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UILTEC TN-AA/SÜDTIROL * IMPIANTI IDROELETTRICI: « CON L’AMMODERNAMENTO TECNOLOGICI IL GRUPPO DOLOMITI ENERGIA OTTERREBBE PRODUZIONE ELETTRICA PER 120 MILIONI DI KWH »

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18.08 - venerdì 13 maggio 2022

Nei giorni scorsi si è tenuto a Bolzano un convegno organizzato della Libera Università di Bolzano e da “Vis Aquae – Energia dall’Acqua”, avente per oggetto: Il potenziale di sviluppo del settore idroelettrico italiano. Gli interventi dei vari relatori, che illustravano studi ed analisi effettuati sugli impianti idroelettrici giungevano tutti ad una conclusione cioè che per gli attuali grandi impianti idroelettrici sarebbe necessario un ammodernamento ed efficientamento tecnologico che consentirebbe un aumento sia di potenza installata sia di producibilità elettrica.

Stessa conclusione che da anni come UILTEC del TAA, andiamo ripetendo e sostenendo nelle dovute sedi. L’idroelettricità è considerata la fonte energetica rinnovabile più eco-sostenibile, e per l’Italia rappresenta la principale e più efficiente fonte elettrica infatti la quota dell’idroelettrico sulle FER è di circa del 40%.

I relatori del convegno hanno sostenuto che i 14 miliardi di Kwh prodotti in Italia nel 2021 con il carbone, pari a circa il 4,9% della produzione totale netta di energia elettrica italiana potrebbero essere sostituiti dall’idroelettrico se gli attuali impianti fossero sfruttati meglio, in sostanza si potrebbero chiudere tutte le centrali a carbone ancora presenti in Italia grazie all’idroelettrico modernizzato.

In passato prudentemente, la UILTEC sosteneva che gli investimenti mirati all’ammodernamento delle centrali eventualmente congiunto ad un riassetto delle aste idrauliche, come per la centrale di Torbole e S.Massenza, potevano recuperare, sul totale della produzione elettrica trentina un 15% in più.

I relatori del convegno di Bolzano, invece, hanno sostenuto che con un buon rinnovamento tecnologico queste centrali idroelettriche potrebbero produrre un 30% in più della loro attuale potenzialità. Il perché non si attuano i citati ammodernamento delle centrali idroelettrici è dovuto al fatto che a gestire gli impianti sono sempre gli stessi concessionari, che non hanno alcun interesse o necessità ad effettuare adeguamenti tecnologici poiché le concessioni non vengono rimesse in gara e vengono sempre rinnovate tacitamente.

Mettendo a gara le concessioni già scadute e quelle in scadenza delle grandi centrali idroelettriche, si creerebbe concorrenza tra i partecipanti alle gare in particolare sull’ammodernamento tecnologico similmente a quanto realizzata in Alto Adige nel 2005.

Ad esempio se si rapporta il 30% di aumento di producibilità alle centrali del Gruppo di Dolomiti Energia che ha una produzione elettrica media, dati ufficiali, di oltre i 4 miliardi di KWH si ottiene un aumento di produzione elettrica 120 milioni di Kwh.

Va detto che il GDE qualche investimento per aumentare la produzione elettrica lo ha fatto solo nel minidrico fortemente incentivato ma difficilmente questi piccoli impianti possono raggiungere i 120 milioni di Kwh a meno di riempire di minidrico i torrenti e fiumi del trentino e anche se fosse possibile si avrebbe uno scempio ambientale.

All’opposto effettuando gli adeguamenti tecnologici su impianti datati si otterrebbero miglioramento nell’efficienza energetica, nell’incremento della produzione ma anche nei requisiti ambientali e nella maggiore sicurezza. La centrale di Riva del Garda, ambientalizzata da Enel negli anni ’90 con 320 miliardi di vecchie lire, è un classico esempio.

Il convegno concludeva che l’ammodernamento degli impianti si ottiene solo attivando le gare per il rinnovo delle concessioni idroelettriche a nostro parere le gare possono essere una soluzione ma nulla vieta che anche nei rinnovi di concessioni idriche si può richiedere la riqualificazione tecnologica degli impianti ed è ciò che il concessionario, Provincia Autonoma di Trento, non ha fatto anche perché tutti pensavano solo ad incassare dividendi.

 

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Alan Tancredi

Segretario Generale Uiltec del Trentino Alto Adige Suedtirol

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