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LETTERE AL DIRETTORE

VERGNANO (FI) – CONSIGLIERE COMUNE ROVERETO: COVID E AIUTI COMUNALI: « LE PROMESSE ELETTORALI IMPAZZANO »

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06.06 - mercoledì 13 maggio 2020

Covid e aiuti comunali: le promesse elettorali impazzano

Sembra di vivere nel paese del Bengodi.
Anzi, nel comune del Bengodi.
Leggiamo di un sindaco che promette cancellazione di tasse comunali (IMU) a tutti, di plateatici gratuiti, di aiuti a chiunque passi davanti a Palazzo Pretorio, finanziamenti alle imprese, pacchi dono e…infine…nessun taglio alla cultura e agli eventi.
Chiaramente mantenendo dirigenze che non producono valore aggiunto, cosa abbia prodotto in questi anni il “Progetto speciale Rilancio delle Vocazioni della città” sarebbe bello saperlo, o amministratori di società partecipate che guadagnano quanto un ministro della Repubblica.
Il tutto senza toccare gli investimenti programmati, sia mai che qualcuno si arrabbi e tolga il voto.
Evidentemente il Sindaco ha trovato il modo di stampare moneta.
Leggo anche di decine di pagine di buone intenzioni scritte, sicuramente in buona fede, da chi non è riuscito a rilanciare la città nè quando era al suo governo nè quando lo era al governo della Provincia.
Negli anni 2000 ricordo che a Roveteto esisteva uno stabilimento della Sony che produceva musicassette, finanziato dall’allora centro-sinistra. Ora, sfido chiunque a ricordare oggi cosa fossero le musicassette.
Ricordo che il declino industriale e commerciale roveretano iniziò preoccupante proprio a cavallo del secolo…tra Csx e civici abbiamo visto una contrazione esponenziale del benessere cittadino.
Però oggi, gli stessi attori di ieri, ci promettono nuovi aiuti, e ben inteso, aiuti per tutti.
Non sia mai che qualcuno rimanga escluso.
Bene, veniamo alla realtà.
Il bilancio comunale, se non si cancellano tutti gli investimenti programmati, avrà a disposizione circa 10 milioni di Euro, nella migliore delle ipotesi.
Il che vuol dire 250€ a cittadino.
Cose possa farsene un imprenditore di 250€, ve lo può dire lui…nulla.
Infatti negozi e ristoranti cittadini iniziano a chiudere.
Allora occorre scegliere.
Dolorosamente, ma bisogna scegliere.
La ricetta che possiamo proporre è questa, immaginando che Roveteto sia una città che abbia voglia di rimboccarsi le maniche e di ritornare ad essere il faro industriale e culturale del Trentino:
Agire in tutti i livelli istituzionali per una riapertura reale, almeno del Nord Italia, senza timori e senza solleticare le paure dei cittadini, ma offrendo messaggi positivi e di rinascita e concordare con l’APT una marketing turistico rivolto ai cittadini italiani. Senza il turismo interno italiano, quello estero è in bilico e già oggi subiamo cancellazioni che sono costate il 35% del fatturato, la nostra economia turistica subirà un tracollo.
Sostenere il primo centro imprenditoriale della città: il centro storico. I suoi commercianti e artigiani offrono (speriamo ancora oggi) lavoro a circa 1700 persone. Occorre premiare chi li aiuta a superare questo momento. Riduzione proporzionale dell’IMU a chi riduce l’affitto alle aziende e alle famiglie. Il Comune deve contrarre le proprie entrate e deve farlo aiutando le aziende locali. Analoghi aiuti per i commercianti e gli artigiani ubicati nelle altre aree della città. Aiuti ai liberi professionisti e alle imprese, soprattutto familiari, che hanno visto crollare il loro fatturato.
Aiuti alle famiglie che hanno perso il lavoro, attraverso il pagamento delle bollette energetiche con i dividendi di Dolomite Energia.
Realizzazione di un piano di finanziamento all’acquisto e all’affitto di immobili cittadini, sommabile a quello provinciale, che tenga conto del reale calo dei prezzi degli immobili.
Utilizzo degli spazi pubblici piu imprenditoriale. Liberalizzazione a tutti gli esercenti, non solo alimentari come oggi pubblicato, gratuiti fino a settembre, quindi, se non continua l’emergenza, con una percentuale sul giro di affari, non più a costo fisso.
Evitiamo le “Task force”. La politica deve prendersi le sue responsabilità. Scegliere e decidere. Chi vuole task force di varia composizione, farebbe meglio a dimettersi per manifesta incapacità decisionale. Cari consiglieri, egregio Sindaco, stimatissimi assessori, i cittadini ci hanno votato per decidere, non per appaltare le decisioni a fantomatici tecnici. In questo momento in Italia, pare, abbiamo oltre 400 consulenti che consigliano il Governo, alcuni dei quali vivono comodamente in capitali europee che non applicano il lock down (forse per poter continuare ad andare al ristorante?) e che pare servano solo a perpetrare il loro potere. Mi pare il momento di chiudere con la stagione dei consulenti esterni, riprendere il primariato della politica e pensare come disegnare la Rovereto del futuro. Convochiamo i rappresentanti imprenditoriali e sociali e poi facciamo sintesi nel Consiglio Comunale, altrimenti dimettiamoci in massa e facciamo decidere al commissario. In tale punto inseriamo anche la riedizione dello studio sulla rigenerazione, che chiaramente è invecchiato precocemente.
Certezza di interpretazione. Il Comune, inteso come guida politica, deve essere in prima linea nell’aiutare cittadini ed imprese a districarsi nel ginepraio di norme che caratterizzano questo strano momento storico. Facendo da cuscinetto tra le forze dell’ordine e roveretani. Non si può chiedere alle persone di investire propri denari o cercare di risollevarsi senza una certezza del diritto. Fino ad oggi il Sindaco è riuscito solo a pubblicare sul sito del comune i decreti o le ordinanze provinciali. Ben poca cosa per chi dovrebbe guidare 40.000 persone.
Ristrutturazione della macchina comunale. Premi diffusi a tutti i dipendenti secondo obiettivi specifici e generali. Taglio di uffici risultati poco produttivi e anacronistici in questo momento. Contestuale revisione dei compensi, oggettivamente eccessivi, degli amministratori delle società partecipate direttamente controllate dal Comune.
Ultimo punto, chiediamo alla Provincia le elezioni entro la fine dell’anno. La ripresa deve essere oggetto di campagna elettorale, non di promesse a gruppi precostituiti di interessi.
La demagogia di chi vuole aiutare tutti, magari chi “odora” un bel business alla faccia di chi sta perdendo tutto, non è nelle corde di un partito liberale e imprenditoriale come Forza Italia.
Investiamo nel futuro, altrimenti dopo questa catastrofe non avremo più nulla da fare che dichiarare fallimento, così come stanno già facendo molti esercenti, non solo politico.

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Paolo Vergnano
Consigliere Comunale.
Coordinatore Forza Italia Rovereto.

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