PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-19 Free - 21 puntata  (format Tv)

Trento città turistica? Comunque la si pensi, il tema centrale non sono i supermercati aperti o chiusi la domenica. Sarebbe bello, infatti, che i turisti più che prendere un panino e una lattina al market, andassero al ristorante. Ma prima occorre che i turisti vengano.

E come si fa a farli venire? Questa dovrebbe essere la prima domanda da farsi. Proviamo a dare una risposta, guardando all’Alto Adige: cosa fanno i nostri immediati vicini? Valorizzano la loro storia, la loro cultura. In un mondo globalizzato, dove tutto è sempre più uguale, è bello andare oltre Salorno per vedere un’architettura particolare, un modo diverso di vestire, di mangiare, di decorare le case, i balconi…

Un luogo si distingue dagli altri se valorizza la propria identità. Anche in Val di Fassa, in fondo, avviene lo stesso: lì artigianato del legno, costumi, tradizioni rimangono vivi, e attraggono, insieme alla bellezza delle montagne.

Trento è immobile nel campo del turismo, da troppo tempo.

Difficile trovare locali con cibo e vino trentini come prima scelta. Quasi inesistente la valorizzazione di “Trento città del concilio”; nulla si è fatto per far conoscere personaggi straordinari come Martino Martini, Eusebio Chini, Stefano Bellesini e tanti altri; ben poco sono valorizzate le nostre belle torri, e lo stesso Castel del Buon Consiglio…

Si potrebbe continuare a lungo. Pensiamo solo ai capitelli che in Alto Adige si trovano di continuo: sono belli, adorni, con statue di legno di fattura sopraffina.

Persino i capitelli, le edicole, certi affreschi sui muri della nostra città, invece, sono lasciati andare: brutti, sporchi, rovinati… Nessuno sembra interessato a prendersene cura.

Eppure, se Trento diventasse un po’ più bella e curata, forse anche coloro che vengono nella nostra regione per godersi la montagna, sarebbero più motivati a recarsi anche in città, per godersi anche quella!

Noi di “Si può fare!” abbiamo in programma anche una maggior valorizzazione del fiume Adige.

Temporibus illis il suo corso fu deviato verso la periferia della città: Trento non ha dunque, come Roma, o Verona, o Parigi, un fiume che la attraversa.

Ciò non significa però, che si debba rinunciare al fascino del fiume: perché non abbellire le rive del fiume, abitarle con qualche bar, qualche spazio per i bambini, i pic nic e quant’altro?

Ancora una volta parliamo di cose realizzabili, persino con poca spesa. Si può fare, basta solo un po’ di fantasia e di amore per Trento.

 

*

Francesco Agnoli, Mauro Sarra, candidati con “Si può fare!-Con Zanetti sindaco”