PROVINCIA AUTONOMA TRENTO
Covid-Free (27ma puntata format Tv)

Liceo Prati: applicazione ottusa della norma o “nonnismo” … pensiamo al bene degli studenti. La vicenda dell’accorpamento delle due classi del Prati presenta alcune sfumature inquietanti che fanno dubitare sulla libertà di espressione nel mondo scolastico Trentino.

Pochi giorni fa il dirigente generale ha affermato che tutte le classi richieste erano state confermate, peccato che nel caso in oggetto tale affermazione non trovi riscontro.

Al contrario di quanto dichiarato e attuato negli altri istituti, “casualmente”, al Prati si parla di accorpamento di due classi, con diversa metodologia di insegnamento di cui una afferente al prof. Ceschi (presidente Csep) che ha sollecitato ripetutamente il Dipartimento a fornire risposte in merito alle comunicazioni del Consiglio e a maggiore chiarezza, stigmatizzando l’attuale pressappochismo della gestione scolastica trentina.

La classe accorpata dovrebbe poi essere suddivisa il prossimo anno perché composta da studenti che seguiranno percorsi differenti nel triennio. Quindi perché non lasciare questi gruppi classe come sono in vista di questo prossimo anno impegnativo?

Non volendo pensare che tali decisioni siano dovute a ritorsioni personali cinicamente indifferenti al bene degli studenti, chiediamo in base a quale logica si accorpino due classi con metodologie didattiche diverse senza alcuna razionalità o rispetto per le finalità educative che dovrebbero guidare le scelte dell’amministrazione.

Non vorrei che ancora una volta si rivelasse attuale il pensiero di un uomo politico che ha profondamente segnato la nostra storia repubblicana: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina” … Chiediamo pertanto chiarimenti in merito ad Assessore e Dipartimento per fugare ogni dubbio.

 

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Maurizio Freschi

Presidente della Consulta provinciale dei genitori del Trentino