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LETTERE AL DIRETTORE

SEN. DE BERTOLDI (FDI) * 2022: « UN ANNO CHE DOVRÀ TRAGHETTARE IL PAESE, DA UN’ABUSATA EMERGENZA (ANCHE POLITICA) ALLA NORMALITÀ »

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10.00 - giovedì 06 gennaio 2022

“ 2022 : Il Paese dall’emergenza ad una straordinaria normalità”.

2022 anno terzo del Covid, un anno che nasce con molte attese e severe responsabilità, un anno che dovrà necessariamente traghettare il Paese da un’abusata emergenza, anche politica, ad una normalità, fondata però da straordinarie progettualità per rilanciare l’Economia durante e dopo la crisi pandemica, garantendo un futuro sostenibile alla Nazione. Collego quindi il superamento dello stato di emergenza, non più giustificabile in un Paese democratico e sviluppato come il nostro, ad una ordinaria -normalità- con compiti -straordinari-, proprio perché, ricordando Stiglitz, “le politiche che sceglieremo adesso avranno ripercussioni sui decenni a venire”.

Penso soprattutto agli aspetti socio economici, nell’ottica nazionale e geopolitica, che saranno determinanti per il futuro del nostro popolo. La sospensione dei vincoli di Maastricht, costrizioni che noi del Centrodestra avevamo sempre contestato, e le importanti dazioni di denaro nel sistema economico, conseguenti a ritrovate politiche monetarie espansive in ambito UE ed al Recovery Plan, determinano infatti una fase straordinaria, che definirà le prospettive ed i traguardi per l’Italia che verrà. Un esame per l’intera Nazione, che difficilmente avrà però appelli, se non saremo in grado di orientare al meglio le (non infinite) risorse disponibili.

Vorrei quindi individuare due macro aree che potrebbero essere delle precondizioni determinanti nei ragionamenti svolti, e le identificherei nelle problematiche socio demografiche da una parte , ed in quelle della sostenibilità economica dall’altra. Due tematiche, che se non affrontate correttamente e con visione strategica a lungo termine, potrebbero costituire un forte impedimento agli obiettivi politici riformatori insiti nel nuovo corso nazionale ed europeo.

Comincerei a riflettere quindi sugli aspetti demografici, originando le mie riflessioni dall’Angelus di Santo Stefano di Papa Francesco, che ha parlato di un “inverno demografico” che “ è contro le nostre famiglie, contro la Patria, contro il futuro”; e ritengo non sia un caso che il Sommo Pontefice colleghi l’invecchiamento della popolazione italiana con il concetto di Patria. Non vi potrà infatti essere un futuro positivo per l’Italia se non saremo in grado di invertire il trend demografico, e mi piace ricordare un giovane Francesco Cossiga, che nel 1961, in piena esplosione demografica, identificava in un confronto politico televisivo il valore e l’identità della Patria nelle politiche giovanili e familiari.

Oggi purtroppo, per gravi responsabilità della politica nazionale -in primis-, ma pure per le miopi visioni europee in -austerity-, scontiamo un’infelice prospettiva di decrescita della popolazione in valore assoluto, che associandosi all’invecchiamento nell’età media, produce un quadro assolutamente preoccupante. Le previsioni Istat 2020-2040 sanciscono così il tracollo della famiglia, tanto che nel 2040 si prevedono 61 famiglie su 100 a carattere unipersonale, o comunque senza figli, cioè senza futuro! E la politica della Maggioranza, finanche dei -Migliori-, cosa ha fatto a fronte di queste drammatiche prospettive?

Ha risposto, almeno a Sinistra, con l’emergenza gender, con la necessità di tutelare la fluidità di genere, con i concetti di genitore 1 e 2, con una lotta di quasi una legislatura per il liberticida -ddl Zan-, o magari destinando quasi dieci miliardi all’anno al diseducativo reddito di cittadinanza, piuttosto che prevedere un massiccio intervento di sostegni e facilitazioni fiscali alle famiglie con figli. Non vedo purtroppo quasi nulla infatti che cerchi di porre un correttivo a questo preoccupante inverno demografico, se non un -assegno unico- familiare, che, pur condivisibile nelle intenzioni, non risulta però adeguato nella sua applicazione pratica, anche per insufficienza delle risorse apposte dal Governo. E’ improcrastinabile quindi invertire la rotta della politica per rispondere a questa problematicità di fondo della nostra Patria.

La seconda macro area, che ho sopra individuato quale precondizione per una efficace progettualità post pandemia, insiste sull’economia sostenibile, sulla finanza ESG, in sostanza su una declinazione -circolare- delle politiche di sviluppo, anche in funzione della sostenibilità ambientale. Il paradigma della crescita senza soluzione di continuità, tipico del neoliberismo capitalista, si scontra infatti con la limitatezza delle risorse e la coesione sociale, ed è qui che il nostro Paese, ripensando al profondo significato di Patria, cioè alle nostre radici culturali cristiane e cooperative, potrebbe trovare gli stimoli e la chiave per una fuga in avanti! Non basteranno infatti i soli incentivi del Pnrr, ossia il mero denaro, per massimizzare i progetti nell’ottica della sostenibilità e della -green economy-, ma servirà un programma culturale, che unisca il Paese verso un nuovo -Rinascimento- dai valori condivisi. Come direbbe De Lucia Lumeno, il Segretario generale delle banche popolari, si deve poggiare il tutto sul concetto di -benevolenza-, quale principio sociale dell’economia sostenibile, un valore assoluto che esplica la volontà di operare per il bene di tutti, quindi per il bene della Nazione.

Con queste convinzioni mi preparo ad affrontare un altro anno parlamentare, che come detto, sarà cruciale per le sorti nazionali ed europee, e lo farò con la consapevolezza di avere alle spalle un intero territorio, perché ogni Trentino ha nel proprio DNA i valori citati, e non potrà mai dimenticarsene!

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Senatore Andrea de Bertoldi – Fratelli d’Italia

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