News immediate,
non mediate!
Categoria news:
LETTERE AL DIRETTORE

PIPINATO (ITALIA VIVA TRENTINO) * GOVERNO: «MILLE GIORNI DI RENZI (JOB’S ACT E DIRITTI CIVILI) E MELONI (TRA ANNUNCI DI RIFORME E PASSI INDIETRO CONCRETI)»

Scritto da
16.59 - venerdì 22 agosto 2025

Gentile direttore Franceschi,

allego quanto oggi pubblicato sul quotidiano “l’Adige“, anche per consentire la visione ai lettori di Opinione.

 

*

Fabio Pipinato
Presidente Italia Viva Trentino

 

Mille giorni. Di Renzi e Meloni. Quand’ero giovane fui assunto in Ospedale come fisioterapista. Non avevamo al tempo un profilo professionale, un albo, una laurea e un livello retributivo decente. Come in Europa. Protestavamo in privato e in pubblico affinché la nostra professione venisse riconosciuta legalmente.Una collega mi disse: “se non vuoi avere rogne smettila di protestare in pubblico, organizzare momenti sindacali o para sindacali”.

A seguire fui deferito alla commissione disciplinare per ben 2 volte e ne uscii senza macchia. E senza fare la tessera DC. Nel frattempo avevamo conquistato alcuni dei diritti e anche un livello professionale e retributivo superiore.
Con le debite proporzioni vidi nei 1000 giorni del governo Renzi (forte di un 40% alle Europee) quello stesso entusiasmo che avevo da giovane. 1000 giorni di vere riforme. Ed imparai che gli italiani non vogliono assolutamente essere riformati.
Fece la legge sui diritti civili che permise il matrimonio alle persone dello stesso sesso.

Le piazze a Roma si riempirono di omofobi con cartelli “ci ricorderemo alle elezioni”! Poi fu artefice del job’s act che tolse le dimissioni in bianco creando quel milione di posti di lavoro che Berlusconi prometteva da una vita e s’inimicò la CGIL che tentò, con il recente referendum, di annullare il passo in avanti. Poi ricordo la legge sulla “cooperazione internazionale” (alla quale contribuii”) e s’inimicò la Lega favorevole, di fatto, a “non aiutarli a casa loro”! No solo; una miriade di organizzazioni che vivevano di convegnistica sull’ipotesi di riforma. Sul “già ma non ancora”

Proseguì con il “dopo di noi” per garantire un futuro ai disabili senza genitori e i cosiddetti sani (Citius, Altius, Fortius) si rivoltarono manco fossimo a Sparta. E lui, incurante e imperterrito, fece la legge per aiutare le famiglie che hanno componenti con autismo e la legge per il terzo settore.

La fatturazione elettronica permise di recuperare mld di evasione e il 730 precompilato facilitò la vita alle P.IVA mentre la riduzione delle ferie da 45 a 30 giorni dei magistrati mise in crisi la famiglia di Renzi che vide genitori incarcerati e cognati indagati con tanto di trafiletto a pagina 16 dopo un decennio d’indagini che portarono al “fatto non sussiste”! Lo stesso accadde per Boschi e tutti i suoi collaboratori di primo, secondo e terzo cerchio. Ma i magistrati non avevano altri su cui indagare?

D’Alema infatti decretò: “Renzi cadrà per mano giudiziaria”! E le toghe rosse, la cui promozione avviene di fatto su indicazione politica, hanno cercato di smantellare il laboratorio di riforme che è la Leopolda impiegando più militari che con i capi mafia. Niente di niente. Tutto pulito.

E ancora riforme su riforme come la “buona scuola” che introdusse l’alternanza scuola lavoro, Italia Sicura (poi smantellata da Conte) che aveva iniziato a proteggere il nostro fragile territorio, la legge sull’omicidio stradale, contro lo spreco alimentare, divorzio breve, bonus cultura per i giovani, Industria 4.0, il primo piano di Antiviolenza sulle donne e molte altre leggi e riforme per mettere in carreggiata questa nostra povera Italia.

Bastava un SÌ al referendum e si poteva superare il bicameralismo, cancellare il costoso CNEL ma soprattutto coordinare le sanità regionali con quella nazionale facendoci trovare preparati in caso di pandemie. Ricordo beni i leoni da tastiera decretare con certezza che non sarebbe mai arrivata alcuna pandemia in Italia. A distanza di 5 anni il Covid.
I vecchi di partito non lo invidiarono per le molte riforme che peraltro in aula votavano (al referendum no) ma per il successo in ambito internazionale. Il fuoco amico ebbe inizio con l’amicizia dei Renzi con gli Obama e con l’invito in diverse Università e Fondazioni come la Blair e la Bob Kennedy Foundation. Oppure come speaker nel mondo arabo riformista che è stato artefice della mozione sulla pace in Medio Oriente.

Renzi avrebbe potuto vincere anche il referendum del 2016 ma non lo barattò per il Quirinale a cui mirava Berlusconi che gli promise i voti in cambio di… E così Matteo perse nelle urne. Al Quirinale però abbiamo oggi una gran brava persona che fu indicata da Matteo per ben 2 volte. Tutto il lavoro di questi giorni d’estate di Renzi serve per non avere uno scadente al Colle in quanto il Capo dello Stato è anche Capo delle Forze Armate oltre che garante ultimo del nostro assetto costituzionale.

Giorgia Meloni conosce molto bene tutta la storia, compresa Bibbiano, ed essendo una donna intelligente sa bene che gli italiani sono restii alle novità, alle riforme, allo SPID, al 4.0, alla globalizzazione. Promise un’”indietro tutta” al pre-euro, al nazionalismo e da vera sfascista (nulla a che vedere con il fascismo) sfasciò le riforme di Renzi. A furor di popolo. Via gli 80 euro al mese in busta paga, via la 18app per studiare e andare a teatro, via lo sconto sui pannolini per le famiglie, via le sovvenzioni per la prevenzione ai tumori al seno, via la tassazione alle holding del web.

Le riforme (passi in avanti), per Meloni, sono da elencare, promettere, rivendicare ma non realizzare. Niente in Gazzetta Ufficiale. Se le realizzi disturbi i poteri forti e meno forti come i tassisti e chi rincara le spiagge. E ciò spiega perché dopo 1000 giorni di nulla (a parte l’anticostituzionale decreto sicurezza) il consenso sia stellare. Consenso che paradossalmente viene dal ceto più povero e meno istruito al quale son stati non solo tolti i sussidi ma gli è ora vietato protestare.
Insomma ad ogni rivoluzione segue una restaurazione e piano piano vengono tolti i tetti di stipendio dei 240k agli alti dirigenti dello Stato (messo da Renzi); vengono riassunti i nullafacenti, aumentati a dismisura i debiti, duplicati i debiti e i ritardi alle Ferrovie dello Stato.

Aveva ragione la mia collega. Se non fai nulla in pubblico e protesti in privato campi 100 anni. Un po’ come un altro romano illustre – Andreotti: “meglio tirare a campà che tirare le cuoia”! (Detto questo il grande Giulio era un gigante rispetto a sti qua). La nostra povera Italia è disposta a rinnovare il contratto agli amministratori di condominio che, ben pagati, “tirano a campà” e non agli amministratori che vorrebbero rinnovare condominio e giardino. Mentre la casa cade a pezzi e il giardino è infestato.

 

Categoria news:
LETTERE AL DIRETTORE

Per donare ora, clicca qui



© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.