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LETTERE AL DIRETTORE

WALTER PRUNER * SVP: « SI STA SCOPRENDO UN VERMINAIO DI VENDETTE, ALIMENTATO DA VECCHI RANCORI E NUOVI INTERESSI SEDIMENTATI MA MAI RIMOSSI »

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12.46 - venerdì 01 aprile 2022

Kompatscher che silura Widmann, Achammer che chiede le dimissioni a Zeller e Perathoner, il capogruppo Lanz sollecitato ad abbandonare lui stesso. Una S.V.P. che, mai nella sua storia, ha disvelato la sua crisi interna con azioni pubbliche tanto macroscopiche.

Questa S.V.P., quella della sordina, capace di ridurre il dibattito anche crudo all’interno delle mura domestiche, in stile ex scudocrociato, per silenziare i disturbatori successivamente, pagandone la loro continenza, non c’è più. Ce ne sarà un’ altra, sicuramente, ma non sarà questa.

È’ epocale quanto successo. La scopertura del vaso di Pandora permetterà di ripartire con altro, con altri, magari gli stessi che sono la maggioranza, e che fuori dai salotti buoni altoatesini di questo ventennio, devono subire oggi l’ingiusta onta di vedersi inopinatamente rappresentati da signori dell’impresa politica al servizio dell’ impresa partito.
Lo spartiacque creato dal libro “Freunden im Edelweiss” di Christoph Franceschini e Arthur Oberhofer, è tale non perché divide tra il prima ed il dopo un certo andazzo, ma perché marca pubblicamente un prima ed un dopo un ciclo di omertà. Un ciclo di cui da tempo in Alto Adige si percepiva l’esistenza, intravedendo la pervasività attraverso la pellicola trasparente ma isolante di una minima ma abile connivenza politica, che impediva la percezione dell’ olezzo.

La originalità sudtirolese si è mostrata anche in questa occasione, violando la sacralità dell’ italico stivale che vede nell’ opzione delle dimissioni, ma altrui, un mantra. La Stella Alpina invece il gesto lo ha fatto nei fatti, scusate la cacofonia. E già è un’ anomalia di non poco conto. Apprezziamola.

Detto questo, l’azione cosmetica non sarà sufficiente perché il problema è più profondo. Esso viene da più di un ventennio che ha visto in Alto Adige crescere, accanto ad un eccellente status di benessere, la perdita di quote importanti di sovranità valoriale che rappresentarono da sempre la forza culturale e strutturale di questa splendida Terra. E’ una Terra che non ha avuto bisogno di infeudazioni etico valoriali, perché già presenti nella sua tradizione multiculturale, multietnica, di confine gentile col Tirolo. Due grandi modelli di sistema Paese si sono scontrati nel corso di questo ventennio in Sud Tirolo ed oggi presentano il conto.

Gli anni della crescita incrociarono le intuizioni felicissime e lungimiranti di politici dotati di cannocchiale e grandangolo. Sguardo lungo e visione contemporanea aperta. Difesa attiva del territorio e progettualità a questo legato. Contrattazione con Roma, forte di una condivisione popolare in loco, che manteneva il rapporto tra il politico locale e la sua gente fattore imprescindibile.

Da quella visione romantica ma efficace, si è nel tempo degradati verso un modello di contrattualizzazione della politica del consenso: essa è cosa ben diversa dalla prima. Essa contrattualizzazione riduce l’efficacia dell’ intervento a mezzo di consorteria per lobby di interessi di categoria. Balcanizzando così una società tra coloro che stanno all’interno del cerchio di interessi e chi ne è escluso. Ciò non significa che i dati macroeconomici dell’ Alto Adige non siano andati in crescita, ma hanno nel contempo sgretolato il rapporto fiduciario con gran parte della popolazione sudtirolese.

La transizione non sarà facile ma il tessuto sudtirolese è al momento più avanti di quello della S.V.P., e sarà determinante nel descrivere traiettorie più consone al grande partito di raccolta. L’emergenza intanto è rappresentata dal contenimento di quella che è prevedibile essere una non certo indolore ed editata, per intensità e pubblicità, resa dei conti, già partita e che sta scoprendo un verminaio di vendette e contumelie alimentato da uno scenario di vecchi rancori e nuovi interessi sedimentati, ma mai rimossi.
Ricordo in conclusione due raccomandazioni care all’ Obmann Silvius Magnago.
Un regalo si può anche accettare, se non supera il valore di due bottiglie.
Confrontatevi pure aspramente, ma potendo il giorno successivo riuscire a guardarvi nuovamente negli occhi.
Quanta distanza.

*

Walter Pruner

Trento

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