News immediate,
non mediate!

PIETRO DE GODENZ * MOBILITÀ TRENTINO: « IL BRT ( PREVISTI 70 MILIONI D IINVESTIMENTO ) DEVE ESSERE VISTO COME UN PUNTO DI PARTENZA, NON DI ARRIVO »

Scritto da
11:55 - 25/10/2021

Trentino e mobilità al top: siamo a un punto cruciale. È risaputo come la Provincia Autonoma di Trento sia da anni al lavoro per sviluppare la propria mobilità, con un occhio di riguardo all’ambiente e senza scordare le sempre più necessarie efficacia ed efficienza. Il nostro scopo è, e deve continuare a essere, la concretizzazione di una mobilità il più possibile integrata e interconnessa, capace di raggiungere i più alti standard europei. Possiamo affermare come siano già stati raggiunti ottimi risultati con, ad esempio, un concreto miglioramento in riferimento a gestione delle tratte e delle fermate che ha portato, senza ombra di dubbio, a un sensibile aumento dell’utilizzo dei mezzi pubblici.

Si tratta di un risultato arrivato anche grazie al lavoro svolto nell’ambito turistico, e in particolare dalle APT e dagli imprenditori sensibili e attenti, capaci, grazie all’utilizzo di nuovi concept e azioni – come, per esempio, le guest card di servizi turistici attivate nelle valli – di allontanare le persone dalle auto fornendo loro l’uso gratuito dei mezzi pubblici provinciali.

Insomma, siamo certamente sulla buona strada e, anche in vista dell’avvincente sfida delle Olimpiadi 2026, la Giunta ha deciso di accelerare puntando sulla realizzazione, nelle valli di Fiemme e Fassa di un sistema Bus Rapid Transit.

Si tratta di una soluzione di trasporto di massa con autobus che viaggiano su corsie preferenziali per aumentare la rapidità del trasporto su gomma, raggiungendo prestazioni assimilabili a quelle di una metropolitana. Non necessita di nuove infrastrutture viarie, ma di un potenziamento di strade esistenti, con allargamenti localizzati della sede stradale e nuove fermate attrezzate. Questa scelta, a mio avviso, rappresenta non solo un upgrade estremamente significativo a livello tecnologico e in ottica di miglioramento del servizio di trasporto pubblico ma anche e soprattutto un progetto – al momento l’unico realizzabile – di vera sostenibilità, in chiave olimpica ma destinato a produrre ricadute assai positive per molti anni a venire.

Siamo prossimi a un risultato storico, e mi tornano alla mente i progetti e gli studi susseguitisi negli anni, uno su tutti, quello presentato sul finire del 2017 dall’amico e allora assessore provinciale Mauro Gilmozzi che andava proprio ad immaginare nel BRT una soluzione capace di contenere tempi e costi rispetto a una nuova ferrovia (il treno dell’Avisio rimane infatti sempre la migliore prospettiva auspicabile) portando nel contempo a un potenziamento e sensibile miglioramento dell’attuale sistema trasportistico su gomma. Il nostro Trentino, e in particolare Fiemme e Fassa – alle quali vanno certamente aggiunte il pinetano e la valle di Cembra, si confermano come gli ambiti ideali nei quali sviluppare un modello dei trasporti integrato di vera eccellenza e che possa essere davvero sostenibile.

Certo, il percorso è in fase di sviluppo e va di certo considerata la possibile introduzione di tutte le soluzioni d’avanguardia come l’utilizzo di materiali di recupero per la realizzazione e una concreta attenzione all’ambiente, privilegiando alimentazioni elettriche o a biometano.

Proprio su questo punto credo vada sostenuta la proposta vera e concreta che è stata formulata dagli allevatori del centro Fiemme che stanno elaborando, in collaborazione con BioEnergia Fiemme, un progetto per la produzione di biometano ottenuto dagli scarti del territorio. Una proposta estremamente interessante che deve stimolare una sinergia tra pubblico e privato, portando in dote alla val di Fiemme un carburante rinnovabile da utilizzare per muovere il sistema trasporti realizzando un obiettivo di economia circolare. Un progetto strategico che potrebbe essere una frontiera di sperimentazione unica in Italia grazie alla partecipazione di Trentino Trasporti e della Provincia che non devono perdere questa opportunità. E, ultimo ma non per importanza, si tratta di un progetto realizzabile entro il 2026 – anno olimpico – che deve essere promosso e sostenuto da subito in quanto ecologico, sostenibile e a km O e che può, senza dubbio, evidenziare l’effettiva vitalità e attenzione che il Trentino, e in esso le Valli di Fiemme e Fassa hanno dell’ambiente.

In conclusione, rimane fondamentale non scordare, mai, come i grandi corridoi di collegamento che attraversano l’Italia interessino anche il piccolo, e a mio avviso strategico, Trentino e come per tali motivi, esso possa e debba essere sempre più punto di riferimento ed esempio di realizzazione di modalità di trasporto innovative a livello internazionale. Il sogno, divenuto realtà grazie al lavoro di tutti, di un Trentino olimpico ed interconnesso al mondo in modo funzionale e sostenibile passa e continuerà a passare attraverso la concretizzazione di percorsi dinamici e integrati– capaci di rispondere ad immediate esigenze senza chiudersi a possibili miglioramenti ed evoluzioni nel lungo termine. Il BRT, per il quale sono previsti un totale di 70 milioni di euro di investimenti, deve quindi essere visto come un punto di partenza e non di arrivo. Un punto di partenza del quale essere orgogliosi e che ci invita a fare sempre meglio.

 

*

Cons. Pietro De Godenz

 

 

Categorie Articolo:
LETTERE AL DIRETTORE

I commenti sono chiusi.