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LETTERE AL DIRETTORE

UIL TRASPORTI * AUTOBUS ROVERETO: ZOBELE E PELLEGRINI, « LE TEMPERATURE INTERNE SUPERANO IL LIMITE DELL’ACCETTABILE, PER L’AUTISTA DIVENTA UN INCUBO »

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03.44 - martedì 21 giugno 2022

AUTOBUS: quando il vintage si fa rovente! Il nostro Trentino è da sempre terra di sperimentazione tra economia del territorio e gestione politica, un progetto prima di tutto culturale invidiato in tutto il territorio nazionale.

Se si contestualizza questo status al mero settore del trasporto pubblico, le virtù decantate del sistema (e le relative vagonate di investimenti) non possono che trovare conferma nei molti progetti sul tavolo della Provincia: i lavori per l’abbassamento in trincea della FTM a Lavis, la nuova officina di Spini, il progetto Nordus, l’ambizioso BRT per Fiemme e Fassa, il polo intermodale di Cavalese, il progetto dei bus elettrici per il capoluogo (finanziato dal PNRR), senza dimenticare lo studio di fattibilità della ferrovia per Riva e l’ormai arcinota elettrificazione della FTB.

Tutti investimenti che avranno (sulla carta) delle ricadute positive sul nostro territorio. Tutto bene allora? Non proprio! Come già fatto notare più volte, in questo contesto anche da noi sembrerebbe persistere una mentalità da zone di serie A e B.

Così, mentre nelle stanze dei palazzi e negli studi di società di consulenza si progetta un avveniristico trasporto 3.0, nella ben più modesta periferia gli autisti dell’Urbano di Rovereto si ritrovano a dover svolgere il servizio TPL in condizioni di disagio lontane anni luce da quegli annunci di un futuro meraviglioso sbandierati sui giornali.
E’ cosa ben nota, infatti, che nella Città della Quercia arrivino per lo più mezzi con un rodaggio di centinaia di migliaia di km fatti prima nel capoluogo, e quindi – diciamo così – già con un loro “importante vissuto”!

Non solo, ma spesso a Rovereto le linee vengono coperte da mezzi che hanno oramai venti e più anni sulle loro lamiere (quelli del mitico colore arancio che richiama i vecchi fasti, per capirsi), cosa che negli ultimi tempi ha reso questa zona un incredibile pellegrinaggio di appassionati di autobus vintage da tutto il territorio nazionale, ben felici di poter immortalare il passaggio di questi fieri condottieri progettati quando il mondo andava ancora a benzina rossa e i giovani sognavano le Delta Evo anziché auto elettriche!

Il problema maggiore in questo periodo, però, non sta tanto nell’età del mezzo, ma nell’efficienza del climatizzatore, che in moltissimi casi è (volendo essere ottimisti) alquanto modesta! Quando c’è!

Spesso, infatti, le temperature interne superano di gran lunga il limite dell’accettabile, e se per un passeggero (che permane a bordo al massimo qualche manciata di minuti) la cosa può essere sopportabile, per l’autista diventa un incubo! Dopo sette ore di guida, a fine turno si esce dal mezzo letteralmente in un bagno di sudore, con tutto ciò che questo comporta. Nelle giornate più calde è davvero faticoso rimanere concentrati sulla strada e su tutti i suoi mille pericoli e imprevisti, e con la responsabilità legale e morale che cresce di giorno in giorno (e l’obbligo di indossare per tutto il turno una pesantissima FFP2), la cosa si fa davvero seria.

Crediamo che nel 2022, con un mondo impegnato in un’arrestabile corsa verso la digitalizzazione e la conquista dello spazio, viaggiare con questi calessi possa anche avere una vena di romanticismo, ma sicuramente non sia degno di una qualsivoglia società avanzata che si faccia quotidianamente paladina -a suo dire – dei diritti dei suoi cittadini!

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Erik Zobele _ UIL Trasporti
Francesco Pellegrini _ UIL Trasporti

 

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