INTERVISTA A VANESSA MASÈ (La Civica)

Il bilancio della prima legislatura in Consiglio provinciale Trento

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INTERVISTA A SENATORE ANDREA DE BERTOLDI - AMMINISTRATIVE TRENTO 2020

Perché all'interno di Fratelli d'Italia in Trentino non vi è condivisione attorno al nome di Baracetti?

Prendo le distanze, in merito all’articolo uscito ieri sul quotidiano l’Adige, riportante anche la mia firma.

Nello specifico, in merito al punto in cui si chiede di revocare i contributi concessi alle associazioni che non li usano per produzioni trentine o ad associazioni hobbistiche.

La mia posizione, condivisa prima che uscisse il pezzo con tutti i soggetti nominati nel suddetto articolo, in merito al punto in cui si chiede di REVOCARE i contributi alle associazioni, è sempre stata di completo disaccordo. Queste erano state le mie testuali parole in merito a tale passaggio: «La richiesta di togliere i contributi alle associazioni, la trovo arrogante. Propongo invece di concedere anche alle imprese e professionisti, la possibilità di accedere ai contributi a cui, ad oggi, possono accedere solo le associazioni. In modo che ci sia una distribuzione equa per aiutare tutti!”
Togliere contributi alle associazione vorrebbe dire interrompere un ciclo vitale di lavoro, di energie, di folkore, di tradizione e di collaborazioni basate anche sul volontariato e sul tessuto sociale. Non è nel mio stile togliere a qualcuno per dare ad altri.
Trovo molto più coerente una collaborazione costruttiva e finalizzata a coinvolgere tutti.
Se da anni ci sono eventi, finanziati con i contributi pubblici, che vedono il coinvolgimento di artisti o professionisti di fama internazionale, trovo alquanto incoerente, imporre il coinvolgimento di artisti locali.
Diverso è chiedere che, laddove ci siano le condizioni e a parità di professionalità, le realtà locali siano le preferite.
Le associazioni, possono quindi avvalersi delle nostre agenzie/consulenze per avere proposte artistiche di livello. Ma non a scatola chiusa. Solo per chi di noi lo saprà e lo potrà fare.

A riprova di tutto ciò, c’è anche una mia mail di data 14 maggio 2020, inviata all’assessore Bisesti in cui, proponevo tra i vari punti anche un allargamento dell’erogazione dei contributi a tutte le realtà imprenditoriali del campo artistico. Senza togliere nulla a nessuno.

Tra l’altro non mi trovo in accordo nemmeno sul punto in cui si chiede di ricominciare dal 1 giugno.
Trovo sia prematuro. Plausibile pensare ad un inizio con piccoli eventi a partire da luglio, con regole ben chiare che tengano conto delle misure di sicurezza.

Ribadisco in modo molto chiaro: non sono per il “togliere” aiuti a chi giustamente li merita, ma per dare la possibilità anche a categorie fino ad oggi escluse, di essere considerate allo stesso modo.
Valorizzando in primis le risorse artistiche, culturali e professionali presenti sul territorio, laddove ci siano.
Le imprese del mondo artistico e dello spettacolo stanno attraversando un periodo molto critico. Siamo stati i primi a chiudere, a partire con l’annullamento degli eventi legati al carnevale di fine febbraio, e ad oggi non abbiamo prospettive concrete di una riapertura.
Consideriamo che le nostre attività hanno necessità di un periodo di programmazione e di poter raccogliere sponsor che in questo momento sono sicuramente impossibili da trovare.
Ci sono stati annullati tutti gli eventi (confermati dopo mesi di lavoro) fino ad ottobre, e non avere nessuna certezza di come poterci muovere per poter nuovamente lavorare, sta generando una preoccupazione sicuramente comprensibile. L’organizzazione di un evento, implica tempi molto lunghi di programmazione, fatti di incontri, idee, proposte, confronti, progetti condivisi da più professionisti del settore.

Basti pensare alle numerose figure che un evento vede coinvolte: macchinisti, service luci/audio, grafici, direttori artistici, coreografi, truccatori, parrucchieri, registi, presentatori, ballerini/e, cantanti, addetti alla security, maestranze varie, fotografi, operatori video, artisti, stilisti, dj, hostess e steward e molte altre figure essenziali all’ottima riuscita di un evento.
Tutti professionisti, che al momento, non ricevono ammortizzatori sociali e vivono nell’incertezza del loro futuro professionale.
Il confronto tra i professionisti del settore artistico era nato, su proposta di alcuni di loro, per una finalità mirata allo scambio di idee costruttive per arginare le evidenti difficoltà del momento.
Con toni amichevoli e di assoluta collaborazione. Con la mia personale volontà di creare valore aggiunto, non di toglierlo.

Quello che chiedo alle nostre istituzioni, dopo anni di riconosciuto impegno professionale è di essere sostenuti in questo momento particolare.

Sono certa che, dopo averne parlato di persona con le autorità competenti di riferimento, si potrà avere un quadro più chiaro della situazione.

Grazie mille

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Sonia Leonardi