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LETTERE AL DIRETTORE

WALTER PRUNER * TRENTINO: «SI INNESCA LA PROSPETTIVA DI UN GRANDE CENTRO A GUIDA LEGHISTA, CON LA MARGINALIZZAZIONE DI FDI ED IL RECUPERO DI CIVISMO ED AUTONOMISMO GENETICAMENTE MODIFICATO»

Scritto da
12.00 - domenica 24 agosto 2025

Gentile direttore Franceschi,

allego quanto oggi pubblicato sul quotidiano Corriere del Trentino, anche per consentire la visione ai lettori di Opinione.

Walter Pruner

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Particolarmente efficace la Lectio magistralis tenutasi lunedì scorso a Pieve Tesino da Gianfranco Astori, attualmente consigliere del Presidente Mattarella per i rapporti con il mondo della cultura, il terzo settore e gli organi di stampa. Astori, democristiano di lungo corso e grande conoscitore e studioso del fenomeno democristiano è riuscito a comunicare e convincere, avendo conosciuto e praticato la balena bianca dall’interno della stessa; lo ha fatto con la terzietà dello studioso e non con la settarietà del partigiano.

Da sempre l’evento degasperiano nella Conca del Tesino che diede i natali allo statista trentino costituisce, possiamo affermarlo senza tema di smentita, un appuntamento di qualità assoluta. Ma quest’anno a parlare compiutamente non è stata solo la cattedra, ma anche la platea e le sue assenze.

Vivacemente presenti, puntuali nelle calorose strette di mano in favore di obiettivi, pronti nel rispondere al bando con una embrionale manifestazione di interesse c’erano i colonnelli della Giunta Fugatti, il patriarca dell’editoria regionale, la grandangolare e canina dirigenza pubblica, curia passata e presente, il centrismo circolare stratificato e basculante della politica trentina di oggi, ieri e l’altro ieri, il servizievole caporalato autonomista, ex dc nazionali diversamente accasati.

La brezza di un venticello di mezza estate, nel quale intravvedere i profili di una margherita dalla corolla posata questa volta sulla sua destra c’erano tutti. Il secondo giro di valzer leghista starebbe lì a dire che vale la pena muoversi con vigile collateralità, in attesa di azioni di contrasto che ad oggi elettoralmente non hanno premiato.

Il dato politico saliente riguarda quello che per la nostra terra è certamente un inedito inimmaginabile. Attorno a quella che a Roma rappresenta l’ala dura e radicale del fondamentalismo antieuropeista e xenofobo, la Lega, nella terra di Degasperi si sta tentando la costruzione di un’area che attorno a quell’estremismo coalizzi forze civico territoriali moderate, queste ultime a marginalizzare una indigesta ma bulimica fiamma tricolore. Lo conferma nella sua intervista di qualche giorno fa proprio il Presidente uscente, che nella misurata dichiarazione circa la successione fa capire ampiamente che il suo desiderio è per una continuità leghista nella guida del Governo provinciale.

IL tanatismo istituzionale, che deriva dalla strategia di difesa consistente nel fingersi morti per sfuggire ai predatori, sta premiando. Il tanatismo istituzionale quale stile di questo esecutivo ha prodotto con i suoi silenzi, con l’ascolto artato, con lo schivare il confronto con gli attori territoriali invisi, attraverso un rapporto sprezzante con l’ informazione, con l’esercizio ordinario della blindatura giuntale, con il superamento del ruolo d’aula, con la narcotizzazione del confronto, un livello di galleggiamento che si è mostrato foriero di fertilità elettorali.

Il tutto, al netto di rinunciatari stili politici fatti di pavidità ed interessati pronismi, innesca la prospettiva di un grande centro a guida leghista, con la marginalizzazione di Fratelli d’Italia ed il recupero di civismo ed autonomismo geneticamente modificato. L’esatto contrario di quel grande centro a guida D.C. che guardava a sinistra, che fu la postura geopolitica caldeggiata da Degasperi.

A quelle legittime vittorie elettorali del 2018 e 2023 si contrappone la attuale Autonomia a bassa intensità, rispetto alla quale le forze politiche attuali sono a seconda artefici, colluse, vittime o avversarie. La concretezza di progetti quali ospedale, funivie, bypass ferroviari fanno parte di una idea di Trentino o rappresentano istantanee interne ad album fotografici tra loro non comunicanti? Credo sia questo soprattutto, prima delle formule, il tema portante.

Certo che capire con chi fare e con quale maggioranza è tutt’altro che residuale, ma assecondare il principe prima di capire in quale contesto valoriale collocare il proprio agito politico desta qualche preoccupazione. La tradizionale area moderata cattolico centrista che da sempre informa la politica trentina determinando equilibri con ruoli decisivi, oggi gioca una scommessa importante.

Deve decidere se il suo senso storico è concluso o merita una rimodulazione. In questo secondo caso due sono le prospettive: la prima è quella di tentare un’opera d coagulazione attorno ad un pensiero “degasperiano” alto ed attrattivo, partendo dalle basi stesse del popolarismo diffuso che funga da gastroprotettore politico contro derive populiste, nazionaliste, culturalmente devote allo schizofrenico neo trumpismo.

La seconda è quella di coagularsi attorno alla trazione leghista infiltrandola e garantendosi rendite di posizione immediate, abdicando alle carte valoriali fondative ma andando subito al distacco della cedola di incasso.

 

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Walter Pruner

Trento

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