PROFILO PROFESSIONALE)

Scritto da
06.06 - mercoledì 03 agosto 2022

Intervista a cura di: Luca Franceschi –

A tre mesi esatti (sarà il 3 novembre 2022) dall’uscita del nuovo quotidiano edito in provincia di Trento, abbiamo posto 15 domande al direttore responsabile.

 

1) TESTATA
Dottor Casalini, tra 90 giorni uscirà nelle edicole di tutto il Trentino il nuovo quotidiano da lei diretto: Il nome della testata è ancora “sconosciuto”? Ci dà qualche indicazione?

“Scioglieremo le riserve sul nome a breve, saranno i soci della Fondazione Synthesis ad esprimersi su alcune opzioni che sono state individuate”.

 

2) DATI VENDITA
Come lei ben sa oggi il mercato dei giornali cartacei in edicola rappresenta un impegno economico non solo considerevole per confezionare il prodotto, ma anche per portare a casa risultati finanziari in attivo: siete sicuri di “farcela” visti i numeri attuali di copie vendute dalla concorrenza (Adige e Corriere del Trentino), laddove il totale arriva circa a 10 mila copie al giorno?

“Stimiamo di poter raggiungere un equilibrio di bilancio con 5mila copie vendute in edicola, come aveva anticipato il presidente Manzana. E’ un traguardo raggiungibile, specialmente se saremo in grado di declinare in modo differente dalla concorrenza la nostra offerta informativa e di attrarre con la qualità un nuovo pubblico di lettori”.

 

3) “IL TRENTINO”
Più voci di settore, anche autorevoli ed informate, dànno per certa la ripresa della stampa del giornale “Trentino” (le cui pubblicazioni vennero cessate il 15 gennaio dello scorso anno): come reputa questa azione del gruppo editoriale di Ebner? (che già porta in edicola l’Adige).

“Non cambia il nostro piano editoriale né le nostre strategie. Sono gli unici aspetti che devono interessarci. Non è una nostra prerogativa giudicare le azioni dei gruppi concorrenti”.

 

4) REDATTORI
Ha già scelto, direttore Casalini, un gruppo di redattori dipendenti assunti? Se sì, possiamo conoscerne i nomi ed i settori operativi che andranno a ricoprire?

“La riflessione sugli assetti è ancora in corso e si valuteranno differenti aspetti che riguardano un corretto equilibrio tra esperienza e under 35, l’istanza di non avere una mono-rappresentazione culturale in redazione, le competenze linguistiche e quelle sui nuovi linguaggi (videomaking, podcasting, eccetera), la parità di genere”.

 

5) FORMAT
Quante pagine prevedete di pubblicare al giorno? Per 6 o 7 giorni settimanali?

“Il quotidiano cartaceo uscirà composto da 40 pagine. Non avremo l’edizione del lunedì che è prevalentemente sportiva. Con l’avvento del web e dei siti specializzati – dove ormai spesso si approvvigiona il tifoso o l’appassionato – ha perso una parte del suo appeal e di copie. Cercheremo di assolvere in tempo reale con il sito web a questa esigenza di informazione: al contrario della carta il sito funzionerà 7 giorni su 7. E poi valuteremo una compensazione sulla carta con approfondimenti”.

 

6) SEDE
Dove strutturerete la sede operativa? Quanto prevedete di utilizzare i sistemi remoti per la redazione dei testi da parte dei collaboratori?

“La sede della redazione sarà in via Maccani. Come in tutti i quotidiani la parte della collaborazioni esterne sarà importante per la copertura di tutti i settori strategici”.

 

7) NEW MEDIA
Dottor Casalini, quanto e come pensate di accompagnare l’edizione cartacea? Prevedete un sito sviluppato con nuovi criteri rispetto alla concorrenza? Investirete sulla parte video (anche dirette live)?

“Edizione cartacea, digitale e dimensione web dialogheranno e lavoreranno a stretto contatto. Cercando i giusti equilibri. Sul web sfrutteremo tutti i canali possibili e non escludo che si possano invertire anche i processi produttivi, con articoli nativi digitali che potranno avere una finestra anche sulla carta”.

 

8) ESEMPI DI GIORNALISMO
Lei nella sua carriera di redattore a quali figure giornalistiche (nazionali e/o internazionali) si è ispirato?

“Nella vita di redazione molti colleghi sono stati o sono fonte di ispirazione o riflessione attraverso le loro parole, sensibilità, intuizioni, esempio o fragilità. Sono le figure a cui guardo con più incanto. Pensando a colleghi nazionali che conosco personalmente apprezzo il lavoro e lo stile di Marco Imarisio (Corriere della Sera). I riferimenti letterari sono molti. Cito Albert Camus e Kamel Daoud, due figure di giornalisti-intellettuali che ho letto in profondità. Ma sono citazioni riduttive”.

 

9) QUATTRO QUOTIDIANI
Molte persone faranno fatica ogni mattino a leggere (anche su smartphone o tablet) quattro quotidiani editi a Trento (Adige, Corriere del Trentino, Trentino ed il vostro): quanto tempo stima che ogni lettore possa dedicare ad una singola testata? (cartacea anche riprodotta in versione digitale).

“Penso che il lettore selezionerà la testata in base al tipo di informazione e di qualità che troverà. Se la considera affine alle proprie sensibilità o meno. Quindi non ci sarà, nella maggior parte dei casi, il tema di leggerne quattro ma di essere scelti dal lettore. Spero che abbia almeno un’ora di tempo da dedicare a noi o alle altre testate”.

 

10) FONTI E “SCARPE”…
Il giornalismo “vero”, così si insegna nelle scuole di formazione ai futuri cronisti, si basa soprattutto sul “vecchio” criterio di scarpe e taccuino, cioè l’essere on the road piuttosto che aspettare i comunicati stampa in redazione:
quanti giornalisti reputa di fare girare ogni giorno sul territorio alla ricerca di notizie non fornite da terzi?

“L’essere on the road è la base del giornalismo e soprattutto di una rappresentazione meno sfuocata della società. Diversamente rimane solo una narrazione scritta con il filtro delle istituzioni. Ma credo che questo modello narrativo – ormai entrato in crisi – da solo sia incompleto e fuorviante”.

 

11) PALAZZO PAT
Secondo lei, glielo chiedo da attuale lettore di quotidiani locali, la stampa trentina quanto è riuscita ad essere “indipendente” rispetto al potere locale rappresentato dalla Provincia autonoma di Trento, la quale oltre a rappresentare la fonte più autorevole (e consistente) di notizie in Trentino per i quotidiani è anche uno dei maggiori (se non il maggiore) “big spender'” in termini pubblicitari?

“Credo che il livello di indipendenza della stampa trentina sia buono e non influenzato dalla pubblicità che l’ente pubblico acquista. Con il potere politico c’è un rapporto dialettico, di conflitti e di dialogo. Per il livello di prerogative che ha e le competenze che gestisce la Provincia autonoma di Trento può condizionare molte scelte. Il compito della stampa è di renderle intellegibili, trasparenti, di sottoporle allo stress della critica. O di contrastarle se disattendono l’interesse pubblico. Forse oggi la qualità del discorso pubblico è carente, nei sistemi si aprono falle quando la progettualità è bassa. Ma in questo il Trentino è omologato alle tendenze del resto del Paese, l’autogoverno ha garantito una maggiore tenuta sociale, ma non l’elaborazione culturale”.

 

12) INCHIESTE
Come e quanto riuscirete ad essere affrancati dall’azionariato che vi sosterrà, allorquando – ad esempio – vi capiterà di scrivere di Sait? Sulla carta (letteralmente oltre che in senso figurativo) appaiono potenziali “conflitti di interesse”, ed il lettore potrebbe temere un “inquinamento” delle informazioni...

“I soci fondatori – Confindustria, Cooperazione, Albergatori, Artigiani e Ance – ci hanno garantito libertà e serietà. Non ho timore di ingerenze né di auto-censure. Le notizie si verificano e si pubblicano, sentendo le parti interessate. Il tema dell’indipendenza del giornale è sostenuto in primis da chi lo ha ideato, progettato e finanziato”.

 

13) AMMINISTRATIVE 2023
Il vostro ruolo, di nuovo quotidiano locale, sarà importante anche per le elezioni amministrative dell’autunno 2023. Direttore Casalini: quali azioni giornalistiche metterete in campo per tale ed importante appuntamento per l’autonomia locale e quali comportamenti sicuramente non adotterete come redazione?

“Le elezioni provinciali sono il terreno anche per un giornale per verificare il suo livello di proposta e di capacità di intercettare i molteplici sentimenti che percorrono una società. L’obiettivo è essere protagonisti, soggetti attivi e non passivi del loro racconto. Ci sono diversi strumenti per farlo, valuteremo”.

 

14) INCHIESTE
Dottor Casalini, lei sa bene che destinare uno o più cronisti per un’inchiesta giornalistica è operazione costosa a livello di tempi di lavorazioni (approfondimenti, acquisizione dati, confronti, verifiche fonti…) e -ancor più- rischiosa in termini di potenziali eventuali liti giudiziarie (il lettore italiano ha la “denuncia facile”…). Come pensa di sviluppare questo importante asset dell’informazione?

“L’elemento più importante è prevederlo nelle azioni del giornale. L’inchiesta è un orientamento collettivo prima che un compito individuale e richiede la massima serietà e profondità. Il rischio non è solo la volontà di censura di chi è al centro dell’inchiesta – che non ci deve intimorire – ma anche la hybris che talvolta conduce a conclusioni sommarie”.

 

15) STIPENDI
Sicuramente voi della nuova redazione trentina valuterete anche gli stipendi e i vitalizi dei politici locali: a tale proposito può e vuole comunicare ai lettori di Opinione a quanto ammonterà il suo stipendio mensile?

“Il giornale nasce con un principio guida: la sostenibilità dei costi. Il mio stipendio segue lo stesso criterio. Dopodiché, a differenza dell’indennità di un consigliere provinciale o di un vitalizio, non è erogato dall’ente pubblico, ma da una società editrice privata che mi valuterà sui risultati”.

 

 

///

IL PROFILO PROFESSIONALE

Simone Casalini (Fano, 1974), giornalista professionista, è stato caporedattore del Corriere del Trentino-Corriere della Sera e caporedattore web del Corriere del Veneto e del Corriere di Bologna. Ha lavorato al Corriere Adriatico, Il Resto del Carlino, l’Adige. Ha collaborato con alcune riviste di politica internazionale (Eastwest e Dialoghi mediterranei). È docente a contratto all’università di Trento.

È autore di Intervista al Novecento (Egon, 2010) e Lo spazio ibrido. Culture, frontiere e società in transizione (Meltemi, 2019). È coautore del libro collettivo La Trento che vorrei (Helvetia, 2019) e del documentario sulla primavera araba tunisina: Tunisia, nove anni dopo. La rivoluzione sospesa (https://vimeo.com/395279730; 2020 LINK)

Categoria news:
L'INTERVISTA

I commenti sono chiusi.